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Addio grande madre Russia

di Moisés Naím

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13 aprile 2010

La Russia è il paese più grande del mondo. Il suo territorio occupa il 12% della superficie del pianeta e quando i russi che abitano in una delle zone estreme sono al lavoro al pomeriggio, i loro connazionali agli antipodi sono già a letto, divisi da dieci ore di differenza di fuso orario. La grandezza russa è leggendaria, e non solo per il territorio. I contributi all'arte e alla scienza, la potenza militare ed economica e l'influenza sulla politica mondiale sono straordinari e collocano la Russia tra le nazioni che hanno plasmato la storia dell'umanità.

Tuttavia, per prevedere il futuro della Russia, non ci si deve lasciare ingannare dal ruolo di protagonista svolto nel passato. L'importanza della Russia nel contesto mondiale è sempre meno rilevante e non ci sono segni d'inversione di questa tendenza. Continuerà a essere un paese con un territorio enorme che dispone di armi nucleari e grandi quantità di gas. Indubbiamente potrà esercitare un qualche peso a livello internazionale, ma sarà sempre meno influente.

Sono molti i fattori che determinano questo declino. Uno molto significativo è che ci sono sempre meno russi. La popolazione diminuirà di circa 10 milioni di persone nei prossimi vent'anni (attualmente è di 142 milioni di persone contro i 149 milioni del 1991). La mortalità tra la popolazione russa in età lavorativa è tre-cinque volte superiore a quella dei paesi con livelli di sviluppo simili. Tra le donne, questo indice raddoppia rispetto ai dati riscontrati in paesi simili.

Alcolismo, tossicodipendenza, Aids, incidenti industriali e automobilistici e un sistema sanitario carente causano un'"ipermortalità" che, insieme a tassi di natalità molto bassi, determinano un calo della popolazione e un cambiamento nella struttura demografica del paese. La popolazione invecchia e la forza lavorativa si riduce. Si sta modificando anche la composizione etnica, visto che la popolazione musulmana della Russia registra tassi di natalità elevati (la Cecenia è la regione più prolifica del paese).

La situazione demografica avrà delle ripercussioni a livello militare. Quella più ovvia è che nei prossimi 15 anni la popolazione disponibile per il servizio militare si ridurrà della metà. Questa diminuzione potrebbe essere compensata dotando le forze armate di armamenti più moderni. Tuttavia, secondo Oksana Antonenko, direttrice dell'Istituto strategico di studi internazionali, nel 2008 solo il 20% degli armamenti russi poteva essere considerato moderno. Inoltre, è risaputo che i militari russi sono molto restii ai cambiamenti, alla modernizzazione e tendono a evitare la riduzione della propria capacità operativa.

Modernizzare le forze armate è molto costoso, così come migliorare le infrastrutture fatiscenti. Antonenko afferma che il 70% dei porti e l'80% degli aeroporti russi necessitano di massicci e urgenti investimenti e che la maggior parte della flotta di navi e aerei russi ha superato la propria vita utile. Lo stesso vale per la rete di energia elettrica, il sistema stradale e quello ferroviario il cui deterioramento sta ulteriormente frammentando il vasto territorio del paese.
Il petrolio e, soprattutto, le maggiori riserve di gas al mondo costituiscono naturalmente la grande speranza per l'economia. In questo modo, la Russia sta assumendo sempre più i connotati di un tradizionale paese petrolifero (ma dotato di armi nucleari) e sempre meno quelli di una superpotenza.

Per essere una superpotenza è necessario disporre di qualcosa in più, oltre al petrolio, al gas e alle bombe atomiche. Dal 1990 la Russia ha vinto 5 premi Nobel, gli Stati Uniti 120. Nella classifica delle migliori università del mondo elaborata dalla Cybermetrics Lab, le università russe spiccano per la loro assenza (la migliore la troviamo al 266° posto). Secondo l'Indice di sviluppo umano elaborato dalle Nazione Unite, che prende in esame un'ampia gamma d'indicatori della qualità della vita, quasi tutti i paesi hanno registrato dei miglioramenti negli ultimi vent'anni. Tranne la Russia, il cui indice è diminuito.

Tuttavia ci sono alcune classifiche in cui la Russia primeggia. Per esempio, è il paese che negli ultimi due decenni ha sfornato più miliardari. Secondo la rivista Forbes, 50 delle 400 persone più ricche del mondo vivono attualmente a Mosca (60 a New York e 32 a Londra). Non so perché questo mi ricorda un'altra classifica in cui la Russia si distingue, ed è quella che riguarda il tasso di corruzione stilata da Transparency International, dove occupa il 146° posto tra i 180 paesi: una classifica in cui più alta è la posizione, maggiore è la corruzione. Ed è qui che la Russia condivide la posizione con la Sierra Leone.
Per questo e per mille altri motivi è rischioso ipotizzare che nel futuro del mondo la Russia potrà assumere un ruolo così importante come quello che ha avuto in passato.
(Traduzione di Graziella Filipuzzi)

13 aprile 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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