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I dieci prossimi passi

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19 luglio 2009

Tutti i satelliti delle altre terre
Giovanna Tinetti, astrofisica
Dal 1995 ad oggi sono stati scoperti più di 350 esopianeti, ovvero pianeti che orbitano stelle diverse dal nostro Sole. Di alcuni – quelli più grandi, gassosi e caldi – conosciamo già la composizione chimica della loro atmosfera, grazie a metodi spettroscopici e ai telescopi spaziali Hubble e Spitzer. Più difficile è ripetere simili misure per pianeti di tipo terrestre e con caratteristiche più adatte alla abitabilità. Ma tra dieci o vent'anni, con telescopi più potenti, questo sarà possibile. Si potranno osservare anche le lune di alcuni esopianeti. Certo non potremo mandare un Apollo 11 su quelle lune così lontane, ma credo che l'osservazione di uno spettro di un esopianeta terrestre o di una esoluna, che ci indichi la presenza di vita su quel mondo così lontano, sarà un punto di non ritorno per tutta l'umanità.

Con i Marziani ci vuole carità
Davide Rondoni, poeta
Il passo che dovremo fare è dentro la carità. Perché se anche ce ne andassimo a passeggio su Marte ascoltando la lingua di marziani o angeli, avremmo voci inaridite senza fare un passo in lei. O se anche inventassimo i modi più rapidi, di seta elettronica, per comunicarci in modi impalpabili e precisi, saremmo muti nel cuore e sordi. E se anche inventassimo cibi strepitosi e bonificassimo la terra, ma non ci inoltrassimo nelle sue valli, ogni bicchiere di vino saprebbe della sete altrui. E se anche arrivassimo a scegliere cellula a cellula come comporre più sani e più belli i nostri nipoti, ma non avessimo fatto un passo nella carità, non riconosceremmo più il volto di nessuno. Lei tutto sopporta negli amori e nei dolori. Non è una virtù difficile, ma un segno distintivo della gioia.

Come evitare scontri di civiltà
Alberto Alesina, economista
Il problema sociale fondamentale dei prossimi decenni sarà di evitare lo "scontro di civiltà" e trasformarlo in una "convivenza di civiltà" sia nel senso di coesistenza pacifica fra stati sovrani che tra cittadini diversi in uno stesso paese. È un problema che ha conseguenze dirette e indirette su praticamente tutto: dalla pace, alla povertà, spesso accentuata da conflitti etnici in Africa e altri paesi in via di sviluppo, ai flussi migratori verso i paesi più ricchi che creano tensioni e conflitti. Nascondersi la profondità del problema semplicemente con buoni propositi e appelli al "volersi bene" è altrettanto puerile che erigere barriere tra civiltà, razze, etnie e religioni. Il problema va affrontato con umiltà intellettuale, realismo, e un metodo rigoroso cercando di capire da esperienze passate cosa funziona e cosa no per trasformare lo "scontro" in un "incontro". Io sono ottimista.

Rimanderemo l'apocalisse
Dario Fo, Nobel per la letteratura
«Rimandare l'apocalisse». Sarà questo il prossimo grande passo dell'umanità secondo Dario Fo. «Restituiremo alla Terra uno dei suoi equilibri fondamentali. Sarà un atto rivoluzionario: tutti i popoli capiranno che bisogna capovolgere l'andamento del clima, rovesciare il disastro verso cui andiamo a capofitto. Supereranno la logica imperante del lasciar correre e si daranno da fare». Il premio Nobel per la letteratura, confortato dalle posizioni del presidente americano Barack Obama, è convinto che l'umanità possa farcela. «Se si sciolgono i ghiacciai saremo annegati dai mari. Tutti i grandi scienziati che ho incontrato sono consapevoli della catastrofe imminente. Io mi sto dando da fare come un pazzo, cerco di parlarne in tutti modi». (Dario Fo è anche l'autore di L'apocalisse rimandata, ovvero Benvenuta catastrofe! Guanda, pagg. 200 € 15)

Le case avranno pareti di foglie
Mario Cucinella, architetto
Gli edifici sono ancora fondamentalmente primitivi. Funzionano anche peggio di prima quando non c'erano le risorse e fonti energetiche. In questo nuovo inizio che chiamiamo sostenibilità la scoperta più interessante sarebbe quella della genetica della materia. Cioè sviluppare materiali che contengano già delle informazioni, dei compiti energetici. Vetri che senza energia cambiano colore, materiali che assorbono l'umidità, pareti che irraggiano calore accumulato dal sole, superfici che si autopuliscono, materiali che sono in grado di trattenere l'energia solare, che non si sporcano e che contribuiscono come in un organismo al funzionamento dell'edificio. Pitture e intonaci che diventano fotovoltaici come fanno le foglie e così via.


La via di Obama alle staminali
Elena Cattaneo, biologa
In campo biomedico un grande passo l'umanità lo farà quando capiremo a fondo il funzionamento delle cellule staminali embrionali umane. Obama ci ha ricordato, «da persona di fede», che siamo chiamati a investire in questo ambito della ricerca di base per «alleviare la sofferenza umana», anche se non saremo noi, né i nostri figli, ma i figli dei nostri figli a beneficiare delle applicazioni terapeutiche che ne deriveranno. C'è ancora molto da fare ma i risultati già si vedono. Basti citare Yamanaka con le sue iPS, cellule staminali pluripotenti indotte, frutto della ricerca sulle embrionali. Ma il grande passo avanti lo faranno quei paesi in cui la ricerca è libera.

Conservare il sole in magazzino
Arno Penzias, Nobel per la fisica
Nei prossimi decenni risolvere il problema della produzione dell'energia necessaria al mondo intero in modo da non danneggiare il pianeta sarà sicuramente la grande sfida tecnologica per l'umanità. Mentre la tecnologia per rendere utilizzabile l'energia solare continuerà a migliorare, il grande passo avanti verrà dalla messa a punto di nuovi, meno costosi e più efficienti sistemi per immagazzinare il calore e l'elettricità. Grazie a questi ultimi sarà infatti possibile rendere disponibile energia di derivazione solare in ogni luogo e in ogni momento si renda necessario.
  CONTINUA ...»

19 luglio 2009
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