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Questo articolo è stato pubblicato il 13 luglio 2014 alle ore 08:13.

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Siamo abituati a chiamarla filosofia per i bambini (distinta dalla filosofia coi bambini), ma Quattro passi nella filosofia, come li ha intitolati Emiliano Di Marco, di certo non farebbero male neanche agli adulti; quattro passi che siano utili non alla vita del corpo, ma a uno spazio di eterno che ha sede tra le "cose" biologiche. L'autore, dopo aver scritto diversi libri che hanno come protagonista il piccolo Spallone, che è una specie di caricatura di Platone «dalle spalle larghe», come dice il suo nome parlante, ha pubblicato un libriccino che ci racconta Agostino, Giordano Bruno, Thomas Hobbes e Cartesio. La filosofia è raccontata attraverso la bellezza della fiaba, che diviene strumento narrativo per veicolare gli insegnamenti filosofici, ma anche per farci conoscere i filosofi nelle loro debolezze. Così con Di Marco ci si avvicina a un Cartesio bambino, amante del dormire, cresciuto nel suo corpo malaticcio e coccolato dalla nonna. Il piccolo René, una notte, nel suo collegio dei Gesuiti, esprime un desiderio, «ah, come mi piacerebbe passare di sogno in sogno, senza svegliarmi mai», e da quel momento cade prigioniero di un mondo senza confini fra la realtà e il sogno, un mondo tormentato da genietti malefici (Sentilo, Annusalo, Toccalo, Gustalo e Guardalo): i sensi. Il piccolo, precipitato in questo spazio illusorio, non riesce a liberarsi fino all'arrivo dei Pensieri: «se pensi devi per forza esistere. Se pensi di non pensare, stai pensando e quindi esisti per forza». Non è facile cogliere immediatamente l'importanza del pensiero bambino, né questo è utile per incrementare il "culto della fanciullezza", che è già un valore di per sé, senza banali legittimazioni filosofiche. Ma i bambini, come si apprende dalle Leggi platoniche, sono i primi a entrare in contatto col piacere e col dolore in modo autentico e così, grazie a questa loro peculiarità, essi restituiscono alla filosofia quell'antico retrogusto di "scuola di vita", prima che essa si incanali nei pur giusti specialismi, rivendicati da D. Marconi di recente. Come può recepire questi moniti la scuola di domani? «Sembra assodato – afferma Pennac – da sempre, sotto ogni latitudine, che il piacere non debba figurare nei programmi scolastici e che la conoscenza possa essere solo il frutto di una sofferenza ben capita»; questo pensiero sulla scuola è radicato in una società sostenuta dai "quaresimalisti" di ogni tipo, i quali per lungo tempo hanno demonizzato le passioni, i desideri e il corpo. Dopo l'errore di Cartesio (il piccolo René che tutti potremmo imparare a conoscere grazie a libri come quello di Di Marco) è legittimo immaginare che il piacere torni a scuola, senza che la scuola sia soltanto «una fabbrica necessaria di sapere che richiede sforzo». Sulla scia di Pennac si pone anche il libretto di Roberta Passoni, la quale propone grandi libri (o libri di grandi) a bambini, che vengono stimolati, anche nell'attività quotidiana, a riflettere ad esempio sul Simposio di Socrate. «I bambini entrano a scuola pensando che impareranno a leggere e a scrivere, ma quanto tempo dedichiamo perché la lettura per loro abbia un senso?» si chiede l'autrice di A partire da un libro, ma si potrebbe aggiungere anche un'altra domanda: quanto tempo si dedica al contatto diretto con le parole degli autori senza il filtro degli adulti? Una buona mano per la scuola potrebbe venire da insegnanti che scoprano il valore della domanda senza la pretesa del protagonismo della risposta. Per agevolare questi quattro passi segnalo anche il dizionario presente nel Primo libro di filosofia (a cura di Di Marco) che spiega cosa sia la maieutica, il paradosso e altre parole con le quali i bambini potrebbero prendere confidenza.
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Emiliano Di Marco, Quattro passi nella filosofia, illustrazioni di G. Capizzi, La Nuova Frontiera Junior, Roma, pagg. 96, € € 17,00
Roberta Passoni, A partire da un libro. Imparare a leggere e imparare ad amare i libri nella scuola primaria, ed. Junior, Parma, pagg. 98,€€ 9,80; (con collab. di Movimento Cooperazione educativa)

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