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Art Dubai resiste alla recessione

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Art Dubai resiste alla recessione

  • –di Irina Zucca Alessandrelli


Un po' di speranza viene dalla terza edizione della fiera di arte contemporanea di Dubai (18-21 marzo) appena conclusa dove, specialmente in confronto alla depressione dell'ultimo Armory Show e fiere annesse a New York, il venduto ha dato soddisfazioni. Art Dubai ha registrato un record di 15mila visitatori con 68 gallerie presenti e più di 60 gruppi di addetti ai lavori provenienti da musei internazionali e collezionisti da tutto il mondo. Tra i collezionisti segnalati da "The Art Newspaper" om line il mecenate indiano Anupam Poddar, fondatore del primo museo di arte contemporanea indiano di Nuova Delhi e la svizzera Maja Hoffmann, collezionista super finanziatrice di svariati progetti artistici. Tra gli stand hanno fatto un'apparizione anche Simon de Pury, della ormai non più tanto cool casa d'aste Phillips de Pury, Richard Flood, capo curatore del New Museum di New York e Nicholas Serota, nume tutelare della Tate Modern. I galleristi hanno notato una forte attenzione e vivacità da parte del pubblico di nuovi e vecchi collezionisti in un clima di scambio culturale tra i centri d'arte di Doha, Sharjah e Abu Dhabi.

La Biennale di Sharjah è stata anticipata per farla coincidere con la fiera e il neo Museo di Arte Islamica di Doha è stata meta di visitatori provenienti dalla fiera. Chi ha fatto buoni affari aveva preparato strategicamente lo stand, puntando su artisti di interesse locale. La galleria di Chelsea Le Goff+Rosenthal ha presentato opere del pittore astratto iracheno Ahmed Alsoudani (anche presente nella Saatchi gallery online) facendo sold out con prezzi dai 18mila ai 65mila dollari. Il gallerista di New York Edwynn Houk specializzato in fotografia ha, invece, venduto bene i lavori della fotografa marocchina Lalla Essaydi, ritratti di donne velate in posa, ispirate alle pose della pittura orientalista. La galleria Thomas di Monaco ha, invece, venduto a un membro della famigli reale di Dubai un dipinto del pittore cinese realista Ming Yue Wang's del 2007 per 60mila dollari. Buone le vendite dichiarate anche dalla galleria parigina e belga Almine Rech e la berlinese Michael Schultz.

Molti galleristi hanno pensato alle collezioni di futuri musei della regione: le relative raccolte sono un obiettivo di primaria importanza nel futuro prossimo. Mentre la galleria Sfeir-Semler, con sedi in Libano e Germania, ha venduto a musei americani e collezionisti europei.
Da non dimenticare il premio istituito da Abraj Capital, società d'investimenti specializzata nel Medio-Oriente, nord Africa e Asia meridionale, la cosiddetta "Menasa region", che al momento può vantare la massima cifra in palio offerta per un progetto artistico, pari a circa 1 milione di dollari per l'intera operazione. Quest'anno gli artisti che hanno ottenuto questo premio sono Kutlug Ataman, Zoulikha Bouabdellah e Nazgol Ansarinia, i cui lavori prodotti per la fiera entreranno nella collezione Abraj Capital. L'evento fieristico nel complesso ha dato risultati incoraggianti, che devono comunque essere confermati nella lunga durata.

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