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Amsterdam, ad Unseen i fotografi rivisitano i generi classici

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Mercato dell'arte

Amsterdam, ad Unseen i fotografi rivisitano i generi classici

  • –di Silvia Anna Barrilà

Un nome, un programma: “Unseen” è la fiera di Amsterdam (23-25 settembre) dedicata alla fotografia mai vista prima, inedita, sia essa di giovani talenti o nomi già affermati. “Sono ammessi lavori prodotti a distanza di massimo due anni” spiega Marcella Manni della galleria Metronom che partecipa alla fiera per la terza volta, “e così si elimina il mercato secondario e speculativo per far spazio ad un collezionismo di ricerca, interessato a scoprire i nuovi talenti della fotografia”.

Come l'anno scorso, la gallerista di Modena ha presentato uno stand concentrato sugli italiani, esponendo il nuovo capitolo della serie “Approximation to the West” di The Cool Couple, duo formato da Niccolò Benetton (1986) e Simone Santilli (1987, prezzi 1.900-4.000 euro), la ricerca di Alberto Sinigaglia (1984) “Microwave Cities” sui primi esperimenti atomici vicino a Las Vegas (prezzi 900-2.600 euro), la serie realizzata con fotografie trovate ai mercatini “Framed Memory” di Martina Della Valle (1981, prezzi 500-1.300 euro), oltre agli studi sulle piante e gli animali della finlandese Sanna Kannisto (1974, prezzi 4.200-6.700 euro). “È una fiera sui generis che crea un network di sostegno dei giovani che include un premio, una rivista, un festival parallelo (16-25 settembre, ndr) e la collaborazione con le istituzioni della città tra cui il Foam Museum. Anche i moderati costi per gli stand permettono di dar spazio ai giovani, cosa che ad altre fiere come Paris Photo è più difficile”.

Le fa eco Claudio Composti di mc2gallery di Milano che, invece, ha presentato uno stand dedicato a tre inglesi con ritratti sull'identità gay di Jonny Briggs (1985), una ricerca socio-antropoligica sull'Italia di Simon Roberts (1974) e un lavoro sull'architettura, la luce e il paesaggio dello svizzero con base a Londra Nicolas Feldmeyer (1980, prezzi da 1.000 euro per Roberts a 10.000 per Briggs). “È la prima volta che partecipiamo e siamo molto contenti” dichiara il gallerista. “Il pubblico è ben informato e ci sono molti giovani collezionisti. L'organizzazione è impeccabile e c'è tutta una struttura a sostegno di quello che è il nuovo modo di interpretare il mezzo fotografico. Paris Photo rimane il luogo top in Europa per la fotografia, ma lì si trovano i nomi più affermati, mentre qui c'è un'energia giovane e frizzante”.
Le gallerie in generale si sono dette soddisfatte sia delle vendite, che dei contatti con curatori e istituzioni. La fiera è stata ben visitata durante tutta la durata della manifestazione, con un totale dei 10.000 visitatori in 10 giorni. I prezzi per le opere dei 150 artisti esposti in fiera andavano da un minimo di 500 euro ad un massimo di 35.000 euro, ma in media si aggiravano sui 2.000-5.000 euro.

Ma quali sono, allora, le tendenze della fotografia che emergono da questa quinta edizione della fiera? “Gli artisti continuano a spingere oltre i limiti del mezzo” risponde Rixt Hulshoff Pol, direttrice di Unseen, “ma rispetto all'anno scorso c'è più varietà e c'è anche un ritorno al confronto con generi classici come il paesaggio, la fotografia d'architettura e il ritratto. Soprattutto quest'ultimo è un tema molto sentito, legato a questioni della rappresentazione di se stessi, del genere e dell'identità. Un altro ambito in cui sta accadendo moltissimo è la fotografia africana, alla quale abbiamo dedicato, infatti, un focus particolare”.
Gli esempi che la direttrice ci porta sono tanti: l'inglese Juno Calypso (1989) allo stand della galleria TJ Boulting di Londra, che pone domande sulla rappresentazione di se stessi nell'era dei selfie e sulla necessità di essere sempre perfetti; l'austriaco Christian Eisenberger (1978) allo stand di Nicolas von Senger di Zurigo, che ha sovrapposto ritratti di politici e potenti con immagini di chiese per esprimere l'estasi del potere (1.400 euro); oppure la sudafricana Zanele Muholi (1972) allo stand di Stevenson (Città del Capo e Johannesburg), definita “un'attivista visuale” che riscrive attraverso l'autoritratto la storia della comunità LGBT in Africa (quest'anno è stata esposta anche al festival di Arles).

Anche la galleria Red Hook Labs di New York ha dedicato tutto il suo stand alla fotografia africana al femminile e al ritratto con Atong Atem, sudanese che vive in Australia ed esploda le pratiche post-coloniali nella diaspora (1.200 euro), Delphine Diaw Diallo (1977), senegalese cresciuta in Francia che sta avendo successo negli Usa (2.500 euro) e Namsa Leuba (1982), guineana in Svizzera che combina la rappresentazione dell'identità africana con l'immaginario occidentale e la moda (3.500 euro).
Ma anche nell'ambito della fotografia di paesaggio e d'architettura la direttrice di Unseen Rixt Hulshoff Pol ha segnalato diversi artisti da seguire. Tra questi lo svizzero Roger Eberhard (1984), per esempio, allo stand della galleria Robert Morat di Berlino, che ha realizzato una serie intitolata “Standard” in cui ha fotografato 32 camere standard dell'Hilton e la vista dalle finestre delle stesse in 32 paesi del mondo, sottolineando come l'esperienza del viaggio oggi si sia standardizzata (1.500 euro la coppia interno-esterno). Il belga Filip Dujardin (1971) da Van der Mieden di Anversa, invece, ha lavorato nella fotografia documentaria d'architettura per poi iniziare, una decina di anni fa, a ritagliare gli elementi d'architettura che aveva immortalato e ricomporli in nuove strutture apparentemente normali ma in realtà inesistenti (6.600 euro). “Mi piace quando si crea questo leggero spostamento nella percezione - dice la direttrice di Unseen -, in cui una fotografia a primo acchito sembra semplice, ma poi si capisce che c'è un elemento di disturbo, come nel lavoro di Elspeth Diederix allo stand di Stigter van Doesburg, che manipola i fiori e il paesaggio naturale (2.000-6.000 euro, ndr)”.
E dal punto di vista tecnico? “Nel proliferare del digitale, si sente sempre di più un ritorno all'analogico e all'artigianalità - risponde Rixt Hulshoff Pol -, con artisti che si costruiscono i propri apparecchi fotografici e sperimentano con i materiali”.
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