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Scajola: Pmi, pronti 480 milioni
per il fondo salva-credito

di Carmine Fotina

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5 novembre 2008

È dal Vietnam che Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo economico, scopre le carte sul pacchetto di aiuti per le imprese che subiranno i contraccolpi della crisi finanziaria. Le linee di intervento sono quelle già individuate, ma ad Hanoi, dove guida per il Governo la missione degli industriali, Scajola ne chiarisce la portata e la velocità di esecuzione. Si partirà con il Fondo di garanzia per le Pmi, che sarà esteso alle imprese artigiane attraverso un emendamento a uno dei decreti salva-banche. «Il Fondo avrà una dotazione complessiva di 650 milioni, dei quali 480 aggiuntivi, in seguito a un'operazione di rifinanziamento per la quale sarà sufficiente - dice Scajola - un decreto interministeriale che potrà essere firmato entro questa settimana o la prossima».

Il Fondo del ministero è destinato alla parziale assicurazione dei crediti concessi dalle banche a favore di Pmi con l'esclusione, secondo la norma attuale, delle imprese iscritte all'albo artigiano per il quale era stato creato un differente strumento. Con l'emendamento allo studio, anche queste ultime verranno ammesse al Fondo di garanzia, che era stato già potenziato nel 1997 dalla legge Bersani. Uno dei compiti essenziali di questo strumento è prestare controgaranzie statali ai consorzi collettivi fidi (Confidi) che a loro volta intermediano per facilitare l'accesso al credito dei loro associati.

Per le Pmi dunque si utilizzerà, ampliandone l'efficacia, un'arma già a disposizione. E la stessa filosofia - utilizzare al meglio la "cassetta degli attrezzi" che è già in casa - verrà seguita per gli incentivi. Sfumata la rottamazione vecchio stampo di auto ed elettrodomestici, «si punterà al risparmio energetico sbloccando 750 milioni», dice Scajola. Fondi che andranno a rifinanziare le domande di detrazione sugli interventi di riqualificazione energetica: finestre e infissi, pannelli solari per la produzione di acqua calda, caldaie, eccetera, con la possibile estensione dello stesso principio anche a interventi di tipo industriale.

Nessun intervento straordinario neanche sul fronte innovazione. In questo caso si amplierà il programma di incentivi "Industria 2015", ricorrendo a una riserva di risorse (il Fondo per la competitività) che era già stata prevista dall'ex ministro Bersani quando varò il progetto. Nel complesso Industria 2015 avrà una dotazione di poco meno di 1,5 miliardi di euro. Spiega Scajola: «Ai due bandi di gara già finanziati (Mobilità sostenibile ed Efficienza energetica per un totale di 380 milioni) si aggiungeranno infatti tre nuovi settori industriali con una disponibilità aggiuntiva di 1 miliardo. C'è inoltre l'impegno ad accelerare i tempi, speriamo di erogare le risorse per i vincitori dei primi due bandi di gara già entro la fine di quest'anno».


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