
La casa d'aste Pandolfini di Firenze ha chiuso il primo semestre dell'anno tra le top five italiane con un fatturato totale di 13.776.250 euro, in leggero
calo rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (-5,3%). I lotti venduti sono stati 2.850 su 3.930 offerti, con un
prezzo medio di 4.833 euro. La percentuale di venduto è stata pari al 72,5% per lotto e al 71% per valore. Il settore a più
alto aggiudicato è stato quello dei “Dipinti Antichi e del XIX secolo”, con 3.811.250 euro, ma il top lot è stata un'auto
d'epoca, la BMW 327/328, Motore a 6 cilindri, cilindrata 1979 CM£, potenza 80cv, carrozzeria cabriolet, aggiudicata a 229.280
euro entro la stima (200-250.000 euro). ArtEconomy24 ha intervistato l'ad Pietro De Bernardi.
Com'è andato il primo semestre del 2018 rispetto al 2017?
Siamo molto soddisfatti dell'andamento del primo semestre del 2018 che ha visto un ottimo andamento delle vendite anche in
settori più “sofferenti”.
Il totale delle vendite ammonta ad 13.776.250 €, sostanzialmente in linea con il risultato delle scorso anno che comunque
era stata la più alta semestrale di sempre per Pandolfini.
Rispetto al primo semestre 2017 è cambiato il numero e la tipologia di aste?
Le aste sono state 16, quindi una in meno delle scorso anno a cui aggiungiamo quattro vendite a tempo. Si tratta di un nuovo
canale di vendita che Pandolfini ha potenziato già dai primi mesi dell'anno in linea con le tendenze internazionali. I risultati
sono stati decisamente interessanti, ad esempio, una vendita di “Opere d'Arte Moderna e Contemporanea da una collezione Italiana”,
con 160 lotti proposti ha incassato oltre 320.000 euro.
Quali sono le tendenze osservate nei vari segmenti?
Come detto anche i settori in “sofferenza” come i Mobili e Arredi o gli Argenti hanno dato buoni risultati in termini di venduto
per valore e per lotti, mentre ci sono conferme di partecipazione ed interesse costante per i Dipinti Antichi e del secolo
XIX, Arte Moderna e Contemporanea e soprattutto Gioielli e Orologi da Polso.
Qual è la percentuale di acquirenti stranieri? Da quali nazioni? In quali aste partecipano maggiormente e che cosa comprano?
In generale la partecipazione alle nostre aste è per circa il 40% da parte di clienti italiani e per il restante 60% da parte
di clienti stranieri soprattutto da paesi come Svizzera, Inghilterra, Cina, Russia, Francia e Stati Uniti.
Ci sono nuovi collezionisti italiani? Chi sono? Che età anno? Qual è la professione? Qual è la provenienza geografica? Che
cosa comprano?
Il nostro settore non è mai uguale a se stesso, ogni semestre i diversi ambiti sono caratterizzati da cambiamenti più o meno
significativi. In uno scenario come questo, in continua evoluzione il nostro compito è quello di seguire con attenzione le
nuove tendenze così da raccogliere e offrire le migliori opportunità di scelta possibili.
I nuovi collezionisti si limitano a settori al momento più “di moda” come, ad esempio Arte Contemporanea, Gioielli e, soprattutto,
Orologi da polso anche se nel complesso possiamo affermare che il collezionista oggi è più “trasversale” rispetto a qualche
anno fa. Il concetto che lo guida non è più l'epoca di riferimento o uno o più artisti a quali puntare con decisione ma è
la qualità. È proprio questa tendenza che premia le nostre scelte di grande selezione e, su tutte, le nostre aste di “Capolavori”
e “Opere di Eccezionale valore storico artistico”, che consentono al collezionista preparato e lungimirante di entrare in
possesso di opere da Museo.
Chi sono gli artisti e i movimenti artistici sottovalutati? Quali sono i settori del collezionismo su cui puntate perché pensate
possano avere un margine di crescita ulteriore?
Pur restando anche quest'anno uno dei nostri punti di forza la Pittura Antica nella quale rientrano i Dipinti del XIX secolo,
posso dire che proprio quest'ultimo ambito oggi ha prezzi molto al di sotto del reale valore e lontanissimi dalle cifre che
si registravano solo pochi anni fa, questo è rilevabile in modo particolare con la scuola toscana, ma il fenomeno investe
in modo più o meni significativo tutte le altre espressioni regionali italiane, se si escludono pochi artisti “internazionali”.
Potrebbe essere certamente un settore nel quale investire senza rischi elevati.
Ottimi margini di crescita anche per la scultura, dell'Ottocento e antica, come per porcellane e maioliche che da qualche
tempo stanno segnando il passo.
Il dipartimento di Vini da Collezione è ogni semestre sempre più forte con percentuali che sfiorano il 100% a ogni vendita,
lo stesso si deve dire di Libri e Manoscritti che pur essendo una vera nicchia è un cameo che registra sempre ottime percentuali
e forti incrementi nei valori.
Quali sono le attese e le strategie per il secondo semestre?
Alla base dei nostri risultati positivi e del nostro status nel mercato c'è il capillare lavoro di selezione e attenzione
alla provenienza delle opere; senza distinzione di genere, i compratori apprezzano la “genuinità” e la “freschezza” dei lotti
che costituiscono le nostre vendite. Questa impostazione, che è trasversale a tutti i dipartimenti, è il motivo principale
della grande partecipazione alle nostre aste da parte di compratori italiani e internazionali. Continueremo a cercare e proporre
opere di qualità con provenienze certificate, o comunque assenti dal mercato da molto tempo, in modo da dare ai collezionisti
la possibilità di entrare in possesso di un oggetto esclusivo e unico nel suo genere.
Progetti per il secondo semestre?
Il secondo semestre dell'anno vede anche una piacevole e interessante novità, la prima asta dell'appena istituito dipartimento
di INTERNATIONL FINE ART che raccoglierà opere d'arte, mobili ed arredi di alta decorazione, guidato da Tomaso Piva, che si affiancherà al tradizionale dipartimento di Mobili e Arredi.
Sull'applicazione delle soglie di valore avete riscontrato atteggiamenti di freno o ostruzionismo da parte degli uffici esportazione
delle Soprintendenze?
Non abbiamo notato nessun cambiamento significativo.
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