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Deutsche Bank, Rwe e Siemens investono 400 miliardi nel solare africano

di Luca Salvioli

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16 giugno 2009

L'idea non è nuova. Sono decenni che si parla dell'eventualità di realizzare centrali fotovoltaiche nel deserto del Sahara e distribuire l'energia in Europa. Ora, però, si stanno muovendo i primi passi. Con una previsione di investimenti enorme, visto che la trasmissione prevede la realizzazione di reti elettriche in corrente continua. Oltre a enormi campi di pannelli solari a concentrazione: grossi specchi che concentrano i raggi del Sole su un tubo al cui interno passa un liquido. Questo, una volta scaldato, viene poi utilizzato per creare vapore acqueo in grado di alimentare una serie di turbine.

L'ultima notizia arriva dalla Germania: un consorzio di 20 aziende tedesche ha in progetto di realizzare un investimento da 400 miliardi di euro da qui al 2050. I nomi sono di tutto rispetto. Sotto l'egida del colosso assicurativo Muenchener Rueck verrà creato il 13 luglio a Monaco di Baviera un consorzio di cui fanno parte tra gli altri Siemens, Deutsche Bank e Rwe, il secondo produttore tedesco di energia elettrica. Il progetto, già noto, si chiama «Desertec». La prima fornitura in Germania di energia solare proveniente dal Sahara dovrebbe aver luogo tra 10 anni. Nei piani del consorzio, «Desertec» dovrebbe coprire a medio termine il 15 per cento del fabbisogno energetico europeo. Il presidente di «Muenchner Rueck», Thorsten Jeworrek, si è detto molto ottimista su una partecipazione a medio termine di aziende italiane e spagnole.

Quanto all'Italia, da poco è stato siglato un importante accordo tra l'Enea e le autorità egiziane per l'esportazione del solare termodinamico Made in Italy. Non solo. Secondo Milano Finanza tra i punti affrontati tra il governo italiano e quello libico durante la recente visita di Gheddafi in Italia ci sarebbe il progetto di realizzare anche Libia una centrale simile a quella che sta sorgendo a Priolo Gargallo, in Sicilia (tecnologia Enea e centrale Enel). Lo scorso 21 aprile, inoltre, i governi italiano e tunisino hanno firmato un accordo il cui punto saliente è il ponte elettrico sottomarino di interconnessione Tunisia-Sicilia da 1000 megawatt. Il Piano Solare Mediterraneo, complessivamente, prevede almeno cinque grandi autostrade elettriche dai paesi della sponda Sud (Marocco, Algeria, Tunisia, Libia) verso Spagna e Italia. E poi varie interconnessioni balcaniche (Albania e Montenegro) oltre a una dorsale dalla Turchia fino in Germania. Il Mediterraneo, a patto che ci siano la volontà politica e gli investimenti multimiliardari necessari, in qualche decennio potrebbe diventare un grande laboratorio per le energie rinnovabili.

16 giugno 2009
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