PAGINE A CURA DI
Giuseppe Latour
Serena Riselli
Una situazione variegata, con picchi in positivo e qualche angolo buio. È quanto sta accadendo ai professionisti appartenenti ai 23 ordini e collegi che entro il 29 novembre dovranno adeguarsi all'obbligo di registrare una casella di posta elettronica certificata.
In queste pagine facciamo il punto sui lavori in corso nella digitalizzazione degli ordini professionali italiani. Dai notai, che già da anni usano la Pec in tutte le loro comunicazioni, a chi sta riscontrando numerosi problemi di applicazione. Come gli infermieri, quasi tutti dipendenti del sistema sanitario nazionale e i promotori finanziari, che si ritengono fuori dal perimetro della norma.
In molti casi, gli ordini territoriali non hanno ancora il polso della situazione o addirittura non si sono mossi, come sta succedendo per l'ordine dei giornalisti.
Comunque, anche se con una diversa efficacia, tutti gli organi nazionali stanno informando i propri iscritti. In molti casi hanno addirittura stipulato convenzioni con i gestori di posta elettronica certificata iscritti all'elenco Cnipa. Alcuni per avere tariffe agevolate, altri per fornire gratuitamente il servizio.
Infine, rimangono dubbi su alcuni punti della norma: sia per quanto riguarda la privacy dei professionisti, sia per i dipendenti pubblici che già hanno un indirizzo Pec.
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Lo stato dell'arte
DOTTORI AGRONOMI E FORESTALI L'ordine nazionale dei dottori agronomi e forestali (Conaf) conta circa 21mila iscritti. Ad oggi appena un migliaio hanno comunicato il proprio indirizzo Pec, ma l'organo collegiale conta di riuscire a regolarizzare tutti gli associati entro i termini previsti.
Per riuscirci ha inviato varie informative a tutti gli ordini provinciali e ha acquistato le caselle Pec per tutti i suoi iscritti, stipulando una convenzione con un gestore accreditato presso il Cnipa. Ha poi chiesto agli ordini provinciali di raccogliere le richieste degli associati e procedere all'attivazione della casella certificata.
Sono ancora pochissimi, invece, i casi in cui gli iscritti hanno già utilizzato un indirizzo pec per le comunicazioni ufficiali con l'ordine.
AGROTECNICI Sono ancora pochissimi gli agrotecnici che hanno la posta elettronica certificata. Secondo le stime del collegio nazionale non si va oltre il 5% degli iscritti. La percentuale così bassa dipende dalle scarse possibilità di utilizzo che la categoria ha avuto fino a oggi: nel rapporto con l'albo professionale, infatti, non è mai stata richiesto come obbligatorio l'utilizzo di una casella di Pec.
Al momento è in fase di definizione una convenzione con un gestore, che si occuperà di attivare la posta agli iscritti che ne facciano richiesta. Intanto, tutte le informazioni necessarie alla categoria saranno disponibili sul sito internet "www.agrotecnici.it". Le procedure per l'attivazione, comunque, si protrarranno nel corso di dicembre, sforando il termine previsto dalla legge.
ARCHITETTI Il consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (Cnappc) a oggi ha creato complessivamente oltre 100mila caselle di Pec su un totale di 140mila iscritti a 95 ordini. Non sono stati monitorati nove ordini, che hanno proceduto autonomamente alle operazioni di "digitalizzazione" dei propri iscritti. È presumibile, comunque, che tutti gli architetti italiani abbiano quanto meno una casella in attivazione.
La fase di preparazione alla scadenza è stata affrontata attraverso varie circolare agli ordini locali, che hanno provveduto a dialogare con i propri iscritti. Nei progetti del consiglio, la Pec sarà utilizzata al posto delle classiche raccomandate per atti ufficiali, convocazioni e documenti di tipo istituzionale.
ASSISTENTI SOCIALI Ancora tanti dubbi sulla posta elettronica certificata per l'ordine degli assistenti sociali. Il problema principale è che gli oltre 36mila iscritti lavorano nell'80% dei casi nella pubblica amministrazione e quindi hanno già un indirizzo Pec, fornito dal proprio datore di lavoro. Per tutti gli altri iscritti, invece, si presenta il problema della privacy, dovuta al fatto che gli indirizzi certificati dovranno essere pubblici.
Nonostante questi problemi, l'ordine nazionale ha preso contatti con alcuni gestori che rilasciano la Pec a costi agevolati, chiedendo agli ordini regionali di procedere in tal senso, e ha aperto un tavolo tecnico tra esponenti del Cup e del ministero della pubblica amministrazione per risolvere queste incongruenze.
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