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Libri / Hollywood Criminale: la leggenda nera (e vera) della nuova Babilonia

di Boris Sollazzo

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28 dicembre 2007

Troppo veloci per vivere, troppo giovani per morire. "Hollywood criminale", eccellente libro di Diego Giuliani e Sabrina Ramacci, definisce così il trio sfortunato di "Gioventù bruciata" (James Dean, Nathalie Wood e Sal Mineo, "uccisi" dalla sua maledizione), ma la frase potrebbe essere la chiosa di tutti i drammi consumatisi all'ombra di quelle lettere illuminate, location del film noir più spietato e affascinante di tutti i tempi: la vera (e nera) storia della Mecca del Cinema. I due autori hanno "montato" il libro offrendoci gli episodi che hanno sconvolto quel mondo fatto di "False verità" e "Boogie Nights". Nella storia di Hollywood hanno individuato assassinii, stragi, faide familiari, noir politico- sentimentali. Da Charles Manson a Christian Brando, da Roscoe "Fatty" Arbuckle a la Dalia Nera. Gorghi di infelicità e depressione scatenatisi nel rutilante mondo di un cinema in controtendenza con un'America bacchettona e repressa, dal codice Hays al maccartismo. Giuliani e Ramacci scovano storie dimenticate, spesso volutamente, affiancandole ai grandi classici, regalandoci un excursus di misteri insoluti di Hollywood, di carriere brucianti annientate dalla follia, dai complotti, dall'invidia, dagli schizzi di sangue versato fuori dal set. Non solo Marylin e Sharon Tate, ma anche il disinvolto Ramon Navarro e il primo Superman televisivo, George Reeves. Maledetto fin dal cognome, se è vero che il suo omonimo e omologo cinematografico, Christopher, fu paralizzato completamente da una banale caduta di cavallo, diventando coraggioso simbolo e supereroe della ricerca medica prima di una morte dolorosissima. La prosa del libro è briosa e avvincente, tanto accurata quanto appassionata e appassionante: gli autori mostrano una profonda conoscenza dei fatti, un'analisi originale, un sapiente uso degli ingredienti narrativi, dalla suspence alle dissolvenze di scrittura. Spesso procedono a specchio, tracciando binari paralleli su cui viaggiano le vite delle vittime e dei carnefici, fino ad incontrarsi. Altre volte le loro penne disegnano panoramiche e grandangoli che ci offrono il contesto in cui questo quartiere dei balocchi di neanche 200.000 persone, cresceva e prosperava. Ieri come oggi. Hollywood, in questo libro, non è semplicemente Babilonia, ma specchio, magari deformante (ma non troppo), della realtà americana, dei suoi eccessi, dei suoi pregiudizi e delle sue perversioni. Con occhio acuto e ironico si ripercorre anche l'ambiguo ruolo dei media in tutte queste vicende, nonché le isteriche reazioni di politica e gente comune, improntate spesso da malafede. Non c'è lieto fine nel libro, né facili patetismi, Diego Giuliani e Sabrina Ramacci resistono alla tentazione di molti dei film che Hollywood ha sfornato: colpire allo stomaco lo spettatore, con scorciatoie narrative ed emotive. Non giudicano, ma raccontano. D'altronde, Hollywood ha una percentuale di tragedie per abitante per lo meno sospetta: come ci ricorda proprio il prologo del libro, lo stesso George "Superman" Reeves affermò profeticamente "Vivere a Hollywood può renderti famoso, morirci può trasformarti in leggenda".

Hollywood Criminale
Di Diego Giuliani e Sabrina Ramacci
Newton Compton Editori
Collana "I big Newton"
Pagg. 232 € 14,90

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