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L’eccellenza del made in Italy a caccia di buyer internazionali

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fiere di design

L’eccellenza del made in Italy a caccia di buyer internazionali

  • –di Antonella Galli

Per le aziende italiane – circa quattrocento – che da oggi 12 febbraio all’apertura di Ambiente 2016 accolgono i visitatori nei padiglioni della Fiera di Francoforte, l’anno si presenta frizzante e ricco di opportunità: non solo perché in questa edizione l’Italia è Paese Partner, ma anche per la varietà delle nuove proposte, all’insegna del design e dell’eccellenza delle lavorazioni, con cui cercheranno di conquistare l'attenzione dei buyer internazionali.

Tra le aziende capofila si colloca Alessi, che dopo aver aperto l’anno con l’inaugurazione a Colonia della mostra “Alessi: Made in Crusinallo. The Beauty and the Mastery” presso il Makk (Museum für Angewandte Kunst, fino al 3 aprile), porta sul palcoscenico di Ambiente una ricca serie di novità, dalle fruttiere ai contenitori, dagli attrezzi per cucinare alle bomboniere, ai piatti per la pizza. Tra i nuovi prodotti, anche una serie di cinque orologi da parete, che si aggiungono alla raccolta di Wall Clocks firmati per Alessi dai grandi maestri del design; nel 2016, infatti, entrano in catalogo gli orologi del fiammingo Studio Job, dell’australiana Abi Alice, di Giulio Iacchetti, di Mario Trimarchi e di Daniel Libeskind. L’architetto polacco-americano ha ideato per Alessi Time Maze, un sorprendente orologio in cui la struttura è costituita da aste metalliche rosse che costruiscono una figura spezzata, al centro della quale campeggia il meccanismo con le lancette nere. La linea zigzagante della struttura ricorda alcune delle più celebri architetture di Libeskind e crea una piccola scultura da parete che, grazie allo spostamento delle lancette, assume una configurazione sempre differente ad ogni ora del giorno.

Attinge al design anche Guzzini per il progetto della nuova collezione per la tavola, in plastica trasparente colorata: si chiama Tiffany, nome che evoca eleganza e stile, ed è composta da bicchieri, vassoi, ciotole e caraffe con una superficie a piccoli cabochon digradanti. È firmata dai fratelli Pio e Tito Toso, designer di origine veneziana che hanno alle spalle un’importante storia di famiglia nella lavorazione artigianale del vetro. Ed è a questo materiale che i fratelli Toso si sono ispirati, trasferendo giochi di forme e trasparenze nella collezione Tiffany, caratterizzata, oltre che dalla trasparenza, da colori pastellati di tendenza, quali l’azzurro mare, il grigio cielo e il sabbia.

La rilettura stilizzata delle forme del passato è la formula che ha improntato la linea di pentole Vintage 1965 di Sambonet: il Centro Stile dell’azienda ha compiuto una ricerca sui modelli di inizio secolo, a cui si è ispirata per disegnare l’impugnatura dei coperchi e i doppi manici in ottone massiccio, rivettati al corpo della pentola. Le nove pentole in acciaio inox di cui è composta la collezione presentano l’interno satinato, funzionale per la cottura del cibo, e un fondo a sandwich ad alto spessore, per una perfetta conducibilità termica (anche per l’induzione).

La tradizione toscana della lavorazione del vetro, abbinata a ricerca e innovazione, è il carattere peculiare di due marchi storici per i complementi in vetro per la tavola: IVV (Industria Vetraria Valdarnese, di San Giovanni Valdarno) e RCR Cristalleria Italiana (di Colle Val d’Elsa). Entrambi ad Ambiente portano un ricco paniere di novità: per RCR è il cristallo Luxion® senza piombo, con qualità superiori di brillantezza, trasparenza e stabilità (brevettato dall’azienda), protagonista della nuova serie di piatti in quattro linee, tra cui D’O, la linea firmata dallo chef Davide Oldani e caratterizzata da un dinamico motivo a spirale. IVV, dal canto suo, intende valorizzare l’utilizzo del vetro sulla tavola quotidiana con una serie di collezioni spigliate e di facile impiego, come i bicchieri Iroko, che riproducono gli effetti materici del legno africano, o i Vintage, la cui superficie è impreziosita da una lavorazione a rete esagonale.

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