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Libri / "L'ultimo sangue", istantanee da una Napoli teatro di guerra

di Francesco Prisco

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27 aprile 2007

"L'ultimo sangue", libro realizzato a quattro mani dal giornalista Marco Salvia e dal fotografo Stefano Renna, può essere inteso come un particolarissimo omaggio a chi a Napoli esercita il lavoro di reporter di cronaca nera, a chi insomma è abituato a confrontarsi quotidianamente con la varia umanità ascrivibile al macabro universo inquadrato con il termine camorra.
Il testo, edito da Stampa Alternativa, nelle sue 109 pagine raccoglie gli scatti più evocativi che Renna da vent'anni a questa parte ha effettuato sui luoghi di mattanza della malavita organizzata: istantanee di omicidi, frutto di regolamenti di conti, sottratti al metabolismo della cronaca quotidiana e resi funzionali ai racconti di Salvia, che si sforza di penetrare, con una lingua costantemente in bilico tra italiano e napoletano, il ventre inquinato della metropoli partenopea. Perché questo esperimento parte dalla cronaca, ma insegue l'arte. Quello del fotoreporter a Napoli è spesso un mestiere infame. Hai i giorni scanditi dalle telefonate dei capiservizio che ti indirizzano verso questo o quel quartiere teatro di faida, ti tocca partire senza esitare troppo per restituire ai lettori dei quotidiani, il giorno dopo (quando tutti, in quel quartiere, compreranno il giornale), l'autenticità della scena. Arrivi e trovi la disperazione e, quasi sempre, l'ostilità dei parenti della vittima. C'è chi vorrebbe il silenzio e non tollera i flash, c'è chi giura vendetta con colorite imprecazioni e trova nei fotografi le prime persone cui indirizzare la propria ira, i propri insulti. I giornalisti magari passano inosservati, perché un taccuino lo nascondi facilmente in tasca, fotoreporter e cameraman no. In un contesto del genere, vai a spiegare il diritto di cronaca! In apparenza non c'è nulla di nobile, nulla d'artistico nel fotografare un corpo ancora caldo sull'asfalto, eppure quelle foto colte in uno sguardo d'insieme raccontano una storia. Quella storia di guerra che, da oltre trent'anni, Napoli non riesce a scrollarsi di dosso, che fa accapigliare i politici, che troppo in fretta fa tornare sui propri passi luminari del giornalismo italiano che sempre troppo in fretta avevano parlato di "Rinascimento napoletano". Quella storia di guerra che fa arricchire i furbi mestieranti. Ogni foto di Renna è uno schiaffo a chi ha la tentazione di autoassolversi ma anche ai più irremovibili catastrofisti che non riescono a guardare oltre i cumuli di cadaveri. Ogni racconto di Salvia è un viaggio nel sottomondo camorristico, in quell'umanità esasperata, eccessiva e contraddittoria perché assetata di potere, quindi di sangue.
Il bianco e il nero dominano su tutto, anche se ci troviamo nel "paese d'o sole" cantato ai turisti nei ristoranti di Chiaia. Tornerà a splendere la luce? Risposte "L'ultimo sangue" non ne fornisce. Ma non crediamo sia un caso se il libro si chiude con la foto dei funerali di Annalisa Durante, vittima innocente di camorra il cui giovane sangue servì, appena tre anni fa, a risvegliare le coscienze, a far percepire, seppure per una breve stagione, l'esigenza del cambiamento. «Noi dobbiamo cambiare, – scrive Salvia – crescere, è giusto, ma abbiamo bisogno di tutto».

Marco Salvia, Stefano Renna
"L'ultimo sangue. Camorra, vittime e carnefici"
Stampa Alternativa
Euro 13,00
pp. 109

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