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Gara apertissima per il miglior film straniero

di Andrea Chimento

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5 marzo 2010

Fra le tante statuette che verranno assegnate domenica notte a Los Angeles, una delle sfide più incerte e combattute è quella per la vittoria dell'Oscar per il miglior film straniero.
Secondo i pronostici si parla di un vero e proprio testa a testa fra due "pesi massimi" come il tedesco "Il nastro bianco" di Michael Haneke e il francese "Il profeta" di Jacques Audiard.
Una rivalità fra i due nata allo scorso Festival di Cannes dove i due si sono spartiti i premi più importanti consegnati sulla croisette: "Il nastro bianco" ha vinto la Palma d'oro, "Il profeta" il Gran Premio della Giuria.
Entrambi raccontano storie drammatiche e difficilmente digeribili, come da sempre nelle corde dei due registi europei: "Il nastro bianco" è incentrato sulla vita di un villaggio tedesco degli anni '10 dove alcune azioni violente dei bambini del luogo nascondono la nascita del germe del nazismo che si svilupperà pochi anni dopo; "Il profeta" racconta invece la storia di un giovane arabo che in una prigione francese crea un giro di amicizie e alleanze che lo porteranno a diventare un leader della malavita.
A cercare di ribaltare i pronostici ci saranno altri tre film, meno noti dei due precedenti, ma pronti comunque a dare battaglia.
Primo fra tutti l'argentino "El secreto de sus ojos" di Juan José Campanella, un thriller politico che pare essere piaciuto molto ai giurati e che potrebbe così ottenere a sorpresa l'ambita statuetta.
Dal Perù arriva invece "La teta asustada" di Claudia Llosa, uscito in Italia con il titolo de "Il canto di Paloma", che racconta la vita difficile di una ventenne delle periferie di Lima: questo film ha ottenuto nella scorsa stagione l'Orso d'oro al Festival di Berlino.
Infine l'ultimo nominato è il poco conosciuto "Ajami", film israeliano di Scandar Copti e Yaron Shani sugli scontri quotidiani fra musulmani e cristiani a Tel Aviv.
Una cinquina di film molto impegnati che raccontano con forza la faccia più oscura del loro paese d'origine e che, arrivando a conoscerli, rendono meno amara e totalmente giustificabile l'assenza del nostro "Baarìa" dal gruppo dei nominati.

5 marzo 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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