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Regolarizzazione badanti e colf: assunzione e sanatoria badanti

 
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Con il permesso libertà di lavoro

di Maria Rosa Gheido e Valentina Melis

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03 settembre 2009

Nessun vincolo al cambiamento di lavoro, per l'extracomunitario regolarizzato come colf o badante, dopo la procedura di emersione (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri). Il datore di lavoro che, però, dichiara di impiegare in casa persone che svolgono altre mansioni o che non lavorano affatto presso la famiglia è penalmente sanzionabile (con la reclusione fino a due anni). E il permesso di soggiorno rilsciato al lavoratore in base a dichiarazioni false, è revocato.

«Mobilità» confermata
Il ministero dell'Interno, come già fatto nelle risposte alle Faq elaborate insieme alla Fondazione studi dei consulenti del lavoro, chiarisce che il permesso di soggiorno ottenuto con la regolarizzazione consente il lavoro subordinato in genere: non ci sono vincoli sull'attività da effettuare in seguito.
«Alla fine della procedura di regolarizzazione – spiega il viceprefetto Daniela Parisi, del dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Viminale – il lavoratore extracomunitario impiegato come colf o badante riceverà un permesso di soggiorno biennale. Resta il fatto che il mercato del lavoro è libero: sia il datore, sia il lavoratore hanno facoltà di interrompere il rapporto». Attenzione, però, agli operai "mascherati" da colf: «I controlli degli ispettorati del lavoro e degli operatori di polizia saranno intensificati – aggiunge il viceprefetto Parisi – per mettere in luce gli abusi».
Dunque, andata a buon fine la pratica di regolarizzazione e acquisito il permesso di soggiorno per lavoro subordinato, con contratto a tempo indeterminato, come ha precisato il ministero dell'Interno, il lavoratore potrebbe uscire dal settore domestico. In base all'articolo 22, comma 11 del decreto legislativo 286/98, infatti, la perdita del posto di lavoro non costituisce motivo di revoca del permesso di soggiorno al lavoratore extracomunitario e ai suoi familiari legalmente soggiornanti. Il lavoratore in possesso del permesso di soggiorno per lavoro subordinato che perde il posto di lavoro, anche per dimissioni, può iscriversi nelle liste di disoccupazione fino alla scadenza del permesso e comunque, salvo si tratti di permesso per lavoro stagionale, per un periodo non inferiore a sei mesi. Può quindi essere avviato al lavoro come qualsiasi altro lavoratore, italiano o comunitario.

Dichiarazioni false: i rischi
Coloro che attraverso la procedura di regolarizzazione provassero a sanare situazioni diverse, corrono però alcuni rischi.
La non veridicità dei dati indicati nella dichiarazione presentata allo sportello determina due conseguenze: il contratto di soggiorno è nullo e il permesso eventualmente già rilasciato è revocato. Chiunque, poi, nell'ambito della procedura di emersione, presenta false dichiarazioni o attestazioni o vi concorre, è penalmente sanzionato in base all'articolo 76 del Dpr 445/2000, salvo che il fatto costituisca reato più grave (la norma considera come fatte a pubblico ufficiale le dichiarazioni sostitutive rese nell'ambito della procedura amministrativa, la cui falsità è quindi punibile con la reclusione fino a due anni).

La gestione del rapporto
I consulenti del lavoro ricordano che la gestione del rapporto tra le famiglie e i lavoratori regolarizzati è un attività preclusa a soggetti diversi da quelli indicati nella legge 12/79. Esclusi, ad esempio, i patronati. «Possono occuparsi della gestione delle buste paga e di tutti gli adempimenti legati al rapporto di lavoro – spiega Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro – solo i professionisti abilitati a farlo, ovvero, oltre ai consulenti del lavoro, avvocati e procuratori legali, commercialisti, ragionieri e periti commerciali, che ne danno comunicazione agli ispettori del lavoro delle province in cui operano».

Le domande di emersione
Le domande di regolarizzazione per colf e badanti extracomunitari trasmesse al ministero dell'Interno fino alle 13 di ieri erano 9.420. Sono invece a quota 19.400 le richieste di moduli.

03 settembre 2009
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