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Artissima 20, un successo di misura -

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Artissima 20, un successo di misura - Foto

  • –Sara Dolfi Agostini


Chiude con 50mila visitatori, in linea con l'anno scorso, Artissima, la fiera d'arte contemporanea promossa dalla città di Torino, insieme alla Provincia e alla Regione Piemonte. Giunta alla 20a edizione, la seconda diretta da Sarah Cosulich Canarutto, ha consolidato le sue linee strategiche. Anzitutto, l'orientamento internazionale: più che evidente nel parterre di gallerie partecipanti, 190 di cui 130 straniere, e nella scelta dei 45 curatori coinvolti nei comitati di selezione delle varie sezioni (Main Section, Present Future, Back To The Future, New Entries) e nei premi (Ettore Fico, Guido Carbone, Illy Present Future). Quindi, l'intento di rafforzare il network con le istituzioni artistiche locali, dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo al Castello di Rivoli, tutte coinvolte nella rassegna espositiva "One Torino" con mostre collettive che proseguiranno fino al 12 gennaio 2014.
Inoltre, anche quest'anno, Artissima ha investito un budget di 100mila euro per ospitare 300 collezionisti che hanno ampliato il pubblico arrivando da Turchia, Indonesia e Brasile. Nonostante questi sforzi a livello organizzativo, tuttavia, le gallerie italiane hanno lamentato un esordio sottotono nelle ore di preview e risultati altalenanti nei giorni successivi: un esito forse da addebitarsi alle incertezze del sistema paese più che al lavoro profuso dalla manifestazione, che va peraltro a confermare le difficoltà dell'Italia dell'arte a internazionalizzarsi senza un'adeguata risposta politica, fiscale e culturale.
Grande attenzione, comunque, è stata catalizzata dalla sezione "Back To The Future", coordinata dalla curatrice Eva Fabbris. Qui, Bianconi di Milano
ha presentato una selezione di fotografie degli esordi di Marcello Jori (1951), uniche e a prezzi tra 3-25mila euro, curate dalla storica dell'arte Elena Re e imperniate sul rapporto tra arte e vita. La galleria ha venduto a collezionisti svizzeri e ha beneficiato dalla presentazione di una nuova pubblicazione dell'artista, in edizione numerata e firmata, con la curatrice e il collezionista altoatesino Antonio della Nogare. Profile di Varsavia, invece, ha portato Krisztof Wodiczko (1943), artista e professore all'Harvard Graduate School of Design noto per le sue suggestive immagini che esplorano ruolo e identità dell'artista nella società proiettate su edifici e monumenti delle città. Le fotografie, in edizione di 5, erano in vendita a 3.500 euro, mentre un'installazione è stata acquisita a 30mila euro dal Museo Ludwig di Colonia.
Tra le 27 new entries, il Premio Fondazione Guido Carbone per il miglior stand è andato a Antoine Levi di Parigi, galleria inaugurata lo scorso gennaio e giunta già alla sua terza partecipazione fieristica. Nello stand c'erano opere di Daniel Jacoby (1985), sculture in cui reifica gli errori prodotti decostruendo i piani di un'immagine virtuale, e Olve Sande (1984), dipinti realizzati con materiali di edilizia locali che mimano i classici stucchi da parete. In vendita rispettivamente a 3.500 e a 4.500 euro, le opere dei due artisti sono state vendute a collezionisti italiani, spagnoli e svizzeri.
Un buon riscontro per i giovani talenti lo ha riscosso anche Monica de Cardenas di Milano, tra le gallerie della "Main Section". Vendute cinque fotografie, raccolte in una serie unica da 15mila euro e tratte "The Hidden Mother" di Linda Fregni Nagler (1976), attualmente in mostra alla 56a Biennale di Venezia, e delle opere di David Murphy (1983) a 4mila euro. Nello stand troneggiava uno splendido dipinto di Marisa Merz (1926) a 90mila euro, di cui la Serpentine Gallery di Londra celebra adesso la carriera con una mostra retrospettiva, che però non ha trovato il suo compratore. Anche da Federica Schiavo di Roma, l'attenzione dei collezionisti, italiani e francesi, è ricaduta su un talento emergente, Rob Sherwood (1984), i cui dipinti astratti esplorano il dinamismo di colori e superfici in rigide griglie che ricordano i pixel degli schermi digitali, a 2-6mila euro.
Tra i beneficiari dei premi messi in palio da Artissima, Petrit Halilaj (1986) proposto dalla galleria Chert di Berlino, si è aggiudicato il premio d'acquisto di 15mila euro della Fondazione Ettore Fico, che aprirà a Torino la prossima primavera; nella sezione "Present Future", invece, il Premio Illy, che dal 2012 consiste nella produzione di una mostra al Castello di Rivoli, è andato a due artiste ex aequo: Caroline Achaintre (1969, Toulouse, Francia), presentata dalla galleria Arcade di Londra, e Fatma Bucak (1982, Iskenderun, Turchia), da Alberto Peola di Torino

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