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A Valencia le luminosità "impressionanti" di Sorolla

di Simona Storchi

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6 dicembre 2007
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Un tuffo nella luce e nei colori del Mediterraneo. Un tour della Spagna in 14 tappe, dalla Galizia alla Catalogna, dai Paesi Baschi all'Andalusia. La mostra dedicata ai 14 murales di Joaquín Sorolla Bastida (1863-1923), "Sorolla. Visione della Spagna" - al Centro culturale Bancaja di Valencia dal 7 novembre al 31 marzo - è un viaggio nei luoghi simbolo della penisola iberica tra feste paesane, pescatori di tonno, braccianti agricoli e raccoglitori di datteri.

I 14 pannelli a olio del pittore valenciano, create tra il 1912 e il 1919, hanno lasciato le pareti dell'Hispanic Society of America di New York per la prima volta. Dopo la tappa di Valencia inziaranno un road trip di due anni che le porterà a Siviglia, Malaga, Barcellona, Bilbao e Madrid. I murales – in totale 60 metri di lunghezza per tre metri e mezzo di altezza – furono commissionati a Sorolla nel 1911 dal magnate americano Archer Milton Huntington, il fondatore della Hispanic Society of America, per decorare la libreria e diffondere la cultura ispanica negli Stati Uniti. Le pennellate ampie, i bianchi brillanti e le infinite tonalità di neri, i contorni non definiti e le scene all'aria aperta sono i tratti caratterizzanti delle 14 opere di Sorolla che Manet descriveva come «non impressionista, ma impressionante». L'impressionismo che in Francia e in Europa è in auge dalla metà dell'Ottocento lo influenza ma non lo travolge mai.

In Ayamonte, la pesca del tonno il sangue dei pesci contrasta con la brillantezza dei riflessi dell'acqua e dei vestiti dei marinai di un bianco quasi candido, e con il blu del mare. Una curiosità: questa fu l'ultima tela dipinta da Sorolla e l'unica della collezione che omaggia il Portogallo. È visibile infatti la bandiera del paese confinante e due personaggi ne indossano le vesti tipiche. Due pannelli, Valencia, Le groppe e i palmeti di Elche sono il tributo alla Comunità valenciana: aranceti e vivide immagini della processione di San Vincenzo Martire per il dipinto dedicato alla sua città e la raccolta di datteri per celebrare la città delle palme in provincia di Alicante. Sorolla non può non raccontare la Spagna senza dipingere la corrida.

Ma in Siviglia, I toreri, lo fa concentrandosi solo sui 15 uomini che sfideranno il toro: colori brillanti per le vesti che contrastano con i visi dei toreri, seri e quasi pallidi. L'omaggio alla Castiglia, la festa del pane, è l'opera più maestosa: 12 metri di lunghezza che hanno richiesto un anno di lavoro, in cui Sorolla amalgama decine di uomini e donne, animali e sacchi di grano. Il ballo è il soggetto di Aragona, La danza jota e di Siviglia, La danza: dipinti carichi di movimento grazie a pennellate definite e ai colori cangianti delle vesti dei ballerini. L'omaggio ai paesi Baschi è Guipuzcoa, Il bowling: verdi scuri e la montagna Igueldo fanno da sfondo ad un giocatore di bowling. Navarra, Il Concilio di Roncal è invece un tributo alla democrazia: è l'unica pittura in cui vengono rappresentati uomini delle istituzioni, in memoria della risoluzione delle dispute tra la città di Roncal e la città francese di Baretour (1375).

Ci vollero sette anni per portare a termine i quattordici murales . Anni che, nelle lettere alla moglie, Sorolla descrive come «i più lunghi e faticosi della mia vita». Anni passati in giro per la Spagna a raccogliere ispirazione e a dipingere, da solo, senza aiutanti. I pannelli, pagati da Huntington 150 mila dollari, furono terminati nel 1919 e installati a New York nella sede dell'Hispanic Society nel 1926. Sorolla non li vide mai alle pareti della libreria, morì dopo tre anni di malattia nel 1923.

"Sorolla. Visione della Spagna", Centro culturale Bancaja, Valencia, dal 7 novembre al 31 marzo.

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