La detassazione degli straordinari sarà prorogata. E, probabilmente, sarà estesa anche ad alcuni settori del pubblico, ma non subito. Anche dal vertice di ieri al Tesoro, tra i ministro Giulio Tremonti, Claudio Scajola, Maurizio Sacconi, Renato Brunetta, Altero Matteoli e Roberto Calderoli, sarebbero arrivati segnali positivi in questo senso. E sarebbe spuntata una novità: il ricorso a un bonus-bebé da inserire in Finanziaria.
Più difficile, invece, continua ad apparire un alleggerimento, anche parziale, delle tredicesime per pensionati e lavoratori a basso reddito. Una misura, invocata da gran parte della maggioranza e che non dispiacerebbe a Silvio Berlusconi. Che anche ieri non l'ha scartata: «è una delle ipotesi» al vaglio del Governo, che però «ha scarsi fondi», ha detto il premier davanti alla platea di Confcommercio. In alternativa Berlusconi sarebbe favorevole a dare avvio all'introduzione del "quoziente famigliare".
Ma la vera priorità di Palazzo Chigi è dare segnali in tempi rapidi pur nel rispetto dei saldi della Finanziaria. Fare presto, dunque, trovando le risorse dentro la legge di bilancio. Poche chance, quindi, per gli interventi ad altro costo come quello sulle tredicesime, considerato necessario anche dal Pd e dai sindacati. Anche perché il Tesoro continua ad opporsi al pressing della maggioranza.
Tremonti, che in mattinata aveva visto premier, anche nel vertice di ieri sarebbe stato perentorio: «I saldi della Finanziaria non si toccano». Anche con una nota diffusa in serata, il ministro dell'Economia ha precisato che «l'unica ipotesi fondata è quella dell'invarianza della Finanziaria». Come dire: quel poco che di potrà fare dovrà essere realizzato nell'ambito della Finanziaria, cambiando le poste ma rispettando i saldi.
A confermare che le misure a sostegno delle imprese e delle famiglie saranno inserite nella Finanziaria, senza ricorrere a provvedimenti urgenti, era stato anche Sacconi (si veda l'articolo in alto). Il ministro del Welfare ha più volte frenato sulla detassazione delle tredicesime. Che, anche in forma limitata (per i redditi inferiori a 30mila euro), costerebbe almeno 3-4 miliardi.
In ogni caso il ministro Matteoli ha assicurato che il Governo troverà «soluzioni per le famiglie e le imprese». La Finanziaria, insomma, è destinata a subire qualche cambiamento. Anche perché il Governo è intenzionato anche, come ha fatto capire il premier, a limitare, se non ad annullare, il taglio ai fondi per le scuole private. Oggi comincia la maratona delle votazioni in commissione Bilancio alla Camera.