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Libri / Sono solo canzonette?

di Pino Fondati

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3 agosto 2007

Noiose, musicalmente banali, grammatica approssimativa (il contorsionismo linguistico per arrivare a tutti i costi alla rima baciata..), la maggior parte delle canzoni italiane degli anni Sessanta evidenziavano in modo inclemente il gap con la musica di altri paesi (loro c'avevano Sinatra ed Elvis, Bécaud e Montand, i Beatles e gli Stones). A parte alcune eccezioni, naturalmente: Modugno, Carosone, Paoli, Mina, che però, salvo Mister Volare, mai riuscirono a conquistare i mercati esteri.
Eppure, quelle canzoni brutte e poroponzipò, ci sono rimaste nella testa e nella gola. Alzi la mano chi, a distanza di decenni, al mattino sotto la doccia o sul pullman del Cai o in una sagra di paese non si sia trovato a cantarne una. Delle più celebri o, anche, e qui sta il mistero, delle più sconosciute. Come le 70 che il libro di Tonti, critico musicale e autore radiofonico, riporta all'attenzione di nostalgici, curiosi e neofiti, con tanto di cd allegato contenente 14 "indimenticatibili", rimasterizzate in digitale. Meteore, che hanno avuto un'estate da leoni, per poi cadere nel dimenticatoio.
Dal rockettaro Ghigo, che nel 1960 cantava temerario "Coccinella" ("tu sei come il whisky, io mi sbronzo di te, ma togli quel che vestito che fa tanto schifo a me"..); a Franco IV e Franco I, che si attribuirono un numero perché tra i loro amici c'erano troppi Franco. I due, in piena temperie sessantottina, scalarono le classifiche con "Ho scritto t'amo sulla sabbia" (qui vale la pena affondare nel testo "ma il vento a poco a poco se l'è portato via con sé; l'ho scritto poi sul mio cuore ed è rimasto lì per tanto tempo"). A Mario Tessuto, che l'anno dopo interpretava "Lisa dagli occhi blu" ("senza le trecce la stessa non sei più"..). Tutto questo, passando per "Cha, cha, cha della segretaria" (che non vuole dattilografar..) di un certo Michelino, all'inossidabile "Stessa spiaggia, stesso mare" di Piero Focaccia, al simpatico Ugolino che in "Ma che bella giornata" ironizzava "mi sveglio al mattino e sento gridare, qualcuno mi dice ti devi sbrigare, in sette minuti mi lavo la faccia e prendo il caffè con un po' di focaccia".
Non finisce qui, perché il viaggio di Tonti ci porta a conoscere un, per molti, inedito Franco Tozzi con "I tuoi occhi verdi", l'esilarante "Sei come una lucertola", cha cha cha balneare di Joe Fedeli, e i Primitives, un gruppo anglo-italiano guidato dal giovane Mal (ancora oggi c'è chi lo chiama "Mal dei Primitives") che hanno ballato una sola estate con "Yeeeeeh", dal mitico incipit "I tuoi occhi sono fari abbaglianti e io ci sono davanti". Pochi sanno che fu scritta da Luigi Tenco e Sergio Bardotti, probabilmente in una notte alcolica, come ipotizza un critico sagace. C'è anche Mickey Shaine con "Uno dei mods", che faceva lo sballato malavitoso inglese, taciturno per non svelare di venire da Trani, provincia di Bari. Non mancano l'emigrante Rocco Granata ("mi sono innamorato di Marina, una ragazza mora MA carina"), che ancora ci chiediamo perché quel "ma", Nico e i Gabbiani, e quello che ancora oggi è un tormentone estivo "Il ballo di Simone", portato al successo da Giuliano e i Notturni: "batti in aria le mani, e poi falle vibrar, se fai come Simone, non puoi certo sbagliar". Tra le meteore, alcuni artisti che, secondo molti esperti, avevano grandi potenzialità: Ricky Maiocchi, prima cantante dei Camaleonti e poi solista, Carmen Villani, i Corvi ("Ragazzo di strada"), il già citato Ugolino.
La storia delle meteore è inserita da Tonti all'interno di una rigorosa storia della canzone italiana, che non può prescindere da fatti e misfatti sanremesi. La domanda finale ce la suggerisce Lella Costa: perché abbiamo i neuroni pieni di canzonette degli anni Sessanta? Al di là di un facile sociologismo, forse perché in quegli anni gli italiani cominciavano a vedere i primi segni del benessere, il frigo, l'auto, la bistecca, le vacanze al mare. E i juke box a portata di gettone. Tutto era nuovo, bello ed eccitante. In una parola, indimenticabile.

Ballarono una sola estate
di Alberto Tonti
Prefazione di Gianni Mura
Rizzoli, 2007
136 pagine + cd compilation allegato, 19,50 euro

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