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La stagione teatrale italiana 2007-2008

di Pino Fondati

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11 ottobre 2007

AMLETO
Amleto è una spugna: contiene politica e tragedia d'amore, studio psicologico e dramma familiare, violenza e morale, follia e metodo, eccentricità e malattia, pace e guerra. Le antiche leggende raccontano l'esistenza di un Amleto addirittura in epoca anteriore a quella di Cristo. Così Amleth o Amlodi o Amlaghe, l'idiota, il matto è presente nelle saghe degli inizi del mondo e in ogni tradizione arcaica. Da qui parte questo Amleto, dal contratto di finzione tipico di ogni racconto, dalla semplice e pura magia del narrare che è ancor oggi l'essenza del teatro.

Amleto
da William Shakeaspeare
di L. Costa, G. Gallione, M. Cirri
regia di Giorgio Gallione
con Lella Costa
Produzione Irma Spettacoli
Roma - Teatro Ambra Jovinelli dal 13 novembre al 2 dicembre 2007
ANNA KARENINA
Il regista lituano si misura con una duplice sfida che non risiede solamente in un testo non teatrale ma anche nel lavorare con una compagnia non sua. Si rinnova la potenza dell'elemento visivo, punto chiave della sua pratica teatrale. Grazie a gesti e immagini semplici, il teatro di Nekrošius esclude una fruizione relegata al solo sforzo mentale mettendo in contatto lo spettatore con un mondo non verosimile ma vivo dove le immagini danno vita ad un mondo in cui tutti possiamo riconoscere paure e dolori. Gli oggetti si trasformano in protesi esplicative dell'animo dei personaggi, l'intuizione degli spettatori viene stuzzicata, così come tutti i sensi, il tempo si dilata per accogliere le azioni nel suo moltiplicarsi visionario.

Anna Karenina
di Lev Nicolaevic Tolstoj
regia Eimuntas Nekrosius
con Mascia Musy, Annalisa Amodio, Alessandro Lombardo, Paolo Musio, Paolo Pierobon, Nicola Russo, Stefano Vercelli, Gaia Zoppi
produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro Biondo Stabile di Palermo
Modena, Teatro Storchi, 10-15 gennaio 2008
Palermo, Teatro Biondo, dal 6 al 17 febbraio.
BECKETT/BROOK – FRAGMENTS (Come and go, Rough for Theatre I, Rockaby, Act Without Words II, Neither)
Uno spettacolo che Brook ha concepito in francese, per festeggiare nel 2006 a Parigi, seconda patria dello scrittore irlandese, il centenario della nascita di Samuel Beckett, e oggi riallestisce in inglese.
Il regista sceglie di portare in scena Beckett perché è "un autore - spiega - che tuffa lo sguardo nell'insondabile abisso dell'esistenza umana… S'inserisce sulla sottile linea che lega il teatro greco antico, attraverso Shakespeare, al nostro tempo, celebrando senza compromessi la verità, una verità sconosciuta, terribile, sconvolgente…". .

Beckett/Brook – Fragments
(Come and go, Rough for Theatre I, Rockaby, Act Without Words II, Neither)
di Samuel Beckett
regia Peter Brook
con Jos Houben, Marcello Magni, Kathryn Hunter
Prodotto da C.I.C.T/Théâtre des Bouffes du Nord, Paris, e da William Wilkinson per Millbrook Productions
in co-produzione con Young Vic Theatre, London
Milano, Teatro Studio, dall'11 al 22 dicembre 2007
CLAUS PEYNEMANN COMPRA UN PAIO DI PANTALONI E VIENE A MANGIARE DA ME.
SIK-SIK, L'ARTEFICE MAGO

Carlo Cecchi accosta in un unico appuntamento De Filippo e Bernhard. "Sik-Sik, l'artefice magico" e i "Dramoletti" testimoniano la forte teatralità dei due autori, rappresentativi della drammaturgia europea del Novecento.Cecchi mette in scena tre dei "Dramoletti" di Thomas Bernhard, pubblicati in Italia con il titolo "Claus Peymann compra un paio di pantaloni e viene a mangiare con me , e altri dramoletti" . Cecchi (tra i primi a portare in scena Bernhard sui palcoscenici italiani), evidenzia in questo spettacolo l'ironia e la comicità dello scrittore austriaco, offrendo una versione personalissima (a volte più mediterranea che nordica) dei Dramoletti. Sik-Sik (in napoletano, "sicco" significa secco, magro e, come racconta lo stesso Eduardo, si riferisce al suo fisico) è un illusionista maldestro e squattrinato che si esibisce in teatri di infimo ordine insieme con la moglie Giorgetta e Nicola, che gli fa da spalla. Una sera il compare non si presenta per tempo e Sik-Sik decide di sostituirlo con Rafele, uno sprovveduto capitato per caso a teatro. Con il ripresentarsi di Nicola poco prima dello spettacolo e con il litigio delle due "spalle" del mago, i numeri di prestigio finiranno in un disastro e l'esibizione si rivelerà tragica ma di esilarante comicità per il pubblico.

Claus Peynemann compra un paio di pantaloni e viene a mangiare da me
di Thomas Bernhard
con Carlo Cecchi, Elia Schilton
Sik-Sik, l'artefice magico
di Eduardo De Filippo
con Carlo Cecchi, Angelica Ippolito, Roberto De Francesco, Diego Sepe
Regia di Carlo Cecchi
Ancona, Teatro Sperimentale, dal 23 al 28 ottobre
Milano, Teatro Franco Parenti, dal 30 ottobre al 2 novembre
Roma, Teatro Valle, dal 6 al 18 novembre
COSì E' (SE VI PARE)
Così è (se vi pare) racchiude la problematica esistenziale, tipicamente pirandelliana, dell'impossibilità di avere una visione unica della realtà. Tratta dalla novella La Signora Frola e il Signor Ponza, suo genero, la commedia ruota attorno agli interrogativi posti dalla comunità, ansiosa di etichettare e ridurre gli individui a un ruolo ben definito, alla Signora Frola circa il suo strano comportamento in famiglia. Castri mette in scena quest'opera per la terza volta, accogliendo la sfida di lavorare con attori anagraficamente più giovani di quelli previsti dal testo ma non privi di significative esperienze, capaci, sotto la sua guida, di restituire una chiave di lettura del tutto inedita.

Così è (se vi pare)
di Luigi Pirandello
regia di Massimo Castri
Produzione Arena del Sole, Nuova Scena,Emilia Romagna Teatro Fondazione, TS di Bologna
Bologna, Arena del Sole, dal 27 novembre al 9 dicembre
.
Donna non rieducabile
Si chiamava Anna Politkovskaja. Venne definita dal Cremlino "donna non rieducabile". Le hanno sparato il 7 ottobre 2006 prima al cuore e poi alla testa all'ingresso di casa sua. Un edificio alla periferia di Mosca. Lascia due figli. Lascia un'inchiesta sulle torture in Cecenia dei russi che non potrà più essere pubblicata dal suo giornale, la Novaja Gazeta. Lascia tutti i suoi documenti, archivi, foto, Pc alla polizia russa, che come prima misura dopo la sua morte sequestra tutto ciò che ha trovato nel suo modesto appartamento. Per leggerlo con calma durante le indagini. Lascia Putin, un ex membro del KGB, alla guida della Russia. Lascia Kadyrov, uomo di Putin, da lei accusato di crimini contro la popolazione cecena alla guida della Cecenia. Lascia il silenzio del Cremlino, forse in lutto stretto. Il Teatro delle Donne si sofferma sul caso di una donna giornalista uccisa per avere fatto il suo mestiere. Un memorandum teatrale, cioè un'occasione per fermarsi a riflettere e pensare.

Donna non rieducabile
scritto e diretto da Stefano Massini
con Luisa Cattaneo, Roberto Gioffré
produzione Teatro delle Donne
Firenze, Teatro Manzoni, dal 12 al 15 dicembre
Marghera, 12 gennaio
Viareggio, 8 marzo
Donne in Parlamento
Cosa succederebbe, si chiedeva Aristofane nel V secolo a. C., se le donne prendessero il potere? Purtroppo non cambierebbe nulla, è la risposta: Atene precipiterebbe ugualmente nell'anarchia e nell'ingovernabilità, per colpa di una comunità che pensa soltanto a soddisfare i bisogni primari e ha perso interesse verso qualsiasi aspetto del vivere sociale e civile. Serena Sinigaglia, regista poco più che trentenne, ma da più di dieci anni alla guida di una compagnia tra le più interessanti del panorama milanese, ha scelto Aristofane "perché volevo far ridere – spiega - volevo divertire e divertirmi, ma anche perché i classici rispondono al mio desiderio di ritrovare l'épos: vengo da una generazione cresciuta al ritmo del minimalismo, privata di grandi ideali, cui è mancato un "ampio respiro".

Donne in Parlamento

da Aristofane
traduzione Laura Curino
rielaborazione drammaturgica Renata Ciaravino e Serena Sinigaglia
regia Serena Sinigaglia
con Beatrice Schiros, Arianna Scommegna, Sandra Zoccolan, Maria Pilar Perez Aspa, Irene Serini, Stefano Orlandi, Fabio Chiesa, Mattia Fabris, Chiara Stoppa
Produzione Piccolo Teatro di Milano, Teatro d'Europa
Milano, Teatro Studio, dal 27 novembre al 9 dicembre 2007
Dossier Ifigenia
"Il nucleo fondante di ogni tragedia è il Coro: se capiamo quale fosse la funzione del coro, possiamo forse avvicinarci al segreto profondo della tragedia, di ogni tragedia. Quindi, accostandomi ad Ifigenia, mi sono chiesto quale fosse questo ruolo. Qui c'è un coro composto da donne di villaggio, che raccontano degli eserciti greci che muovono per la guerra contro Troia. Raccontano dei soldati, delle armi, dei condottieri: insomma, sono quasi delle croniste di guerra. Il Coro in Ifigenia sembra assumere il compito che hanno oggi i nostri corrispondenti dal fronte, quelli che raccontano per i giornali o per la televisione quanto accade in Iraq, in Afghanistan, in Rwanda...
Ecco, allora, un aspetto assolutamente contemporaneo della tragedia, una visione moderna di questo testo. Oggi il vento non è altro che il petrolio, il combustibile che fa muovere le navi, i carri armati, gli aerei. Oggi serve il petrolio per fare la guerra, come allora serviva il vento...
Dunque, dobbiamo cercare di tradurre sulla scena, in una visione contemporanea, con dei valori contemporanei, quel che la tragedia raccontava e mostrava nell'antica Grecia" (note di Elie Malka)

Dossier Ifigenia
da Euripide
traduzione Edoardo Sanguineti
adattamento e regia Elie Malka
con Alessandro Averone, Valentina Bartolo, Fausto Cabra, Paola De Crescenzo, Francesco Martino, Antonio Tintis, Marco Toloni, Nanni Tormen
Fondazione del Teatro Stabile di Torino
Torino, Teatro Astra, dal 27 novembre al 9 dicembre
Eva Peron
Testo contemporaneo e poco rappresentato, è uno sguardo disincantato e crudo nella vita dei Peron come non li abbiamo mai visti, quasi un reality show che spia le vere relazioni dei personaggi al di là della vita pubblica. Corsicato ne dà una versione psichedelica e sarcastica, fuori dalla retorica dei musical patinati e ci mostra in tutta la sua tragicomicità una antieroina crudele e grottesca. Il testo di Copi, pur essendo legato a una precisa figura storica, è un pretesto ironico, ma paradossalmente lucido e realistico, per uno sguardo sinistro sulla classe dirigente e sulla passione per il potere, sulla politica e sulle relazioni umane dei suoi protagonisti ambigui e corrotti nella vita pubblica come in quella privata.

Eva Peron
di Copi
regia Pappi Corsicato
con Iaia Forte, Cristina Donadio, Vladimir Alekcsic
Produzione Mercadante Teatro Stabile di Napoli
Napoli, Teatro Iaia, dal 31 marzo al 13 aprile 2008
GOMORRA
L'adattamento teatrale del libro di Roberto Saviano, elaborato a quattro mani con Mario Gelardi, si configura come un inquietante gioco di specchi tra le molteplici sfaccettature della criminalità organizzata napoletana e tutte le sue tentacolari ramificazioni. La riscrittura teatrale, iniziata ancor prima che il libro arrivasse alle stampe, ha permesso agli autori di lavorare su un materiale più ampio e quindi di elaborare un'analisi maggiormente estesa di alcuni personaggi del romanzo-reportage.

Gomorra
di Roberto Saviano e Mario Gelardi
regia Mario Gelardi
con Ivan Castiglione, Francesco Di Leva, Antonio Ianniello,
Giuseppe Miale Di Mauro, Adriano Pantaleo, Ernesto Mahie
Produzione Mercadante Teatro Stabile di Napoli,
Napoli, Teatro Mercadante, dal 29 ottobre al 18 novembre 2007
Bari, Teatro Kismet, 24 e 25 novembre
Roma, Teatro Valle, dal 27 novembre all'8 dicembre
Prato, Fabbricone, dal 12 al 16 dicembre.
IL CALAPRANZI
Scritto da Pinter nel 1957, fa parte della prima stagione drammaturgica dell'autore, dove quasi tutte le opere sono metafora della violenza: violenza sotterranea, quasi impalpabile, ma che manifesta con scatti improvvisi tutta la sua furia oppressiva.
Nel prologo la scena, un luogo metallico, astratto, pulito e insieme simbolicamente "sporcato", è abitata da due figure femminili, doppi astratti dei personaggi (Ben e Gus), che creano un enigma di forza e fragilità, di crudeltà e sottile comicità. Le attese, la noia, le sequele interrogative si fanno movimento, corpo che danza in un vortice da musical noir. Poi in un "buco" di stanza, dove Ben e Gus aspettano i comandamenti di un'azione criminale, istruzioni senza significato. Aspettano, in un'attesa riempita di parole che tiene la violenza in un dialogare teso e scattante, costruito su ritmi in cui i silenzi contano quanto le battute. A 50 dalla stesura, il Calapranzi continua a sfuggire alle maglie di un teatro di genere, ponendo interrogazioni senza tempo, interrogazioni che risuonano tra le mura di un sottosuolo. "A chi toccherà stasera"? Teatro dell'assurdo o teatro di paura?

Il calapranzi
di Harold Pinter
regia di Salvatore Tramacere
con Angela De Gaetano, Maria Rosaria Ponzetta, Fabrizio Pugliese, Fabrizio Saccomanno
Produzione Teatro Koreja Stabile d'Innovazione del Salento
Bari, Teatro Kismet, 5 e 6 aprile 2008
Roma, Teatro India, dal 27 al 31 maggio 2008
IL FESTINO
Monologo incentrato su due fratelli gemelli e intercambiabili, Paride e Jacopo, in qualche modo l'uno il doppio dell'altro, salvo il fatto che il primo è padrone del suo corpo mentre il secondo non può camminare. Il nuovo spettacolo della regista palermitana, una delle figure più interessanti della nuova scena italiana. Il Crt di Milano le dedica sette spettacoli tra cui per la prima volta a Milano, Il festino, oltre alla ripresa dei suoi più celebrati spettacoli (La scimmia, Cernezzeria, Michelle di Sant'Oliva, ecc.).

Il festino
testo e regia di Emma Dante
con Gaetano Bruno
Napoli, Teatro Nuovo, 28 ottobre; Milano, Crt, dal 18 al 24 febbraio 2008
IL SACRO SEGNO DEI MOSTRI
Dopo "Cinema Cielo" vincitore del Premio Ubu 2004 come miglior spettacolo, ERT continua la collaborazione con Danio Manfredini. "Il sacro segno dei mostri" indaga il mondo e l'atmosfera del disagio psichico, un tema molto caro a Danio Manfredini che per anni ha insegnato pittura in una casa di cura di Milano per malati psichiatrici. I sentimenti, le sensibilità di alcune di queste figure, sono il fulcro della creazione.

Il sacro segno dei mostri
ideazione e regia Danio Manfredini
con Simona Colombo, Cristian Conti, Afra Crudo, Vincenzo Del Prete, Danio Manfredini, Giuseppe Semeraro, Carolina Talon Sampietri
Produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, CTB Teatro Stabile di Brescia, corealizzazione Théâtre de la Place di Liegi, Théâtre National de Bretagne di Rennes; in collaborazione con Mittelfest 2007
Modena, Teatro delle Passioni, 21-28 ottobre
Brescia, Teatro S. Chiara, 11-23 dicembre 2007; 8-20 gennaio 2008
Milano, Elfo, dal 5 al 12 febbraio
IL TEATRO COMICO
"Questa, ch'io intitolo Il Teatro Comico, piuttosto che una Commedia, prefazione può dirsi alle mie Commedie". Così Carlo Goldoni presentò la commedia in tre atti in prosa scritta a Venezia nel 1750 e rappresentata per la prima volta a Milano nell'estate dello stesso anno. L'opera può considerarsi una sorta di prefazione al programma delle commedie nuove con cui il grande autore veneziano, di cui quest'anno ricorre il tricentenario della nascita, si ripresentò al pubblico con sedici nuove commedie scritte in un solo anno. Ma è soprattutto un documento prezioso del processo di rinnovamento e della riforma teatrale goldoniana. Un testo illuminante sulla poetica della nuova commedia di carattere e sul mestiere degli attori, costruita secondo la tecnica del teatro nel teatro

Il teatro comico
di Carlo Goldoni
regia di Marco Bernardi,
con Patrizia Milani, Carlo Simoni, Alvise Battain, Roberto Tesconi, Libero Sansavini
produzione Teatro Stabile di Bolzano, La Biennale di Venezia
Bolzano, Teatro Comunale, dal 1 novembre
LA FAMIGLIA DELL'ANTIQUARIO
Rappresentata per la prima volta durante il carnevale del 1750, è la sesta delle sedici commedie che Goldoni progettò e realizzò in un solo anno, dopo il successo della "Vedova scaltra" con la quale aveva avviata la sua famosa riforma teatrale, incentrata sulla sintesi tra Teatro e Mondo. A inquietare la vita famigliare del conte Anselmo, affetto da smania collezionistica, frutto della sua vuota erudizione e motivo di dileggio e sfruttamento da parte della servitù, si aggiunge il mai sopito contrasto generazionale tra sua moglie Isabella e la nuora Doralice, figlia del ricco mercante Pantalone. È in questo conflitto, soprattutto, che traspare la metafora del ben più ampio scontro culturale e morale tra due mondi in opposizione: lo stato sociale e la tradizione, da una parte, e la nuova intraprendenza economica, dall'altra. Ambientata a Palermo, ma con Pantalone e la servitù che parlano in veneziano, la commedia diventa così l'affresco del lento e crepuscolare declinare nel corso del Settecento di una intera classe nobiliare, di cui si percepisce tutta l'inanità, a fronte dell'impetuoso avanzare di una classe borghese, forte della sua capacità imprenditoriale.

La famiglia dell'antiquario
di Carlo Goldoni,
regia Luis Pasqual
con Eros Pagni, Aldo Ottobrino, Gaia Aprea, Massimo Cagnina
Produzione Teatro Stabile di Genova, Teatro Stabile del Veneto, Biennale di Venezia.
Milano, Teatro Grassi, fino al 28 ottobre
Venezia, Teatro Goldoni, dal 7 all'11 novembre
Genova, Teatro della Corte, dal 13 al 25 novembre 2007
Palermo, Teatro Biondo, dal 23 gennaio al 3 febbraio 2008.
LA TRILOGIA DELLA VILLEGGIATURA
Servillo, per la prima volta prodotto dal Piccolo, sceglie di lavorare su Carlo Goldoni e su un testo affascinante e compiuto come La trilogia. Tre commedie, una sorta di "miniserie del Settecento", per raccontare la triste educazione sentimentale di quattro giovani, Vittoria, Giacinta, Leonardo e Guglielmo, colti nel momento dei folli preparativi per le vacanze, poi nel turbinio di vicende che li travolge sul luogo della villeggiatura, infine nell'ora del ritorno in città.
"I personaggi principali di queste tre rappresentazioni - scriveva Goldoni nella nota dell'Autore a chi legge – sono di quell'ordine di persone che ho voluto prendere di mira; cioè di un rango civile, non nobile e non ricco, poiché i nobili e i ricchi sono autorizzati dal grado e dalla fortuna a fare qualcosa di più degli altri. L'ambizione de' piccoli vuol figurare coi grandi, e questo è il ridicolo che io ho cercato di porre in veduta, per correggerlo, se fia possibile".

La trilogia della villeggiatura
di Carlo Goldoni
regia di Toni Servillo
con Andrea Renzi, Toni Servillo, Paolo Graziosi, Anna Della Rosa, Chiara Baffi, Marco D'Amore, Mariella Lo Sardo
Una coproduzione Piccolo Teatro di Milano, Teatri Uniti
Milano, Teatro Grassi, dal 7 novembre al 9 dicembre 2007.
L'INNESTO
Composta tra il settembre e l'ottobre del 1917, L'innesto è un testo di grande modernità, che affronta un argomento scabroso e fa riflettere sulla maternità e la difficoltà di prendere la giusta decisione. Secondo la regista l'innesto è un canovaccio dell'inconscio. Uno svelamento progressivo d'immagini, sghembo, come quando vogliamo raccontare e, in parte, nascondere. Per questo motivo a Pirandello i linguaggi sfuggono di mano e oscillano brutalmente dalla commedia al melodramma, quasi fossero"fasciature di protezione"messe lì per nascondere argomenti troppo sporchi. La regista ha scelto allora, in maniera radicale, di comporre i tre brevissimi atti usando tre registri diversi, come fossero frammenti disuguali ma staccati dello stesso incubo. "Ho usato il testo molto liberamente per cercare di decifrare questa scrittura e di dare corpo alle assenze".

L'innesto
di Luigi Pirandello
regia Monica Conti
con Maria Ariis, Francesco Coltella, Marianella Laszlo, Sonia Bonacina, Oreste Valente, Carlotta Viscovo, Luigi Mezzanotte, Nicola Stravalaci, Carlotta Viscovo, Sergio Mascherpa, Aurora Falcone
Produzione Teatro di Roma, Teatro Giacosa di Ivrea.
Roma, Teatro India, fino al 12 ottobre 2007
Ivrea, Teatro Giocosa, 17 e 18 maggio 2008
MARIA STUART
Lo sfondo storico della vicenda di Maria Stuart è quello dell'Europa del conflitto religioso tra cattolici e protestanti della fine del cinquecento. Ed è tutta una storia di teste tagliate. Con i personaggi di Maria Stuart e Elisabetta I, cattolica la prima, protestante la seconda, Schiller racconta il conflitto tra due società che, in un groviglio di interessi economici, politici e militari, trovano espressione nell'identità religiosa e attraverso questa si combattono sanguinosamente. Un'identità forte che, nel dramma, si scontra inesorabilmente col piano del diritto. Elisabetta deve far uccidere Maria, se vuole continuare a regnare. Ha la forza per farlo ma non il diritto. Per affermare il suo potere deve – è questo il suo dramma! – ignorare i legami familiari, la sacralità dell'ospite, il diritto dello straniero e infrangere, infine, il dogma dell'intoccabilità dei re.
Maria, da parte sua, ha molte colpe, ma nessuna tale da renderla passibile della pena capitale. Deve affrontare la morte e abbandonare via via la speranza di essere salvata dal diritto.
Sono proprio i rapporti tra il diritto e la forza che ci pongono domande, irrisolte, sulle loro drammatiche e attuali contraddizioni.
Dice il regista: "nella costruzione dello spettacolo ho cercato, insieme agli attori e ai collaboratori, di ascoltare e far vivere queste domande. Nel farlo, mi è spesso tornata in mente una frase di Fabrizio De Andrè che diceva: non capisco perché continuiamo a chiamarlo passato, visto che non passa mai!"

Maria Stuart
di Friedrich Schiller
traduzione Nanni Balestrini
regia Andrea De Rosa
con Anna Bonaiuto, Frédérique Lolite, Alessandra Asuni, Flavio Bonacci, Massimo Brizi, Andrea Calbucci, Fortunato Cerlino, Nunzia Schiano, Antonio Zavatteri
Produzione Mercadante Teatro Stabile di Napoli
Napoli, Mercadante, dal 17 ottobre al 4 novembre
MOBY DICK
La prima volta insieme un mostro sacro del palcoscenico italiano, da sempre contrario a ogni forma di manierismo teatrale, e uno dei più innovativi e prolifici registi italiani. insieme a una numerosa e affiatata compagnia di attori. Scrive Antonio Latella: "Un canto, una danza con la morte, un vertiginoso giro di valzer, tra la vita e la morte…Non si possono affrontare le filosofiche parole di Melville senza la partecipazione al viaggio di un grande attore che da tempo naviga nei porti del mondo, sui palchi di tutti i teatri, un uomo che non ha più bisogno di recitare le parole, poiché è nel suo essere che c'è la parola ,nel biancore dei suoi capelli c'è il bianco accecante di qualcosa che forse non è mai esistito, come la Balena Bianca.
"Era la bianchezza della balena che sopra ogni cosa mi attirava. Ma come posso sperare di spiegarmi qui? Eppure in qualche modo oscuro e approssimativo devo spiegarmi altrimenti tutti questi capitoli potrebbe riuscire in nulla." dice Ismaele. "Perchè quel viaggio era qualcosa di più".
Quel viaggio, quel qualcosa di più lo si può forse percepire nella voce di un capitano come Giorgio Albertazzi, più che in una vana concettualizzazione di un'idea registica: è tempo per i miei marinai e per me di avere una nuova voce da ascoltare, per poter proseguire il viaggio che da tempo abbiamo cominciato, alla ricerca di una via da seguire, o di una risposta al perchè tutte le sere continuare ad issare l'ancora del teatro."

Moby Dick
da Melville
regia di Antonio Latella
con Giorgio Albertazzi, Marco Foschi
produzione Teatro Stabile dell'Umbria, Teatro di Roma
Spoleto, 14 ottobre
Firenze, La Pergola, dal 23 al 28 ottobre
Bologna, Arena del Sole, dal 21 al 25 novembre
Roma, Argentina, dal 28 novembre al 16 dicembre
MOLLY SWEENEY
Il testo, ispirato a un fatto realmente accaduto e raccontato dal neurologo Oliver Sacks nel saggio Vedere e non vedere, apre uno squarcio profondo sui problemi etici e filosofici che la cura dei pazienti può avere sugli stessi. Brian Friel rielabora la vicenda di un singolare caso clinico mantenendo intatto il rigore scientifico e introducendo degli elementi che trasfigurano il caso. La folgorante e drammatica storia di Molly Sweeney è tratteggiata con un'umanità senza diaframmi, e mette a nudo la disarmata vulnerabilità di tutti i personaggi.

Molly Sweeney
di Brian Friel
traduzioni Monica Capuani e Marta Gilmore
regia Andrea De Rosa
con Umberto Orsini, Valentina Sperlì, Leonardo Capuano
Produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro Metastasio Stabile della Toscana in collaborazione con Asti Teatro 29
Modena, Teatro Storchi, dal 20 al 25 novembre 2007
NATHAN IL SAGGIO
Rappresentare oggi l'opera di Lessing, uno dei capolavori della storia del teatro, il grande apologo sulla tolleranza, sulla coesistenza, sulla fiducia nell'uomo, è non soltanto bello e utile: è necessario. Non un normale spettacolo teatrale, bensì, come il teatro è stato per venti secoli, un rito civile per cui ci si riunisce in "ecclesia" per conoscersi e riconoscersi. Un evento-spettacolo dedicato al tema del dialogo interculturale, delle differenze culturali e religiose, ma anche del rapporto tra religione e pensiero laico. Nathan il saggio narra infatti dei rapporti che s'intrecciano nelle vite di tre personaggi, appartenenti a culture e religioni differenti (un ebreo, un musulmano e un cristiano), i quali scoprono di condividere affetti e legami, grazie ai quali colmano l'apparente distanza che li divide sul piano storico e culturale. Il progetto comporta dunque di inscenare l'allestimento nei luoghi di culto monumentali. Chiese, sinagoghe, moschee, alla presenza delle autorità religiose e civili, prevedendo inizialmente tre tappe a nord (Milano), al centro (Roma) e a sud (Catania).

Nathan il saggio
di Gotthold Eprhaim Lessing
regia di Lamberto Puggelli
con Gianrico Tedeschi
produzione Teatro Stabile di Catania
Catania, Chiesa di S. Nicola l'Arena, primavera 2008
ODISSEA DOPPIO RITORNO: ITACA E L'ANTRO DELLE NINFE
Guardare al mito di Ulisse con gli occhi della modernità, far risuonare attraverso la voce di oltre 30 giovani attori la forza millenaria dei versi originali, giocare con tutte le possibilità espressive offerte da spazi scenici diversi, invitare il pubblico a prendere parte al viaggio dei viaggi - l'Odissea - per lasciar scoprire che si tratta di un percorso di approfondimento dentro se stessi…
Questi gli spunti dai quali Luca Ronconi muove per elaborare il progetto Odissea doppio ritorno, composto da due distinti spettacoli: Itaca di Botho Strauss e L'antro delle Ninfe, da Omero e altri autori antichi attraverso l'elaborazione drammaturgica di Emanuele Trevi.
In scena contemporaneamente e per due pubblici diversi: sul grande palco frontale del Teatro Strehler il primo e nello spazio del Teatro Studio il secondo. Una collaborazione del Piccolo Teatro e della Scuola di Teatro per la produzione del Centro Teatrale Santa Cristina - Teatro Comunale di Ferrara

L'antro delle Ninfe
a cura di Emanuele Trevi
regia di Luca Ronconi
con Graziano Piazza, Elena Ghiaurov, Pieluigi Corallo, Raffaele Esposito, Pasquale Di Filippo, Riccardo Bini, Francesca Ciocchetti, Irene Petris, Cristian Giammarini
Vera e propria chicca della tarda antichità, l'Antro delle Ninfe del filosofo neoplatonico Porfirio, è un'affascinante lettura simbolica ed esoterica dell'Odissea, che il giovane critico Emanuele Trevi ha adattato per la scena fondendola con i versi originali di Omero, qui nella traduzione di Aurelio Privitera.

Itaca
di Botho Strauss
regia di Luca Ronconi
con gli stessi attori
In quest'opera del 1996, Botho Strauss rivisita l'epica omerica portando in scena l'episodio conclusivo dell'Odissea, il momento in cui Ulisse dopo dieci anni di guerra a Troia e altri dieci di vagabondaggio per il Mediterraneo nel tentativo di tornare a casa, finalmente sbarca ad Itaca, isola di cui è re, per ricongiungersi alla moglie Penelope e al figlio Telemaco: troverà Itaca è occupata dai Proci, che insidiano Penelope, e solo con l'aiuto degli dei e del proprio ingegno l'eroe ristabilirà l'ordine. Ma nella lettura di Strauss casa e famiglia dell'astuto Ulisse sono molto cambiate durante il lungo esilio, e non certo in meglio.Un dialogo con il classico tra ironia grottesca e psicologia, filtrato dall'intelligenza tagliente di uno fra i massimi intellettuali tedeschi viventi.
Milano, Teatro Strehler e Teatro Studio, dall'8 al 20 marzo 2008.
TERRA MATTA
Leggiamo dalle note di presentazione di Filippo Arriva. Figlio dell'ultimo anno dell'Ottocento, bracciante, "completamente inalfabeto", tra il 1968 e il 1975 Vincenzo Rabito inchioda la sua memoria implacabile su oltre mille fogli martellando sopra una Olivetti. Pagine fitte, massacrate dalla rabbia, a spazio zero, in apnea, e con il punto e virgola dopo ogni parola. Scrive ogni giorno, imprigionandosi in una camera. Malato si ferma. Morirà nel 1981.
Un'autobiografia, che è romanzo, che è storia italiana e reperto siciliano. Le parole sono plasmate dal dialetto e dalle storpiature, dalla memoria di suoni ascoltati e da testarde e faticose letture in trincea (Il conte di Monte Cristo, su tutte). Una scrittura così astratta da diventare la più concreta che si possa conoscere: è la filosofia verghiana, ma questa volta vera proletaria, che si fa scrittura. Caruso del '99 (ultima classe mobilitata per la Grande Guerra), scampato alla battaglia del Piave ci racconta le esperienze fondative del Novecento italiano: uno stentato dopoguerra da reduce, il lavoro precario e la disoccupazione del primo decennio fascista, l'avventura coloniale in Africa, l'emigrazione nella Germania di "Iteler", la modesta prosperità del secondo dopoguerra sino al posto di cantoniere. Il racconto, la storia, viene dal basso, da un non colto, e sta con prepotenza accanto alle scritture personali, ai ricordi di tanti colti come Serra, Pintor, Gramsci, uomini e scrittori che abbiamo conosciuto attraverso lettere intime, confessioni accorate che si univano alla critica sociale e politica. Il nostro uomo si sente tradito dal matrimonio fallito, ed è in realtà per questa delusione che comincia a scrivere. Per una famiglia che lo accerchia si rinchiude con la sua arma-Olivetti. E suggella la propria vita in una frase: "E così, per non ci dire di no, io ci ho detto di sì". La slogatura dei sentimenti si unisce a quella delle parole. E non c'è nulla da ridere.

Terra matta
di Vincenzo Rabito
adattamento teatrale di Filippo Arriva
regia di Lamberto Suggelli
con Gianrico Tedeschi
Produzione Teatro Stabile di Catania
TRE SORELLE
Un ritorno a Cechov a distanza di venti anni, dopo "Il gabbiano", che gli valse il premio Ubu e dopo aver lavorato su autori come Euripide, Pirandello, Ibsen, Strindberg. Massimo Castri mette in scena Tre sorelle, "il testo più bello e duro di Cechov", al quale il registra riconosce, a distanza di un secolo dalla sua apparizione, una grande attualità. È la straordinaria capacità dell'autore russo di tratteggiare stati d'animo complessi, sfumature emozionali di personaggi apparentemente quotidiani ma portatori di istanze universali. In Tre sorelle, Cechov affronta un tema che da sempre accompagna l'umanità: l'incapacità di capire il senso della vita e della sofferenza.

Tre sorelle
di Anton Cechov
regia Massimo Castri
con Mauro Malinverno, Claudia Coli, Bruna Rossi, Laura Pasetti, Alice Torriani, Paolo Calabresi, Sergio Romano, Roberto Salemi, Milutin Dapcevic, Renato Scarpa, Roberto Baldassari, Angelo Di Genio, Miro Landoni
Produzione Teatro di Roma
Roma, Teatro Argentina, fino al 27 ottobre
Milano, Teatro Strehler, dal 14 novembre al 2 dicembre
Genova, Corte, 5-10 febbraio 2008
Torino, Valdocco, 12-17febbraio;
Padova, Teatro Verdi, dal 26 febbraio al 2 marzo.
TRILOGIA DELLA SIGNORA K
In scena tre testi di Agota Kristof, esempi diversi della produzione di un'autrice che sfugge a qualsiasi etichetta e parentela. Il primo è un racconto, intitolato L'Analfabeta (2004), che fornisce, con stile estremamente asciutto, senza un'ombra di compatimento, gli elementi essenziali della sua biografia e soprattutto del suo rapporto con la lingua e la scrittura. Il secondo un testo teatrale, L'ora grigia, che porta altrove, di fronte a un Lui e una Lei, una prostituta avanti negli anni e un suo vecchio cliente, un ladro; i due s'incontrano in quella strana ora che precede l'alba, l'ora dei sogni, dei vagabondi e dei moribondi, per bere e parlare, in un gioco di ricordi, litigi, menzogne veritiere e false verità, mentre nella stanza accanto, un violinista aspirante suicida dà forma con la sua musica a un curioso contrappunto. Un testo segnato da un suo particolare, malinconico fascino.

Trilogia della signora K
L'Analfabeta/L'ora Grigia/La chiave dell'ascensore
di Agota Kristof
regia di Cristina Crippa e Elio De Capitani
con Cristina Crippa, Elio De Capitani, Elena Russo Arman, Stefania Yermoshenko
Produzione Teatridithalia
Milano, Elfo, dal 27 maggio al 22 giugno 2008
VEXILLA REGIS PRODEUNT INFERNI
Si tratta di una serie di quadri preparatori del lavoro futuro dedicato alla Divina Commedia per il Festival d'Avignon del 2008. Una serie di immagini sganciate l'una dall'altra, ma date in sequenza lineare negli ambienti diversi di un'unica architettura d'abbandono. Emblemi. La storia del Movimento. La prima e l'ultima forma di luce. La grazia e la maledizione dell'uomo. Cose della gente. Ma anche un guanto di cuoio che raccoglie le briglie della Forma che Dante ha lasciato cadere a terra. Come il titolo ricorda le visioni separate saranno vexilla inferni: "i vessilli che avanzano del re degli inferi". Come le sei ali di Lucifero descritte nei vv 46 – 52 dell'ultimo Canto dell'Inferno.
Cose che si avvicinano e vengono verso di noi. Cose di questo mondo. Avanzano come vessilli, come Immagini che non hanno mai cessato di vivere tra la gente (nota di Romeo Castellucci).

Vexilla regis prodeunt inferni
regia Romeo Castellucci
con Sonia Beltran Napoles, Soriano Ceccanti, Silvia Costa, Victorine Mputu Liwoza, Gianni Plazzi, Sergio Scarlatella, e con la partecipazione straordinaria degli ZU
produzione Socìetas Raffaello Sanzio in collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione
Modena, Ponte Alto, dal 18 al 20 ottobre, Rassegna Vie Scena Contemporanea
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