Mancio e Totti invitano Peruzzi a ripensarci, De Rossi abbraccia l'uomo prima che il campione, Lotito spera che cambi idea, ma... "Alla Lazio siamo tutti utili e nessuno indispensabile"

* Goal.com *

Hanno fatto rumore per le modalitÓ e i contenuti le parole pronunciate da Angelo Peruzzi a fine partita ieri all'Olimpico. Il portierone di Blera ha annunciato l'addio, cogliendo di sorpresa gli stessi Delio Rossi - "il capofamiglia Ŕ sempre l'ultimo a sapere le cose" - e Claudio Lotito.Il presidente biancoceleste, come tutti i tifosi, si augura ovviamente che la decisione non sia definitiva, ma con una postilla: "Prendo atto di quello che ha detto, non ne sono a conoscenza. Mi auguro che rimanga ancora della Lazio perchŔ Ŕ un grande professionista e un punto di riferimento, ma alla Lazio siamo tutti utili e nessuno indispensabile. Mi dispiace se ha fatto questa scelta. Che non giochi le altre quattro partite (per una frattura al dito, ndr) me lo state dicendo voi, ma io rispetto Angelo, con lui ho un grande rapporto ed Ŕ una persona perbene. Noi lo abbiamo lasciato libero di scegliere, se smette di giocare Ŕ una scelta che coinvolge l'ambito familiare e la societÓ non pu˛ condizionare le scelte personali".A testimonianza di quanto bene abbia seminato Peruzzi nella sua lunga carriera, arrivano le parole di colleghi che lo invitano a cambiare idea, primo fra tutti Francesco Totti: "Spero che Angelo possa ripensarci. Oltre ad essere un buon amico Ŕ anche un grande campione e il calcio ha ancora bisogno di persone come lui". Sulla stessa lunghezza d'onda Roberto Mancini: "Credo che sia ancora oggi uno dei migliori portieri d'Europa se non del mondo. Fa delle cose straordinarie, dispiace se si ritira, ma magari ci ripensa...".Ed all'Olimpico Daniele De Rossi svela cosa c'Ŕ dietro quell'abbraccio con il portiere laziale che non Ŕ passato inosservato: "Va al di lÓ del valore tecnico e del fatto se continuerÓ o no. E' quello che mi Ŕ stato pi¨ vicino di tutti nel Mondiale, che per un mesetto me Ŕ stato triste, sapete perchŔ. Lui sapeva che non avrebbe giocato, mi Ŕ stato vicino, a livello umano Ŕ un campione come a livello calcistico. Se smette di giocare non lo ha fatto a 25 anni, ha 37-38 anni, prima o poi si sapeva, come ha fatto Baggio, Zola. Quando smettono questi grandi campioni Ŕ sempre un peccato ma prima o poi devono smettere".