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Italia in prima linea nella rinascita del museo di Baghdad

di Donata Marrazzo

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25 febbraio 2009
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Tour al museo virtuale di Bagdhad
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I tori alati dei palazzi palatini assiri continuano a narrare un pezzo di storia mesopotamica, insieme a rilievi monumentali, ai corredi delle tombe reali e alla statua colossale del dio Abu: trafugati, danneggiati, distrutti, all'interno del museo, durante le razzie e i saccheggi dell'aprile 2003, le preziose testimonianze della civiltà assirobabilonese in marmo, alabastro, avorio, oro, sono state recuperate, restaurate e ricollocate all'interno del museo che da sempre racconta, dalla preistoria all'età islamica, la Terra fra i due fiumi, culla della civiltà della scrittura, della ruota, del primo codice di leggi, quella che per prima ha imparato a misurare il tempo astronomico. Il Paradiso dell'Eden, come lo descrive la Genesi. A sei anni dal saccheggio del museo di Baghdad, il patrimonio archeologico e monumentale iracheno torna in parte a essere visibile: costruito dall'architetto tedesco Werner March nel 1937, il museo apre alle scolaresche dopo il parziale riallestimento progettato dal ministero italiano per i Beni e le attività culturali e la Farnesina, d'intesa con l'Unesco.

Il comitato scientifico, composto fra gli altri da Giuseppe Proietti, segretario generale del Mibac e responsabile del progetto, oltre che curatore di un volume che attraverso la ricostruzione del museo, riepiloga le vicende storiche più antiche e quelle recenti – ha scelto di iniziare i lavori dalla galleria Assira, dotandola di una nuova illuminazione, radente sui grandi rilievi e sulle lastre di pietra, modificando l'allestimento della sala.

Prima però è stato necessario recuperare il materiale scomparso, restaurare i pezzi disastrati, riformulare l'esposizione utilizzando un nuovo sistema di catalogazione, in sostituzione di quelli arabi tradizionali su carta: la ricerca sistematica di notizie di testi e reperti del museo di Baghdad su libri e riviste specialistiche; la compilazione di schede comprendenti notizie rinvenute su ogni testo e reperto archeologico; scansione di fotografie, copie cuneiformi e disegni.

Così, restauratori iracheni, supportati da esperti italiani, hanno recuperato gli avori di Nimrud, l'Ercole bronzeo da Seleucia, una testa colossale di Lamassu e i grandi rilievi da Khorsabad.
Il Comando dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale ha sequestrato e ritrovato 1.636 reperti archeologici tra i quali figurano la celebre la Dama di Uruk, il vaso da Uruk e il porta stendardi da Ur. Circa diciottomila reperti sarebbero però ancora all'interno del circuito internazionale del traffico illecito di beni provenienti dall'area irachena. Lo stesso che alimenta il terrorismo. «È necessario – avvertono il ministro del Turismo e delle Antichità dell'Iraq Kathan Abbas Al Jabouri e il suo consigliere Baha Mayah – dare prova della cooperazione culturale fra le civiltà e non della lotta».

Per il ministro Franco Frattini l'impegno della Farnesina per l'Iraq - anche nei settori dei trasporti, dell'istruzione, della sanità, della tecnologia, delle finanze - e in particolare il contributo alla ricostruzione dell'identità nazionale del popolo iracheno attraverso la riapertura del museo di Baghdad, attribuisce alla politica estera italiana una dimensione culturale, strategica. Per Sandro Bondi, ministro per i Beni e le attività culturali bisogna proseguire il lavoro comune per una riabilitazione a lungo termine del museo. Gherardo La Francesca, a capo della direzione che programma cooperazione e cultura all'interno della Farnesina, «il progetto italiano per l'Iraq pone la diplomazia e la cultura al servizio della pace».

E per avvicinare Baghdad, la città dei califfi, delle Mille e una notte, al mondo intero, il ministero degli Affari esteri ha pensato a un museo virtuale in cui rivivano con click, in 3D , la dama bianca e il vaso di Uruk in alabastro, i leoni in terracotta di Tell Armal, l'elmo d'oro del re Meskalamdug, i fregi dell'antica Khorsabad,il Minbar, la nicchia marmorea che indica la direzione della preghiera nelle moschee, gli stucchi di Samara: il Cnr ha progettato otto grandi sale tematiche per un suggestivo tour di sei ore nella storia della Mesopotamia che debutterà sul sito del Consiglio nazionale delle ricerche alla fine di marzo. Le immagini sono state anticipate a dicembre in un video del Sole 24 Ore.com.

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