ArtEconomy24

Arte australiana e aborigena giovane ed emergente

  • Abbonati
  • Accedi
In Primo Piano

Arte australiana e aborigena giovane ed emergente

  • –di Riccarda Mandrini

L'australiano Robert Hughes, autorevole storico e critico d'arte, nel suo saggio "The Art of Australia" fa coincidere la nascita dell'arte australiana nel 1792 in seno a "The Colony", la colonia penale creata dagli anglosassoni nella baia di Sydney circa un decennio prima. In quello stesso periodo l'Europa, in arte, sperimentava felicemente le gioie letterarie storiche e il recupero delle virtù classiche con il Neoclassicismo.
Nella ‘colony', la pittura allora veniva praticata come forma ricreativa dai ‘convicts', i galeotti e il soggetto più diffuso era il paesaggio. Hughes riconosce in Thomas Watling, un falsario inglese, il primo autorevole pittore di paesaggio. Da allora l'arte australiana ha fatto molta strada e anche velocemente.

In Occidente è davvero poco conosciuta: ad oggi si contano solo tre grandi rassegne a lei dedicate. Due a Londra, nel 1961 nella Whitechapel Gallery e nel 1963 alla Tate e una, nel 1984, al Guggenheim di New York, in attesa di "Australia" (21 settembre – 8 dicembre 2013) una collettiva con più di 200 opere proposta dalla Royal Acacemy of Art a Londra.
In Europa, al secondo mercato va di fatto riconosciuto il merito di avere contribuito, anche seppure parzialmente, alla sua diffusione. Com'è accaduto nella capitale inglese lo scorso giugno, quando fu presentata da parte di Bonhams la collezione del produttore televisivo australiano Reg Grundy, officiata inseguito a Sydney, che catalizzò l'interesse di un ampio segmento di pubblico.
In Australia l'arte australiana vanta un mercato dinamico e le case d'asta giocano un ruolo di prim'ordine negli scambi internazionali. L'analista John Furphy di Australian Art Sale Digest, indica, per il 2013, nel numero di sei le case d'attive in Australia: Bonhams al top del realizzo, con un fatturato 28,4 milioni di Au$; Deutscher and Hackett Auction House con 13,6 milioni di Au$; Sotheby's con 12,2 milioni; Menzies con 10,7 milioni di Au$; Lawson and Menzies con 5,7 milioni di Au$; Mossgreen con 1,7 milioni di Au$ e altre più piccole con 6,3 milioni di Au$ di fatturato. Va chiarito che questi dati riguardano sia gli incanti di arte australiana, che quelli di arte aborigena.

Arte australiana moderna
I primi riferimenti significativi in asta, sia per l'arte australiana sia per quella aborigena, l'Australian Art Sales Digest li fa coincidere con la fine degli anni '80: nell'88 il fatturato maturò la somma di 34,3 milioni di Au$ per l'arte australiana e 666mila per l'aborigena.
Lo spartiacque è considerato l'anno 2000. I saldi di riferimento davano 67,9 milioni di Au$ per l'arte australiana (nel '99 erano 56,9 milioni di Au$) e 6,9 milioni di Au$ per l'arte aborigena (nel'99 erano 5,4 milioni di Au$). L'anno più proficuo sul secondo mercato per entrambe è stato il 2007, con opere vendute per 145,2 milioni di Au$ per l'arte australiana e 26,4 milioni di Au$ per l'arte aborigena.
Il downgrade mondiale non ha risparmiato le aste in Australia riducendo i fatturati del 50% l'anno successivo.
Un'effettiva ripresa si è registrata nel 2010 con un saldo di 86,7 milioni di Au$ per l'arte australiana e 10,1 milioni di Au$ per quella aborigena. Da allora l'arte australiana tuttavia ha mostrato nuovamente una sofferenza che non accenna a tutto'oggi ad attenuarsi: gli 82,7 milioni di Au$ realizzati in asta nel 2011 sono scesi a 81,2 milioni nel 2012, con prospettive recenti piuttosto sottotono dati i risultati dell'asta di Sotheby's officiata il 27 agosto scorso a Sydney. La vendita di "Important Australian Art", che proponeva una scelta di alta qualità di opere australiane moderne, ha fornito un modestissimo risultato di 1,9 milioni di Au$ totale (1,6 milioni di Au$ al martello) rispetto a una stima preasta di 4,9 – 6,7 milioni di Au$.

La scelta fatta dagli esperti di Sotheby's si focalizzava su nomi che in passato avevano realizzato eccezionali performance - Brett Whiteley, John Olsen e Sydney Nolan - con quotazioni anche prossime al milione di Au$. Le loro opere, il 27 agosto, invece sono rimaste senza un acquirente. Nello stesso incanto ha suscitato, invece, molto interesse la tela "Aborigens of Van Diemen's land", un lavoro del pittore pre moderno Robert Neill (1801-1852) che rispetto a una quotazione di 180-250mila Au$ è stato ceduto a 219 mila Au$ compresi i premium. Questo risultato fa ben sperare per l'asta di ‘Australian Art', di ‘Colonial Masterpieces' annunciata da Christie's a Londra il 26 settembre prossimo.
Se si analizza un segmento storico di oltre vent'anni, risulta che diverse sono le opere di arte australiana moderna, che hanno superato il milione di Au$. In testa alla classifica: Sydney Nolan con "The first class marksman", 1946, ceduto per 5,4 milioni di Au$. Segue "The Olgas for Ernest Giles", 1984 opera di Brett Whiteley, con 3,4 milioni di Au$ e al terzo posto Cecil J. Brack con il dipinto "The Old Time", venduto a 3,3 milioni di Au$.
Nel 2013, nonostante l'incertezza del mercato, otto dipinti di arte australiana hanno superato il milione di Au$. I primi tre: Fred. R. Williams con "You Yangs Landscape", 1963, con 2,2 milioni di Au$, e due tele di Cecil J. Brack, rispettivamente "The New House", 1963, con 1,9 milioni di Au$ e "The breakfast table", con 1,4 milioni di Au$. Nel 2013 secondo le classifica di Australian Art Sales Digest le opere di arte australiana più scambiate in asta sono state quelle di Fred Williams con un numero di 23 lotti e un totale di 6,1 milioni di Au$; quindi Cecil Brack, 15 i lotti per 6,04 milioni di Au$ seguito da Sydney Nolan con 129 lotti e un saldo 3,3 milioni di Au$.
Il fatturato in asta, nel 2013 (ad oggi) per l'arte australiana è pari a 62,06 milioni di Au$.

Arte aborigena
L'arte aborigena, alla quale ArtEconomy24 ha dedicato un'analisi approfondita nel'inserto Plus24 del 7 settembre 2013, oggi gode di un'attenzione sempre più vasta sul primo e secondo mercato.
L'arte aborigena ha una storia giovanissima, ma fonda il proprio fare su tradizioni antiche. Essa nasce negli anni '70 del ‘900 in Papunya, nell'Australia Centrale, in seno a una comunità satellite creata dal governo con il fine di raccogliere i nativi australiani dalle terre da pascolo e spingerli verso l'ovest con l'intenzione, formalmente mai compiuta, di avviare un processo d'integrazione.
I nativi erano analfabeti. Il governo inviò un maestro, Geoffrey Bardon, che colpito dalla sapienza artistica della gente, li invitò a una traslazione dalla body painting alla tela, aprendo la strada al Papunya Tula Art Mouvement, il primo gruppo d'avanguardia artistica aborigena.
Il gruppo era formato da circa di 80 autori, tutti nati nel primo trentennio del ‘900 e si raccolse attorno ad artisti ormai storici tra cui: Anatjari Tjakamarra, Charlie Tjakamarra, Freddie West Tjakamarra, Long Jack Phillipus Tjakamarra, Old Mick Tjakamarra, Anatjari No. 1 Tjampitjinpa, Kaapa Tjampitjinpa, Uta Uta Tjangala ed Emily Kame Kngwarreye. Essi dipingevano (e continuano a dipingere) seguendo un istinto naturale. Privi da ogni condizionamento concettuale, gli artisti aborigeni guardano alla natura nella sua cosmica globalità come fonte suprema d'ispirazione. Dalla natura prendono anche le terre, che usano come colore. Il loro master sign è il dot, ovvero il punto che tradotto è ‘il granello' di cui è fatta appunto la terra. Per questo le loro opere vengono definite ‘dot paintings'.

Il mercato si accorse dell'arte aborigena solo alla fine degli anni '80 dopo che nel 1987 la National Gallery di Victoria diede avvio all'acquisizione del primo set di 10 tele. In asta nell'88 l'arte aborigena realizzò un venduto di 666mila Au$. Ma le vendite sul secondo mercato tesero a stabilizzarsi solo un decennio dopo. Il 2000 è considerato lo spartiacque. Partendo da un saldo di 6,9 milioni di Au$ (mai raggiunto prima) l'Arte Aborigena, in ascesa, raggiunse il picco nel 2007 e arrivò a toccare i 26,4 milioni di Au$. La crisi economica mondiale del 2008, non l'ha risparmiata, anche se come sottolinea John Furphy di Australian Art Sales Digest nel biennio 2011-12 mostra, in asta, risultati stabili pari a 8,2 milioni di Au$. Ad oggi, per il 2013 il saldo è di 8,09 milioni di Au$.
Le opere degli artisti più scambiate nel 2013 sono state quelle di Emily Kame Kngwarreye, pari a un numero di 28 lotti, con un saldo complessivo di 1,8 milioni di Au$. Segue Paddy N. Bedford con 10 lotti e 573mila Au$, al terzo posto Onus Lin con cinque lotti e un saldo di 379 mila Au$.
Emily Kame Kngwarreye con la sua opera "Alhalkere", 1989, ceduta 305mila A$, ha ottenuto il prezzo più alto passato in asta quest'anno, mentre the "Earth Creation", 1995, è stata ceduta, nel 2007, dalla casa d'asta Lawson e Menzies per 1,05 milioni di A$, il secondo miglior prezzo storico dopo "Warlugulong" di Clifford T. Possum passato di mano, nel 2007, per 2,4 milioni di A$. "Warlugulong" era da anni nella collezione della Commonwealth Bank of Australia e fu acquistata dalla National Gallery of Australia. "Alhalkere e "Warlugulong" sono le uniche due opere che hanno superato il milione di A$.

© Riproduzione riservata