
Al debutto il prodotto di Intesa SanPaolo dedicato al Prestito ipotecario vitalizio, la forma di finanziamento per chi ha più di 60 anni e vuole ottenere liquidità dalla propria casa. Questo tipo di prestito è stato recentemente oggetto di una revisione normativa che ha lo scopo di renderlo più trasparente e accessibile. I decreti attuativi sono in vigore da inizio marzo e ora i primi istituti si stanno muovendo concretamente.
Come ulteriore forma di tutela, Intesa Sanpaolo ha stabilito che i figli debbano essere coinvolti nella scelta con la firma di una «lettera di consapevolezza»; in ogni caso, viene specificato che il cliente può̀ estinguere il finanziamento in qualsiasi momento e senza penali. L'importo ottenibile varia a seconda del valore dell’immobile e in base all'età del richiedente. Nel caso di Intesa SanPaolo il loan to value (quota dell’ammontare del prestito rispetto al valore stimato dell’immobile) va dal 24% al 60% (quote superori a quelle praticate con le vecchie formule di Piv, che andavano circa dal 20 al 50%). Il tasso praticato è un fisso al 4% indipententemente dall’età e dall’importo finanziato.
«Sono 8 milioni in Italia le persone con più̀ di 65 anni e con casa di proprietà – si legge in una nota – si tratta di un patrimonio immobilizzato che, attraverso il Prestito Ipotecario Vitalizio, può̀ trasformarsi in una risorsa immediatamente fruibile. Intesa Sanpaolo, con questo strumento, offre dunque alle famiglie italiane una nuova soluzione finanziaria e di solidità̀ intergenerazionale, che consente per esempio di aiutare direttamente i figli anticipando una parte del valore della futura eredità̀ oggi immobilizzata nella casa di abitazione e indirettamente evitando di gravare sulle loro finanze per il sostegno in spese straordinarie o ricorrenti, come, ad esempio, cure di lungodegenza e manutenzione degli immobili».
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