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Terrorismo al Cinema: le vittime, lo stop di Milano non basta

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5 febbraio 2009
Sergio Segio (Ansa)

Un milione e mezzo di euro del ministero della Cultura per finanziare il film su Sergio Segio, ex terrorista non pentito. Il pubblico ministero degli anni di piombo Armando Spataro non ci sta e il comune di Milano congeda il patrocinio della pellicola. E chiaramente anche i familiari delle vittime non sono d'accordo. «La prima linea», film ispirato all'autobiografia dell'ex terrorista Sergio Segio, ha nel ruolo dei protagonisti Riccardo Scamarcio e Giovanna Mezzogiorno, che interpreta Susanna Ronconi. «Così avremo il terrorista figo e belloccio", dice Benedetta Tobagi, figlia di Walter, il giornalista del 'Corriere' assassinato nel 1980 da un commando che aspirava ad entrare in Prima Linea. «Io non contesto la libertà di girare un film - spiega - mi preoccupa l'avallo del ministero della Cultura».
«Fanno bene a protestare i parenti delle vittime», dice Armando Spataro, coordinatore del dipartimento antiterrorismo della Procura di Milano. E in merito alla delibera del comune di Milano in merito al patrocinio, l'assessore al Tempo Libero Giovanni Terzi si tira fuori. «La delibera mi sembrava un atto dovuto. Pensavo che i problemi con i familiari delle vittime fossero stati chiariti al ministero». Ma dopo le proteste afferma: «Non ci ho dormito la notte su quel patrocinio», e ha congelato la delibera.

Il film 'La prima linea', tratto dal libro autobiografico dell'ex terrorista Sergio Segio. L'Associazione italiana vittime del terrorismo ha voluto ricordare come il gruppo di fuoco Prima Linea, di cui Sergio Segio era uno dei leader «è stato ferocemente attivo a Milano, dove si è macchiato degli omicidi dei giudici Guido Galli, Emilio Alessandrini, della guardia giurata Francesco Rucci e del giovane William Vaccher». «Adesso - ha detto Antonio Iosa, responsabile lombardo dell'associazione - il pericolo principale è che il tentativo di ricostruzione storica finisca per esaltare i personaggi della lotta armata». Gli attori scelti, tra l'altro «sono molto amati dai giovani - dicono ancora i parenti delle vittime - Qualcuno potrebbe interpretare le loro azioni nel film non come atti criminali ma come atti eroici».

5 febbraio 2009
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