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«La Conferenza dei presidi di medicina e chirurgia - spiega il presidente Luigi Frati- ha dato indicazioni agli atenei sulla possibilità di un aumento del 10% dei posti a bando. Ma resta il problema della scarsa disponibilità delle aziende sanitarie ad accogliere un maggiore numero di studenti per il tirocinio».
«Il tempo a disposizione per allargare il numero dei posti nei corsi - dice Angelo Mastrillo, segretario della Conferenza dei corsi di laurea delle professioni ci sarebbe: il ministero dell'Università potrebbe sensibilizzare gli atenei già da subito, a esami appena conclusi e comunque entro l'inizio delle lezioni, nella seconda settimana di ottobre».
Avere più studenti non sarebbe poi un problema anche a test conclusi. Per le professioni sanitarie si sceglie infatti il corso in cui studiare, con due altre opzioni se si resta fuori dalla graduatoria preferita. E per chi non riesce a entrare nel novero dei prescenti, poter contare su un maggior numero di posti sarebbe la ciambella di salvataggio, il possibile ripescaggio dalle graduatorie. Senza sponsor, spinte e nepotismi di vario genere, s'intende.