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VALUTE: TESTA O CROCE?
Lo studente e il patrimonio da convertire in sterline
Sono uno studente della facoltà di Economia dell’Università di Milano Bicocca. Vi scrivo per
chiedere un consiglio sulla gestione di alcuni miei risparmi, in vista di un breve periodo di studio all’estero, in particolare in Scozia nella seconda metà del 2010 e inizi del 2011. Da tempo ormai seguo l’andamento del cambio euro-sterlina e mi domandavo se fosse il caso di
compiere delle scelte razionali oggi, senza dover esclusivamente affidarmi alle fauci dell’andamento del sistema macroeconomico, incrociando le dita. In particolare mi domandavo se fosse il caso di convertire oggi in sterline il mio intero patrimonio, per anticipare un possibile
deprezzamento dell’euro nei confronti della sterlina.
Alcuni analisti affermano che attualmente la sterlina inglese non riesce ad avvantaggiarsi della
debolezza dell’euro per via dell’ingente debito del Tesoro inglese accumulato per salvare alcune delle sue maggiori banche colpite dalla crisa finanziaria. Tuttavia nella seconda metà
dell’anno (periodo della mia permanenza in Scozia) la sterlina dovrebbe poter recuperare parte
del suo valore. In questa prospettiva l’indebitamento degli stati europei insieme a quello della
Gran Bretagna sarà il fattore principale della dinamica tra le due valute; con la "piccola" differenza che la Gran Bretagna dovrà fare i conti soltanto con se stessa, mentre Eurolandia dovrà cercare di conciliare e prendersi cura dell’indebitamento di cinque o sei paesi (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna).
Obiettivo molto più impegnativo dato che in occasione della crisi greca i paesi europei si sono trovati d’accordo praticamente su nulla arrivando addirittura ad auspicare l’intervendo del Fondo monetario internazionale per salvare la bilancia dei conti ellenici. Date queste considerazioni sarei tentato nel convertire immediatamente il mio piccolo patrimonio dato che il cambio euro-sterlina attualmente è notevolmente sopra gli 0,80; ma sarei molto più sicuro nel compiere questa mia scelta se a consigliarmelo fosse una persona più esperta.
Vito Pennetta - (via e-mail)
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«Incrociare le dita» mi pare l’espressione più appropriata quando si tratta di comprare o vendere valuta estera. Le sue analisi e considerazioni sono logiche, ma non spostano di una virgola la totale incertezza e imprevedibilità che caratterizza ilmercato dei cambi. Pertanto, mentre è legittimo immaginare che vi siano persone più esperte di lei (nel senso che hanno maggiore esperienza e conoscenza dei mercati), è illusorio aspettarsi che queste stesse persone siano in grado di formulare previsioni con il grado di certezza che lei sta cercando. L’insicurezza fa parte della quotidianità di chi opera sui mercati, e non ci sono scorciatoie, formule magiche o esperti (veri o presunti) in grado di ridurla. La decisione di effettuare subito o rinviare la conversione degli euro in sterline è soltanto una delle tante che siamo obbligati a prendere in condizioni di incertezza. Ho due alternative per lei: fare testa o croce, o convertire metà subito e metà tra sei mesi (se non vi sono costi fissi). (M.Lie.)