ILSOLE24ORE.COM > Notizie Cultura e Tempo libero ARCHIVIO

Se la Storia tiene famiglia

di Giovanni Pacchiano

Pagina: 1 2 di 2 pagina successiva
commenti - |  Condividi su: Facebook Twitter|vota su OKNOtizie|Stampa l'articoloInvia l'articolo|DiminuisciIngrandisci
25 ottobre 2009

Il proliferare di una moda letteraria porta con sé esperienze nuove, ma anche il rischio dell'iperproduzione e dell'insediarsi, al posto dell'ispirazione, del cliché. È per questo che oggi guardiamo con curiosità mista a insofferenza all'infittirsi del gruppo dei narratori sardi. Ah, il colore locale! Dopo un po' non se ne può più. Tanto vale anche per l'esasperazione degli usi linguistici dialettali. Insomma, abbiamo bisogno di tirare il fiato, please.

E però, c'è un autore, Marcello Fois, che dobbiamo considerare a parte. Perché, detto alla buona, Fois è altra cosa. Caso strano, la sua carriera ci ricorda per molti versi quella di un altro grande (a dir poco) isolano, siciliano tuttavia, Giovanni Verga. Al l'inizio, romanzi discreti, non memorabili: con l'impressione, per chi legga, che l'autore non abbia ancora trovato il suo centro, e che orecchi motivi e stili d'epoca già visti. Poi, l'incontro, forte e convinto, più che di cervello, di sangue e di nostalgia e di sentore dell'appressarsi di altre stagioni della vita (maturità, vecchiezza...), con il momento autentico del proprio narrare. Per Verga, la Sicilia dei Malavoglia e di Mastro-don Gesualdo, vista dalla lontananza degli anni milanesi, e divenuta perciò – al di là della superficie del problema sociale e psicologico trattato, i «vinti», nondimeno importante – mito, ritorno dell'animo (ma verrebbe la tentazione di dire "anima") alle origini, per cercare la verità in una Storia svuotata, nel suo profondo, di ogni temporalità.

Per il bravissimo Fois, sardo di Nuoro (classe 1960), trapiantato a Bologna, dopo un onestissimo lavoro narrativo di anni, l'incontro, in Memoria del vuoto (2006), con la Sardegna di inizio Novecento, e con la figura del bandito, suo malgrado, Samuele Stocchino. Assieme all'esplodere, forse un po' tardivo (ma che importa: solo gli sciocchi possono pensare che l'intelligenza e il cuore meglio valgano nella freschezza della gioventù), di un vero talento. C'è chi ha fatto notare che in Memoria del vuoto, romanzo governato dal destino, o meglio, da quella divinità delle tenebre che è la "Moira", feroce e volubile nel decidere la vita dell'uomo, aleggino i toni della tragedia greca. Ed è così.

Svincolandosi in tal modo l'autore, ed egregiamente, dal rischio di tipicità e di colore locale di cui prima si parlava. Così come il Verga siciliano è innanzitutto omerico nel l'epica grandezza dei caratteri. Ma nel nuovo romanzo, Stirpe, da poco in libreria, Marcello Fois va oltre. Allargando la visuale: non più una figura preminente nella sua vicenda di sconfitta, ma un'intera famiglia, i nuoresi Chironi, la cui storia abbraccia gli ultimi dell'Ottocento e poco meno della prima metà del Novecento. I suoi Malavoglia, con analoghi guai e disgrazie, ma con anche una sotterranea forza, quella della stirpe, il cui fine silenzioso è continuare se stessa generando.

Tutto questo richiede e determina, per chi, come l'autore, stia tutto dalla parte dei suoi umili eroi, che devono combattere contro il male della Storia (soprattutto, la Prima guerra mondiale, cui il romanzo dedica pagine magnifiche di stupore e di orrore), e contro quello dovuto alla ferocia individuale dell'uomo (il crudele scannamento, per opera di ignoti, dei due giovani gemelli Pietro e Paolo), una costante intonazione epico-lirica: il punto di forza di questo strepitoso libro.

Immedesimarsi: non è facile oggi, mitridatizzati come siamo alle letture, ma con Fois il problema non si pone; sin dalle prime pagine siamo dentro la trama, accanto ai suoi personaggi. All'inizio, anno 1889, a Nuoro, Michele Angelo Chironi e Mercede Lai, entrambi orfani. Si vedono da ragazzi, si osservano e si scelgono. «Lui fabbro e lei donna». Designata a generar figli. Nascono Pietro e Paolo, gemelli, destinati precocemente a una drammatica sorte, poi Giovanni Maria e Franceschina, nati morti, Gavino e Luigi Ippolito, Marianna... I ragazzi crescono, e, insieme, il paese di mezza montagna di contadini e di pastori, relegato lontano dalla Storia (l'altrove è il «Continente»), diviene piccola città, aprendosi poi alla modernità e al cemento. Mentre la Storia con la S maiuscola, la Storia dei potenti, che non si cura degli indifesi (e le pagine di Fois ci richiamano proprio la Morante di La storia), fa irruzione con la violenza di un estraneo indesiderato: con la Prima guerra mondiale, con l'avvento del fascismo, con l'altra guerra, portando lutti.

Tuttavia Michele Angelo prospera con il suo mestiere di fabbro. Quanto ai figli, Luigi Ippolito, introverso e sensibile, sceglie di partire volontario per la Grande Guerra, come ufficiale di complemento; ma, sconvolto dalle carneficine dei combattimenti fuori dalle trincee, dalle stragi da gas e dalle fucilazioni in massa di presunti traditori, dà i numeri, viene ricoverato in ospedale psichiatrico e si uccide. Gavino, impetuoso, sospetto di opposizione al regime e additato come omosessuale, abbandona la Sardegna. Il suo scopo, andare in Australia. Non ci riuscirà. Marianna, sposa di un nobile squattrinato, ma fascistissimo e destinato a far carriera nel partito, avrà la sua parte di calamità...
  CONTINUA ...»

25 ottobre 2009
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Pagina: 1 2 di 2 pagina successiva
RISULTATI
0
0 VOTI
Stampa l'articoloInvia l'articolo | DiminuisciIngrandisci Condividi su: Facebook FacebookTwitter Twitter|Vota su OkNotizie OKNOtizie|Altri YahooLinkedInWikio


L'informazione del Sole 24 Ore sul tuo cellulare
Abbonati a
Inserisci qui il tuo numero
   
L'informazione del Sole 24 Ore nella tua e-mail
Inscriviti alla NEWSLETTER   
Effettua il login o avvia la registrazione.
 
   
 
 
 

-UltimiSezione-

-
-
7 maggio 2010
 
Aguilera ambasciatrice contro la fame
La consegna dei David di Donatello
Man Ray a Fotografia Europea
Elegante e brutale. Jean-Michel Basquiat alla Fondation Beyeler di Basilea
"World Press Photo 2010". Fotografie di autori vari
 
 
dal 21 al 24 Maggio 2020
1 Gli anni più belli 4822786   
2 Bad Boys for Life 882212   
3 Il richiamo della foresta 680273   
4 Parasite 5142949   
5 Sonic. Il film 2194723   
6 Odio l'estate 7339961   
7 Cattive acque 263009   
8 La mia banda suona il pop 240521   
9 Dolittle 4522635   
10 Birds of Prey (e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn) 348839   
tutti i film nelle sale » tutti i dettagli »

Trovo Cinema

Scegli la provincia
Scegli la città
Scegli il film
Tutti i film
Scegli il cinema
Tutti i cinema
 
 
Oggi + Inviati + Visti + Votati
 

-Annunci-