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La recensione della settimana: ‘Il futuro che già c’è’, di Vito Di Bari

di Stefano Natoli

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9 febbraio 2007

Settanta previsioni su come sta per cambiare il nostro futuro quotidiano e ottantacinque anticipazioni che descrivono prototipi e test già realizzati dai team di ricerca delle università di tutto il mondo, ma ancora ignoti al di fuori di una ristrettissima cerchia di studiosi dell'innovazione: è ‘Il futuro che già c’è’, l’ultima fatica di Vito Di Bari - uno dei più grandi esperti italiani di nuove tecnologie - che Il Sole 24 Ore ha recentemente mandato in libreria. I quattro capitoli in cui si suddivide il libro indagano il futuro prossimo del nostro corpo, dell’habitat, del tempo libero e del lavoro. Le innovazioni di cui ci parla il docente di Progettazione, Gestione e Innovazione dei Sistemi al Politecnico di Milano - nonché opinionista del quotidiano Il Sole 24 Ore - cambieranno radicalmente la nostra quotidianità nel giro di dieci/vent’anni, stabilendo così uno iato più profondo fra generazioni che potrà essere colmato solo da una maggiore duttilità mentale.

“Avrà successo l’80% degli attuali prototipi e innovazioni”
Qualche esempio: nel 2009, l’utilizzo delle cellule staminali ci farà ricrescere i denti ad ogni età; nel 2010 microchip sottocutanei ci consentiranno di avere a portata di mano la nostra storia clinica sempre aggiornata; nel 2015 avremo la possibilità di impiantarci protesi robotiche che comanderemo con il pensiero; nel 2022 saremo curati a domicilio da medici-robot dotati di sensori; nel 2025 la chirurgia estetica sarà diventata un fenomeno di massa e nel 2050 almeno 25 milioni di persone opteranno per avere una nuova faccia. Relativamente al mondo del lavoro, l’autore prevede che fra dieci anni gran parte delle aziende si farà dire proprio dal cliente cosa fare, offrendo prodotti e servizi con livelli di personalizzazione senza limiti (l’esplosione, insomma, della tendenza, già in atto, della ‘consumerizzazione’).

In un futuro a noi molto vicino, pronostica Di Bari, le nuove tecnologie ci consentiranno di interagire con le macchine attraverso il movimento e i gesti o mediante la voce o ancora utilizzando semplicemente lo sguardo: nel libro si parla ad esempio delle ‘Smart Home’, tecnologie che renderanno la nostra casa intelligente e capace di rispondere alle necessità e alle esigenze di chi la abita (gli elettrodomestici, per dirne una, saranno dotati di microprocessori e connettività di rete). Attraverso speciali traduttori parleremo inoltre con cani e gatti e tecnologie sofisticate ci faranno sentire gli odori e i sapori dei film.

Fantascienza? Tecnologie di un futuro lontano? Niente affatto: “Si tratta di prototipi e innovazioni – sostiene il futurologo - che hanno già passato una fase di selezione. Stimo che un buon 80% arriverà ad avere successo. Per questo mi sento di dire che con questo libro parlo di un futuro che è già fra noi - nei laboratori, nei centri di ricerca e sviluppo delle grandi aziende - ma di cui ancora non si parla”.

Un libro che si legge con piacere e che scorre leggero quasi fosse un romanzo. Da tenere sempre a portata di mano perché, come ha detto il Premio Nobel per l’Economia, Kenneth Arrow, “Vito Di Bari elabora sogni. Sogni possibili, basati su solidi fatti”.

(Vito Di Bari, Il futuro che già c'è (ma ancora non lo sappiamo),
Il Sole 24 ore, Pagg 194, euro 20,00)

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