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Musei a caccia di fondi per mostre e acquisti

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Musei a caccia di fondi per mostre e acquisti

Oltre 2 milioni di dollari è la cifra record raccolta dal comitato dei collezionisti del Lacma, Los Angeles County Museum of Art, composto da circa 160 membri, nel corso del 25° appuntamento che ha permesso di ampliare la collezione del museo con sei nuove opere. È noto che le istituzioni culturali estere, e in particolare quelle anglosassoni, ritengono vitale l'attività di raccolta fondi per arricchire il loro patrimonio artistico e sostenere nel tempo la loro programmazione culturale. Questa attività è agevolata dalle incentivazioni fiscali, una formula che ha fatto crescere i grandi musei internazionali, mentre l'Italia è sempre il fanalino di coda in quanto i limiti di detrazione sono ancora molto contenuti: 70mila euro per le imprese e poco più di 2mila euro per le persone fisiche. Per favorire maggiormente questa attività le varie istituzioni hanno creato al loro interno delle divisioni con uno staff dedicato. La National Gallery possiede una struttura interna specializzata con un team interno che sviluppa le relazioni con tutti i soggetti privati per promuovere l'attività di raccolta fondi indispensabili per i programmi culturali e le acquisizioni. Nel 2009 l'attività di fundraising ha presentato un costo di 1,3 milioni di sterline e ha generato sponsorship e donazioni per complessivi 34 milioni di sterline.
Cinque sono le persone che si occupano di fundraising al Guggenheim di Bilbao che genera il 36,2% dei ricavi attraverso i programmi corporate e sponsorship. Singolare la sponsorizzazione dell'installazione in acciaio di Richard Serra «The Matter of Time» realizzata dall'artista all'interno di un impianto del gruppo Arcelor Mittal, il cui management ha aderito all'iniziativa con l'obiettivo di offrire una visione più "umana" del gruppo industriale.
E in Italia? Come viene organizzata l'attività di fundraising nei musei d'arte contemporanea? Da un'indagine di ArtEconomy24 su 11 musei stranieri e 9 italiani emerge che sono ancora le Fondazioni bancarie e gli enti pubblici a sostenere gran parte dell'attività culturale in Italia anche se diventa sempre più necessario ampliare la richiesta di partecipazione "economica" ad altri soggetti e a ricercare altre forme di ricavi. L'obiettivo che si pone il Maxxi nel 2011 a un anno dalla sua apertura è quello di raccogliere il 30% dei proventi dall'affitto degli spazi, dalle concessioni, royalties, sponsorizzazioni e private membership. Attualmente sono dieci i partner con rapporti pluriennali e i contratti in essere, fra cui i più significativi con Bmw, Lottomatica e Telecom, e quello in via di perfezionamento in autunno con Fendi, presentano un ammontare totale di 3,654 milioni nel prossimo triennio. La governance del Maxxi prevede che i soci fondatori che sostengono il museo con un'erogazione di almeno 1,5 milioni nell'arco di tre anni abbiano diritto a un rappresentante nel cda della Fondazione.
Nato nel 1992 Intrapresae Collezione Peggy Guggenheim di Venezia è il primo progetto corporate membership di un museo italiano i cui proventi sono indirizzati alla programmazione culturale complessiva della collezione, la sponsorizzazione per progetto e assicurano al museo un sostegno pluriennale in quanto alle aziende è richiesta una permanenza minima di due anni con un contributo annuale di 20.700 euro, oltre a una quota di iscrizione pari a 10.350 euro.
La Fondazione Torino Musei, che raggruppa quattro musei tra cui la Gam, ha intensificato dal 2006 l'attività di affitto spazi per iniziative corporate e private, mentre per quanto riguarda il livello di sponsorizzazione varia da un minimo di 10mila a un massimo di 100mila euro. Per il Museion, che può contare sul sostegno di 17 partner, il range d'investimento oscilla da 2mila a 30mila, con una media di 10mila euro. La Gamec ha il sostegno di cinque partner privati, con un investimento medio di 80mila euro all'anno e punta in futuro sul maggior coinvolgimento delle partnership istituzionali. Il MAMbo ha in programma la revisione delle strategie di fidelizzazione del pubblico e dal prossimo autunno moduleranno l'offerta economica per aderire all'iniziativa Amici del MAMbo. Nel frattempo la mostra-omaggio a Dino Gavina, che sarà inaugurata il prossimo 23 settembre, è stata possibile attraverso la raccolta fondi pari a circa 200mila euro organizzata da uno specifico comitato che permette di coprire i costi dell'evento. In merito all'utilizzo di servizi esterni per l'attività di fundraising e sponsor Gabriella Belli, direttrice del Mart, ha le idee molto chiare: «è fondamentale che il servizio rimanga all'interno del museo, in quanto è importantissimo investire nelle formazione delle risorse umane».
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