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Da Bonhams l'arte sudafricana strappa alcuni record, ma non raggiunge…

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Da Bonhams l'arte sudafricana strappa alcuni record, ma non raggiunge il fatturato

  • –Riccarda Mandrini

Jacob H. Pierneef, Vladimir G. Tretchikoff, Stanley F. Pinker, Irma Stern, Gerard Sekoto nomi davvero poco noti in Italia, eppure rappresentano una parte di quegli autori che hanno fatto segnare diversi record da Bonhams all'asta dedicata alla South African Art. L'incanto, battuto nelle giornate del 16 e 17 ottobre a Londra, ha avuto l'enorme merito di attirare l'attenzione del pubblico su una parte di storia dell'arte davvero poco conosciuta e della quale mancano quasi completamente le connotazioni storico artistiche. La produzione pittorica degli autori del Sud Africa, soprattutto nel segmento temporale compreso tra gli anni '20 e gli anni '70 del ‘900, quello preso in considerazione dall'asta, non trova ancora uno spazio adeguato nei manuali di storia dell'arte anche i più tradotti e diffusi. Le sole fonti esaustive su questi artisti rimangono i cataloghi delle mostre, monografiche o collettive, fino ad oggi poche.
Le tele all'incanto da Bonhams narravano in massima parte e con grande sapienza il paesaggio del Sud Africa e così una parte della sua storia. Ogni opera era una sorta di racconto breve, dove l'elemento semantico e quello pittorico trovavano nella tela un equilibrio incredibile.
E i collezionisti nella settimana più incandescente dell'anno, quella di Frieze, hanno saputo rivolgere l'attenzione a questi raffinati lavori dando spazio sia ai nomi solidi, come quelli di Pierneef o Pinker, ma anche lasciandosi trascinare dal loro gusto personale, fornendo così la prova tangibile di una maturità di giudizio nei confronti di opere la cui storia deve ancora essere in gran parte scritta.
Le previsioni in preasta erano di 4-6 milioni di sterline, ma il risultato totale è stato di molto inferiore, si è fermato a soli 3,1 milioni di sterline, di cui 2,8 milioni realizzati nella seconda sessione del 17 ottobre, nella quale si concentravano i nomi forti che hanno fatto segnare alcuni record mondiali per autore, con l'aggiudicazione di prezzi a sei cifre. La percentuale di venduto il 16 ottobre è stata del 56,91% per valore e del 47,11% per lotto, mentre il 17 ottobre rispettivamente del 50,70% per valore e del 36,92% per lotto.
Top lot: "Kransberg, Rustenberg, Tranvaal", 1955 un raffinato paesaggio fortemente evocativo, un modo di testa e di cuore con cui Jacob H. Pierneef (1886-1957) dipingeva la sua terra. Nelle opere del grande maestro sudafricano non vi è traccia di dissidio sociale o etnico, attraverso le sue tele tratteggiava un mondo complesso e sereno al tempo stesso. La prima personale Pierneef la ebbe nel 1913, nel 1933 fu scelto per dipingere il murales nell'ambasciata Sud Africana a Londra.
"Kransberg, Rustenberg, Tranvaal" partiva da una quotazione preasta alta di 300.000 £ ed è stato ceduto dopo poche offerte per 361.250 £. Lo scorso anno la tela "Matlala Pietersburg" aveva toccato la cifra di 264.000 £. Molto bene anche la performance di "Cape Farmlands", sempre di Pierneef, una doppia edizione su carta, un ‘work on paper', che, offerta una quotazione massima di 100.000 £, ha raggiunto la cifra di 289.250, facendo segnare record mondiale d'asta per il lavoro su carta dell'artista.
Nel caso di "Red Jacket (Portrait of Lenka)" dipinto da Vladimir G. Tretchikoff (1913-2006), invece i collezionisti non hanno acquistato solo un bel dipinto, ma il racconto di una personalissima storia dell'artista. La donna che figura nel ritratto fu la musa e amante del pittore quando, durante la seconda guerra mondiale, Tretchikoff era di stanza a Java in Indonesia. Il periodo indonesiano fu uno dei più intensi per la sua produzione artistica, molti dei suoi quadri li portò in seguito in Sud Africa e li offrì alla moglie che scelse "Portrait of Laika" come dono. La tela era quotata 50-80.000 £ ed è passata di mano per 337.250 £. Un record mondiale per una tela di V. G. Tretchikoff.
Tra i top lot un altro must del Sud Africa, il maestro Stanley F. Pinker (1924-2012). La quotazione preasta massima di "The Garen of Eden" era di 100.000 £ ed è stata battuta a 289.250 £. Pinker viaggiò molto in Europa e soggiornò a lungo in Italia, dove lavorò intensamente. In occasione del suo ottantesimo compleanno il gallerista di Johannesburg Michael Stevenson gli dedicò un'ampia retrospettiva, solo allora fu pubblicata la prima monografia dedicata all'artista.
La pittrice sudafricana Irma Stern (1894-1966), invece, dell'Africa amava soprattutto la gente, che ha ritratto in ogni modo possibile. La sua tela "Washer Women" (200-300.000 £ invenduto), in cui è rappresentato un gruppo di donne mentre lavano i panni al fiume, è stata pubblicata sulla copertina del catalogo dell'asta. Stern oltre all'Africa viaggiò anche in Europa, nel 1917 lavorò a fianco di Max Pechstein e prese contatto con le avanguardie artistiche europee. Ma il suo grande amore rimaneva l'Africa, dove ritornò prestissimo. Nella top ten delle vendite hanno trovato posto: "Young Xhosa Woman" ceduto a 205.000 £, mentre la sua stima massima era di 200.000 £ e "The backyard", in cui Stern aveva ripreso uno scorcio del cortile della sua casa (oggi museo Stern) di Cape Town, che da una prestima di 120-180.000 £, è passato di mano per 193.250 £.
Ha acquisito un'interessante posizione, sempre nell'ambito delle prime dieci vendite, anche la tela di Gerard Sokoto (1913 1993) tra i primi artisti (fu anche un musicista) africani moderni ad affrontare il tema del realismo sociale attraverso una pittura grintosa, che divenne fortemente politica negli anni '70 come reazione all'apartheid. Alla fine degli anni '30 e '40 del ‘900 Sekoto iniziò a fare le sue prime mostre; nel 1940 la Johannesburg Art Gallery acquistò una sua opera. La prima di un artista di colore nella storia del museo. Da Bonhams "Raw Light. Lemba" è stato ceduto a 79.000 £, una cifra prossima alla sua stima minima di 70.000 £, mentre la massima era di 100.000 £.
L'asta di South African Art con i suoi top lot e, certamente, con un vasto numero di opere proposte a prezzi ancora modesti per un mercato maturo e dinamico come quello britannico, ha avuto il merito di aprire una parentesi importante sulla produzione artistica africana moderna che, forse, grazie ai collezionisti e al loro autentico interesse riuscirà a trovare un posto adeguato sia nella storia dell'arte moderna che sul mercato.


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