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Bellezze da telesalvare

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Bellezze da telesalvare

di Cinzia Dal Maso
Salvare l'arte è una missione possibile. Basta l'impegno e l'aiuto di tutti. Così è nato MaratonArte, il Telethon dell'arte. Un'idea lanciata mesi fa dal nostro giornale, e accolta dal ministero per i Beni e le attività culturali e dalla Rai. Il prossimo fine settimana, per 72 ore da venerdì a domenica, le tre reti Rai saranno impegnate in una campagna di raccolta fondi per salvare e tenere in vita i vanti del Belpaese. Sono opere dell'uomo, e vanno aiutate a sopravvivere proprio come si aiuta l'uomo. Sette luoghi sono stati scelti per questo primo esperimento, ciascuno "abbinato" a un testimonial che lo presenterà in un filmato. Luoghi unici eppure poco noti e bisognosi di cure, per non scomparire per sempre.
Rischiano di svanire gli affreschi della casa dell'imperatore Augusto sul Palatino, come racconta il romano Claudio Baglioni. Perdono vita ogni giorno di più, perché il colore si affievolisce e nessuno li ammira. Come pure rischia di svanire Sulki, l'antica città fenicia sull'isola di Sant'Antioco in Sardegna, ed è accorato l'appello di Claudia Cardinale per la sua salvezza. Scompariranno anche i violini antichi, gli Stradivari e i Guarneri, se non teniamo in vita il Centro internazionale restauro strumenti ad arco di Cremona. Riccardo Muti è categorico: è una gloria mondiale, dobbiamo sostenerla. Mentre Luca Zingaretti è autorevolmente convincente sulla necessità di far funzionare a pieno ritmo la storica ferrovia della val di Noto. Attraversa le "cave", i canyon frequentati sin dalla preistoria, e serve tutti i centri barocchi. È un bel viaggiare, ed è un po' il simbolo della storia più recente della valle. Perché abbandonarla? E perché non recuperare al suo ottocentesco splendore il parco reale di Racconigi, con le sue piante rare, serre, laghi, grotte e daini (Gabriella Pession)? Perché non aiutare il Museo Omero di Ancona a diventare più grande e moderno – dice Andrea Bocelli – affinché tutti possano "vedere" i capolavori dell'arte con gli altri quattro sensi? Infine c'è Michele Placido, che parla di Santa Maria del Cedro in Calabria dove nei secoli sono passati un po' tutti e ognuno ha lasciato castelli, chiese, monasteri. E dove crescono i cedri più belli del mondo.
Pare quasi una gara tra luoghi e testimonial. Una sfida per conquistare il cuore degli italiani. Perché si può scegliere a chi devolvere la propria offerta. E prossimamente si potrà sempre verificare cosa accade in ogni luogo collegandosi al sito www.maratonarte.it. Oppure, ancor meglio, andando di persona a visitarli. E tornandoci più volte. Perché è vacuo buonismo la voce comune che i monumenti vanno conservati per il futuro, per i nostri figli e nipoti. Li conserviamo per noi, per viverli e frequentarli ora. E così facendo, non tenendoli maniacalmente in una teca, li consegniamo vitali al futuro.

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