Il Sole 24 Ore
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26 giugno 2011

Così parlò il vero Gatsby

di Tim Parks


Quanta importanza deve dare un traduttore ai dettagli che sembrano meramente riempitivi? Nel primo capitolo di Il grande Gatsby (1925) di Francis Scott Fitzgerald, Tom Buchanan, avendo mostrato a Nick Carroway la sua casa enorme che affaccia sullo Stretto di Long Island, fa un gesto col braccio che comprende «a sunken Italian garden, a half acre of deep pungent roses, and a snub-nosed motorboat that bumped the tide off shore».

Nella sua versione del 1950, Fernanda Pivano ci offre: «un giardino all'italiana, incavato, centinaia di rose scure, dal profumo penetrante, e un motoscafo che affrontava con la prua schiacciata il mare aperto». Se le rose – e quel «mezzo acro» inglese fa pensare a migliaia, non centinaia di piante – richiamano il grezzo eccesso americano, mentre il giardino all'italiana esemplifica la follia di chi trapianta elementi culturali senza badare al contesto, cosa dobbiamo pensare del motoscafo?

Scaduti i diritti d'autore a distanza di settant'anni dalla morte di Fitzgerald, d'un tratto ci troviamo davanti a tre nuove traduzioni italiane di questo classico. Per la stessa frase, Tommaso Pincio (minimumfax) ci dà: «un giardino all'italiana ribassato, un mezzo acro di rose dal profumo intenso e una barca a motore con la prua schiacciata che ancorata a qualche distanza dalla riva, puntava il mare aperto». Le rose ora sono più estese e pure schiarite (Pivano traduce deep con scure; Pincio lo omette). In compenso, quante parole per spiegare bumped the tide offshore! Ma senza riuscirci: nell'inglese la barca non punta il mare aperto, idea nobile, ma si scontra con la marea che, si sa, cambia direzione ogni sei ore.

Per Newton Compton, Bruno Armando elenca: «un giardino all'italiana incavato, centinaia di metri di aiuole di rose dal profumo intenso, e un motoscafo dalla prua schiacciata che sobbalzava in mare aperto». Adesso le rose sono proprio belle. Con sobbalzava vediamo il movimento della barca, ma perdiamo il suo scontrarsi con la marea.

Tra tutti, Franca Cavagnoli (Feltrinelli) è quella che rimane il più vicino possibile a Fitzgerald. Solo che, cercando un senso per deep, introduce un elemento ridondante: Tom ci mostra: «un giardino all'italiana incassato, mezzo acro di rose di un profumo intenso, pungente, e una barca a motore dal muso rincagnato che sobbalzava al largo sulle onde». Quel rincagnato ci allerta a un possibile parallelo: anche Tom è aggressivo (snub può significare atteggiarsi in modo sprezzante) e anche lui, con i suoi costanti commenti razzisti, resiste alla corrente della contemporaneità. Questo è un romanzo che ama posizionare i personaggi in rapporto agli elementi in movimento. Qualche riga dopo scopriremo Daisy, moglie di Tom, che «galleggiava come su una mongolfiera a ancora». La frase di chiusura del romanzo sarà: «Così navighiamo di bolina, barche contro la corrente, riportati senza posa nel passato».

Consapevoli adesso del campo lessicale del mare, notiamo che quel giardino all'italiana era sunken (affondato), quasi che la cultura europea fosse un relitto, mentre la grande distesa di rose era deep «alta», cioè uno spazio dove si rischia di sprofondare. Notiamo anche uno strano gioco di assonanze «sunken pungent snub-nosed bumped». Sempre, in questo romanzo, sembra che ci sia un testo segreto nascosto sotto la superficie. Fitzgerald parlava di un'opera «consapevolmente artistica… con uno schema intricato di richiami». Difficile da tradurre.

Come viene spesso osservato, la trama di Gatsby – un uomo che cerca di far rivivere un amore passato – è alquanto banale. È la descrizione insieme ironica e lirica dei ricchi balordi americani a rendere il libro affascinante. Prima di stabilirsi a Long Island, Tom, ex-campione di football americano, e Daisy si erano mossi per parecchio tempo alla deriva. Pivano ci racconta: «Perché fossero venuti nell'Est non lo so. Avevano passato un anno in Francia senza motivi particolari, e poi erano stati sospinti qua e là, irrequieti, dovunque qualcuno giocasse al polo e fosse ricco. Questa era una sistemazione definitiva, disse Daisy al telefono, ma io no ci credevo: non sapevo leggere nel cuore di Daisy, ma sapevo che Tom sarebbe rimasto eternamente in moto, alla nostalgica ricerca di qualche squadra di calcio, drammaticamente compromessa, nel campionato e di cui potesse rialzare le sorti».

Ora, nessuna traduzione va valutata sulla base di qualche errore. Conta molto il ritmo, l'impostazione di un certo stile. Però un minimo di fedeltà ci vuole. Qui Pivano, per quanto elegante e scorrevole, trascura molti elementi di stile e inventa del tutto questo nobile desiderio di Tom di «rialzare le sorti» delle squadre in difficoltà. Lo stilema più caratterizzante di Il Grande Gatsby è l'accostamento insolito di vocaboli o addirittura l'ossimoro (feroce delicatezza – disprezzo magnanimo), per creare immagini stravaganti che però risultano estremamente precarie anche dal punto di vista linguistico.

In questo paragrafo (vedi testo e traduzioni accanto) Tom e Daisy drift, si muovono sospinti dalla corrente, ma unrestfully, parola che Fitzgerald inventa con una negazione dell'aggettivo comune restful (riposante) e poi la sua trasformazione in avverbio; questo per sottolineare che quel movimento languido non dava loro riposo. Vanno dove people were rich together, locuzione strana, quasi che l'essere ricchi fosse un'attività. Ma colpisce soprattutto quel permanent move, dove si gioca con move nel duplice significato di «muovere» e «trasloco». Daisy dichiara la sua permanenza con una parola dal senso traballante. Tanto il narratore sa che Tom sarà sempre in cerca delle emozioni di some irrecoverable football game, cioè qualche partita del passato che non si può più rivivere.

Guardando le versioni italiane colpisce lo sforzo di Cavagnoli nel recuperare gli elementi più eclatanti dello stile (soprattutto l'ironico «si ritrova ricca in compagnia»); nessuno però caratterizza bene quel drift ... unrestfully e nessuno capisce il senso di irrecoverable, che non si riferisce all'andamento della partita ma al suo essere irrimediabilmente nel passato.

È importante? La frase collega Tom al suo antagonista Gatsby: quest'ultimo, con nobile follia, cercherà di far rivivere un amore con Daisy, moglie di Tom; Tom vuole solo tornare ai suoi anni da campione di football. Ora, è una cosa molto bella avere tre nuove traduzioni di un classico. Tutti i traduttori sono andati incontro a una prova difficilissima nella quale il sostegno non solo del solito revisore ma anche di un critico esperto nello stile di Fitzgerald sarebbe stato prezioso. E si vede subito che non c'è stato. Pincio privilegia la scorrevolezza ma spesso a costo di sorvolare sulle finezze di stile. Cavagnoli è attentissima agli elementi di stile, ma talvolta a scapito della scorrevolezza. Armando risulta erratico, oscillando tra momenti in cui azzecca quello che gli altri hanno perso e passaggi in cui rende pesanti anche le frasi più semplici. Tutti e tre, però, sono più fedeli a Fitzgerald che non la rinomata Pivano.


26 giugno 2011