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Libri / Jean-Luc Lagarce - Teatro I

di Francesca Motta

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7 gennaio 2010

Jean- Luc Lagarce, il teatrante profeta dell'incontro e cantore della solitudine. Nonostante la breve vita, spezzata dall'Aids a soli trentotto anni, l'artista francese (1957- 1995) attore, regista, autore, si dedicò anima e corpo all'arte scenica lasciando una corposa e pregevole produzione drammaturgica celebrata in patria postuma. Come organizzatore e regista del suo gruppo teatrale La Roulotte, mise in scena numerosi spettacoli compreso Goldoni, ma non riuscì a vedere mai un allestimento di almeno una delle sue venticinque opere. Oggi è autore di culto, entrato nel repertorio della Comèdie Francaise e il secondo più rappresentato dopo Molière. Semisconosciuto in Italia, dove solo Barbara Nativi a Intercity Festival aveva proposto delle mises en space di alcuni testi, finalmente viene pubblicato anche in Italia in un prezioso libro con le traduzioni delle sue opere più significative: "Teatro I" a cura di Franco Quadri con introduzione di Jean-Pierre Thibaudat, edito da Ubulibri. Quattro testi teatrali compongono la raccolta, di cui due "Giusto alla fine del mondo" e "I Pretendenti" hanno recentemente conquistato il palcoscenico italiano al Piccolo di Milano, in un progetto curato da Luca Ronconi per la regia di Carmelo Rifici. Completano il volume, sempre tradotti da Franco Quadri: "Ultimi rimorsi prima dell' oblio" andato in scena al Teatro Out Off per il progetto Face à Face con la regia di Lorenzo Loris e " Noi, gli eroi". Per gli appassionati di drammaturgia contemporanea e non solo, il libro è un tramite indispensabile per assaporare la qualità indiscussa dell'autore, di quel suo teatro che oltre che da vedere è soprattutto di testo e parola, popolato da quei personaggi che "recitano la recita della verità del dire". Il filo rosso delle opere di Lagarce, che spesso hanno una trama fragile, è la scrittura a tratti ansimante e intricata, scandita da monologhi interiori, decisioni rimandate tra detto e non detto e l'incontro corale tra individui affetti da incomunicabilità. "Ultimi rimorsi prima dell'oblio" (1986) riporta Paul e Hèlene dopo quindici anni a ritrovarsi con Pierre nella casa di campagna dove avevano vissuto come amici e amanti, per discuterne la vendita. Tra battibecchi, ricordi e conflitti torneranno alle loro vite senza aver risolto nulla. In "Giusto alla fine del mondo" (1990), che molti indicano come il suo capolavoro, il quarantenne Louis, dopo una lunga assenza, torna dalla madre e dai fratelli per annunciare la sua morte imminente. Un meeting inscatolato da un prologo e un epilogo montato con tecnica cinematografica dove si susseguono dialoghi e reminiscenze inutili, Louis ripartirà dopo poche ore senza aver svelato il suo intimo segreto. "I Pretendenti" (1992) racconta il cambio direzionale del consiglio di amministrazione di una società, una parodia ferina dell'incapacità e inettitudine di un gruppo di falsi intellettuali, che si concluderà con vane manovre e nessun mutamento. In "Noi, gli eroi" (1995), scritto poco prima di morire, una compagnia teatrale di comici girovaghi finita la rappresentazione recita il dramma della propria vita in comune, un confronto infruttuoso che sortirà solo litigi e separazioni. Testi emblematici percorsi sempre da un passato che ritorna a balzi nel presente, fascinosamente non facili, che richiedono impegno e ascolto al lettore- spettatore, posto di fronte alle inquietanti derive esistenziali che raccontano la cruda verità di una società, che oggi più che mai ci rappresenta, confusa, falsa, malata, incapace di decisioni risolutive.

Jean-Luc Lagarce "Teatro I"
a cura di Franco Quadri,
introduzione di Jean Pierre Thibaudat.
Pag: 196, euro 21 - Collana I Testi. Ubulibri
http://www.ubulibri.it/

7 gennaio 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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