Il Sole 24 Ore
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Lezioni di finanza antifragile

Nassim Nicholas Taleb


Certe cose traggono vantaggio dagli scossoni; prosperano e crescono quando sono esposte alla volatilit, al caso, al disordine e ai fattori di stress, e amano l'avventura, il rischio e l'incertezza. Eppure, nonostante l'onnipresenza del fenomeno, non esiste una parola che descriva l'esatto opposto di fragile. Chiamiamolo allora antifragile.
L'antifragilit va al di l della resilienza e della robustezza. Ci che resiliente resiste agli shock e rimane identico a se stesso; l'antifragile migliora. Questa qualit alla base di tutto ci che muta nel tempo: l'evoluzione, la cultura, le idee, le rivoluzioni, i sistemi politici, l'innovazione tecnologica, il successo culturale ed economico, la sopravvivenza delle aziende, le buone ricette (per esempio il brodo di pollo o la bistecca alla tartara con un goccio di cognac), lo sviluppo di citt, civilt, sistemi giuridici, foreste equatoriali, la resistenza dei batteri… persino la vita della nostra specie su questo pianeta. Ed l'antifragilit a determinare il confine tra ci che vive ed organico (o complesso), come per esempio il corpo umano, e ci che inerte, per esempio un oggetto come la graffettatrice che abbiamo sulla scrivania.
L'antifragile ama il caso e l'incertezza, il che significa anche, ed fondamentale, che ama l'errore, o perlomeno un certo tipo di errori. L'antifragilit possiede la singolare caratteristica di consentirci di affrontare l'ignoto, di fare le cose senza comprenderle e di farle bene. Permettete che mi spinga pi in l: grazie all'antifragilit siamo molto pi bravi a fare che a pensare. Preferirei senz'altro essere stupido e antifragile che intelligente e fragile.
facile, guardandosi intorno, individuare elementi a cui piace una certa dose di fattori di stress e volatilit: i sistemi economici, il nostro corpo, la nostra alimentazione (pare che il diabete e molte altre patologie moderne siano associate alla mancanza di casualit nella nutrizione e all'assenza dei fattori di stress dati da un digiuno sporadico), la nostra psiche. Esistono persino contratti finanziari antifragili: sono quelli espressamente concepiti per trarre vantaggio dalla volatilit del mercato.
L'antifragilit ci fa capire meglio la fragilit. Cos come non possiamo migliorare la salute senza attenuare la malattia, n accrescere il patrimonio senza prima ridurre le perdite, l'antifragilit e la fragilit rappresentano gradi diversi del medesimo spettro.
Comprendendo il meccanismo dell'antifragilit, possiamo creare un'ampia guida sistematica al processo decisionale non predittivo in condizioni di incertezza negli affari, in politica, in medicina e nella vita in generale: ovunque prevalga l'ignoto, in qualunque situazione caratterizzata da casualit, imprevedibilit, opacit o da una comprensione parziale delle cose.
molto pi facile capire se una cosa fragile che prevedere il verificarsi di un evento che potrebbe danneggiarla. La fragilit pu essere misurata, il rischio non misurabile (tranne che nei casin e nella testa di chi si autodefinisce esperto del rischio). Ci costituisce una soluzione a quello che ho chiamato problema del Cigno nero, vale a dire l'impossibilit di calcolare il rischio che si verifichino eventi rari di grande impatto e di predirne l'occorrenza. molto pi facile gestire la sensibilit ai danni provocati dalla volatilit che prevedere l'evento che potrebbe causare quel danno. Pertanto, la mia proposta di capovolgere completamente il nostro attuale approccio alla previsione, ai pronostici e alla gestione del rischio.
In ogni ambito o area di applicazione, propongo regole per spostarsi dal fragile all'antifragile, o riducendo la fragilit, o sfruttando l'antifragilit. Tra l'altro, individuare l'antifragilit (e la fragilit) quasi sempre possibile, utilizzando un semplice test di asimmetria: qualunque cosa tragga pi vantaggi che svantaggi dagli eventi casuali (o da alcuni shock) antifragile; in caso contrario, fragile.
Il punto che se l'antifragilit contraddistingue tutti i sistemi naturali (e complessi) che sono sopravvissuti, privarli della volatilit, della casualit e dei fattori di stress potr solo danneggiarli: si indeboliranno e andranno incontro alla distruzione o al collasso. Siamo riusciti a rendere fragili l'economia, la nostra salute, la vita politica, l'istruzione, praticamente tutto… sopprimendo la casualit e la volatilit. Se trascorressimo un mese a letto (preferibilmente con una versione integrale di Guerra e pace e tutti gli 86 episodi dei Soprano) ci verrebbe un'atrofia muscolare; allo stesso modo, quando sono privati dei fattori di stress, i sistemi complessi ne escono indeboliti, a volte persino distrutti. Il nostro mondo moderno e strutturato ci ha spesso nuociuto con politiche e marchingegni top-down (o calati dall'alto, definiti nel libro illusioni sovietico-harvardiane), che rappresentano, n pi n meno, un insulto all'antifragilit dei sistemi.
Questa la tragedia della modernit: come nel caso dei genitori nevrotici e iperprotettivi, spesso chi cerca di aiutarci finisce per farci pi male.
Se quasi tutto ci che calato dall'alto (top-down) rende fragili, impedendo l'antifragilit e la crescita, d'altro canto con la giusta quantit di stress e disordine tutto ci che viene dal basso (bottom-up) fiorisce. Lo stesso processo di scoperta condizionato dall'antifragile arte di sperimentare e da un'aggressiva assunzione di rischi, piuttosto che dall'aver ricevuto un'istruzione regolare (e lo stesso vale per l'innovazione o il progresso tecnologico).
Questo ci porta al maggior fattore di fragilit della societ, nonch principale generatore di crisi: l'attitudine a non mettersi in gioco. In altre parole, qualcuno diventa antifragile a spese degli altri traendo profitto dalla volatilit, dai cambiamenti e dal disordine, ed esponendo gli altri al rovescio della medaglia, cio al rischio di perdite o danni. E questa antifragilit-a-spese-della-fragilit-degli-altri rimane nascosta: le cerchie intellettuali sovietico-harvardiane sono cos cieche all'antifragilit che raramente questa asimmetria viene individuata, e (finora) non mai stata insegnata.
RIPRODUZIONE RISERVATA
il libro
Questo testo uno stralcio tratto
dal prologo di Antifragile.
Prosperare nel disordine di Nassim
Nicholas Taleb, pubblicato in Italia
dal Saggiatore (pagg. 552, € 24,00),
traduzione di Daniela
Antongiovanni, Marina
Beretta, Francesca Cosi, Alessandra
Repossi. In questi giorni in libreria.