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AES+F VISTI DA MASBEDO La videoarte esplode, gli artisti temono le…

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AES+F VISTI DA MASBEDO La videoarte esplode, gli artisti temono le superquotazioni

- Il primo mercato (gallerie) lavora sui dieci anni, il fondo d'investimento non va oltre i due con un approccio a breve, più speculativo. Proprio perché gli acquirenti di videoarte sono musei, fondazioni e in modo sempre più consistente i privati, in Italia tra gli altri La Gaia e Warly-Tomei, e gli advisor dei fondi, i prezzi sono lievitati. Così la discrepanza delle quotazioni aumenta la distanza tra l'offerta delle gallerie e il potere d'acquisto dei musei. Possono farne le spese gli artisti. Non è certo il caso del gruppo russo di videoartisti AES+F proposti alla Fiac di Parigi da Marco Noire, che ha visto triplicata in pochi mesi la quotazione: da 100mila a 300mila per l'installazione in cinque esemplari «Last Riot» 2007, oggi in Biennale. Questa dinamicità dei prezzi stimola sempre gli artisti? «Se da un lato traiamo un evidente vantaggio dall'aumento delle quotazioni - rispondono i Masbedo, coppia di artisti formata da Jacopo Bedogni e da Nicolò Massazza, in mostra con tre personali a Siviglia, al Pecci di Prato e al Filatoio di Caraglio, - dall'altro dobbiamo fare i conti con un sistema viziato in cui anche la scelta delle gallerie che ci devono rappresentare viene vincolata dalle quotazioni. È fondamentale che l'artista rimanga il più possibile concentrato sull'opera e sull'atto creativo». Li. La.

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