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Art Dubai, galleristi soddisfatti: buone le vendite di moderno e…

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Art Dubai, galleristi soddisfatti: buone le vendite di moderno e contemporaneo - Foto

  • –di Riccarda Mandrini

Nata nel 2007 Art Dubai, la fiera dell'arte di Dubai, ha festeggiato quest'anno l'ottava edizione. Costruita in origine su un modello di riferimento serrato all'interno di una visione domestica dell'arte, per dare spazio in prima istanza alla produzione artistica del Medio Oriente, Art Dubai ha saputo trovare ad ogni nuova edizione un punto di contatto con il sistema dell'arte internazionale, senza dimenticare quale era il punto di partenza. Il direttore Antonia Carver (alla sua quarta edizione) anno dopo anno ha dato spazio - puntando su una progettualità parallela, attraverso le conversazioni, con presenze internazionali; alla produzione di opere d'arte e quest'anno anche al cinema - a un modello aperto al quale guardare con fiducia, in un'ottica di mercato dell'arte qualitativamente alto.
I collezionisti l'hanno sostenuta. L'interesse per l'arte internazionale ha sempre più spazio, le gallerie locali, moltissime con sede a Dubai, sembrano non fare più distinzioni così marcate tra produzione locale e internazionale.
Art Dubai è comunque cresciuta anche grazie a un sistema dell'arte capace di fare autenticamente sistema. La creazione dell'Art Week basato su progetti condivisi, quest'anno partiva da Doha, in Qatar, la città sede dei grandi musei, dove sono iniziate le Conversazioni. Sempre in ambito museale, Sharjah, la città storica degli Emirati Arabi Uniti, a solo 40 minuti da Dubai, attraverso Sharjah Art Foundation aveva presentato un panel di mostre che vedeva la presenza di autori mediorientali e in prima mondiale esponeva il lavoro di un artista moderno dell'Asia Centrale, Edward Puterbrot.
Questo mentre i direttori dei cinque musei più grandi al mondo, situati nel distretto culturale di Sadiyaat Island ad Abu Dhabi fanno le loro scelte e acquistano opere per i futuri musei in fiera.
In questo sistema giovane e dinamico Art Dubai è una pedina importante, capace di catalizzare in un solo momento, in pochi giorni, l'attenzione di galleristi internazionali, di collezionisti, di art dealer, di direttori di musei – non va dimenticato che numerosi musei occidentali, soprattutto in Inghilterra e negli Usa, godono di un ampio sostegno finanziario del mondo arabo.
La novità in questa edizione 2014 di Art Dubai è stata nella scelta programmatica. Antonia Carver ha voluto scindere, per la prima volta, il settore moderno da quello contemporaneo, con la costruzione di una sezione dedicata completamente all'arte Moderna del Medio Oriente e dell'Asia meridionale, segmento storico artistico, come fa notare Carver, del quale non c'è sufficiente consapevolezza nel panorama internazionale.
La sezione Moderna era costruita come una curatissima rassegna collettiva: 11 le gallerie presenti.
Tra queste, Aicon Gallery (New York e Londra) che ha presentato una selezione di lavori di grandi dimensioni del maestro indiano Maqbool Fida Husein (1915-2011) e dell'artista pachistano Syed Sadequian (1930-87).
I due "Untitled" di Sadequan, datati entrambe 1966, avevano un prezzo di base di oltre 200mila $. Due anche le tele di M.F. Husein: "Pandharpur", paesaggio modernista, omaggio al suo villaggio natale.
La seconda tela del 1957 era una riflessione sull'indipendenza dell'India e la conseguente divisione del subcontinente indiano nelle regioni del Pakistan, India e Bangladesh. Il quadro, intensissimo, giocato su una base cromatica scura, rappresentava tre uomini con le mani sulle spalle uno dell'altro in segno di amicizia. Il range di prezzo andava dai 150 ai 300mila $.
La galleria Elmarsa, con sede a Tunisi e Dubai proponeva uno stand monografico dedicato a una delle artiste più note del Nord Africa: Baya (1930-98). Algerina di nascita, orfana, Baya fu adottata da una famiglia francese che toccata dal suo naturale talento la incoraggiò a dipingere. Le sue opere colpirono molto l'art dealer Aimé Maeght in visita ad Algeri. Matisse la portò a Parigi. Espose alla Galerie Maeght. Nella capitale francese iniziò la sua vita d'artista: divenne musa e amica dei pittori d'avanguardia. Attratti in molti, dalla sua pittura dal tratto semplice, per lei tradizionale, per loro in dialogo con l'avanguardia. Il gallerista ha venduto già il giorno della pre-apertura della fiera (18 marzo) quattro suoi lavori dell'artista con prezzo riservato.
Di rilievo la presenza di Jhaveri Contemporary , galleria di Mumbai che ha avuto il grande merito di introdurre l'arte indiana in Inghilterra, co-producendo una serie di mostre, tra cui la prima in UK di Anish Kapoor. A Dubai Jhaveri Contemporary presentava il lavoro di Anwar Jalal Shemza (1928-85) autore pachistano già nella collezione della Tate a Londra. I prezzi, riservati. Diverse le opere cedute all'apertura della fiera. La galleria Janine Rubeiz fondata nel 1992 a Beirut, che da anni promuove la progettualità degli artisti libanesi, ha proposto uno stand totalmente dedicato alle opere di Huguette El Khoury Calande (1931). Diversa la scansione delle opere, sia astratte che figurative, appartenenti a diversi periodi della carriera dell'artista. Figura emblematica, figlia del primo ministro del Libano indipendente, Hugette Calande giovanissima aprì un dialogo con diverse realtà sociali del suo paese. Uno dei suoi progetti più noti è certamente quello, legato alla manifattura tessile, con un gruppo di donne libanesi.
I collezionisti hanno mostrato di apprezzare la sezione Moderna e le vendite non si sono fatte attendere, ma l'interesse per il Moderno Medio Orientale e dell'Asia meridionale, a detta di tutti i galleristi, era soprattutto quello dei direttori e dei curatori dei musei internazionali.
Gli acquisti non sono mancati. Albareh Gallery galleria del Barhein che rappresenta solo artisti del Barhein, ha ceduto quattro pezzi di Nasser Al Yousif (1940-2006) per una somma di 30mila $. Lawrie Shabibi con uno stand dedicato al lavoro di Nabil Nahas (1949) ha venduto due disegni a un collezionista privato e alcune opere a un'istituzione pubblica inglese. Prezzo riservato.
Grosnove Gallery ha venduto un lavoro dell'artista Rashid Araeen (1935) per 60mila $, mentre Agial Gallery ha venduto una scultura datata 1952 opera di Michel Basbous (1921) per un prezzo prossimo ai 30mila $ a un collezionista degli Emirati Arabi.
La sezione Contemporanea ha raccolto il successo di sempre. Di pubblico e di vendite.
Tra le gallerie italiane, Franco Noero, per la prima volta ad Art Dubai, si è detto soddisfatto per l'interesse dei collezionisti. L'installazione di Lara Favaretto è stato uno dei lavori più fotografati e pubblicati della fiera. Stand sempre pieno da Galleria Continua che presentava e ha anche venduto le opere di Serse, Michelangelo Pistoletto e Mona Hatoum.
Laura Bulian, per la terza volta ad Art Dubai, presentava una selezione di artisti dell'Asia Centrale ed ha confermato il forte interesse per questo segmento da parte di fondazioni locali e turche. Quest'anno, la sezione tematica Marker aveva come focus, proprio l'arte dei paesi dell'Asia Centrale e Caucasici.
Chantal Crousel ha venduto, tra gli altri, due lavori, rispettivamente di Allove Callowlily (35mila $) e di Haegue Young (120mila $), giovane artista coreana già presente con una partecipazione alla Biennale di Venezia e una al New Museum di New York.
La galleria di Brussel Greta Meert ha venduto un "Untitled" di Edith Dekyndt (le sue opere sono parte della collezione del MoMA di New York) per 32mila $. Natalie Obadia ha riproposto, dopo il successo ottenuto lo scorso anno, le opere di Joanna Vasconcelos. "Candy Garden", questo il titolo dell'opera è andata a un collezionista europeo, per la cifra di 97mila $.
Pi ArtWork spazio con doppia sede, Istanbul e Londra, presentava uno stand monografico dedicato all'artista egiziana Susan Hefuna. Vendute due opere della serie ‘mashrabya' a un collezionista di New York. Il prezzo era prossimo ai 75mila $. Susan Hefuna era contemporaneamente al museo di Sharjah con una personale.
La storica galleria parigina Jaeger Bucher, per la seconda volta ad Art Dubai ha venduto alcune opere di Fabienne Verdier, artista alla quale la fiera di Hong Kong ha commissionato un lavoro. Range di prezzi dai 30mila ai 150mila € per le grandi tele.
La galleria di Vienna Krinziger ha venduto una tela "Untitled" (27.000 $) di Secundino Hernandez, autore nella collezione dei Rubell di Miami.
Leila Heller ha ceduto con successo le opere dell'artista iraniana Haideh Shafie. La grande psichedelica "Transition" è andata a un collezionista europeo per 58mila $, l'installazione "Spike6" è stata acquistata da un collezionista locale per 55mila $ e "Transition 3" per 28mila $ sempre da un collezionista locale.
La galleria Yavuz Fine Art, di Singapore, per la prima volta ad Art Dubai, si è presentata con un ambizioso progetto site specfic in uno stand monografico dedicato alla città di Dubai, realizzato dall'artista tailandese (ma residente a Chiang Mai, in Giappone) Navin Rawanchaikul.
Rawanchaikul ha ricostruito una parte della storia moderna di Dubai attraverso i racconti delle persone
che vi vivono, soprattutto i migranti. Con "Postcards from Dubai", questo il titolo del lavoro, Rawanchaikul ha proposto ancora una volta riflessione sull'identità, un lavoro come ci ha fatto notare l'artista stesso sviluppato in cinque mesi di permanenza nella città degli emirati. Un progetto più museale che da fiera, che non è stato di fatto colto nella sua essenza dai collezionisti, ma che ha, invece, suscitato molto interesse da parte delle fondazioni locali.
Gli sponsor come sempre sono stati Abraaj Capital e Cartier. Per la sezione Moderna, invece, Mashreq Private Banking.

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