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Tra banche e vigneti: storia dei Folonari

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Tra banche e vigneti: storia dei Folonari

  • –di S.Bio.

Hanno legato indissolubilmente il loro nome al vino e alle banche. Il libro i «I Folonari: un'antica storia di vini e banche» di Emanuela Zanotti (con la prefazione di Giovanni Bazoli, Mursia, 2015), in libreria in questi giorni è il racconto di una dinastia imprenditoriale e di un'impresa vinicola che attraversa due secoli, l'Ottocento e il Novecento. Una famiglia fregiata di ben cinque cavalierati del lavoro, cinque generazioni che hanno lasciato sul territorio un'orma indelebile di attitudine imprenditoriale e il messaggio molto umano di una filosofia vincente del fare impresa. Il volume corredato da un ricco apparato iconografico è, allo stesso tempo, storia di un'impresa famigliare e cronaca economica e sociale di un Paese. Le testimonianze dirette dei Folonari, mescolando ricordi privati alle esperienze lavorative, ricompongono la storia di famiglia attraverso una straordinaria galleria di ritratti.

La storia dei Folonari si intreccia con le grandi vicende del Paese: antiaustriaci nel periodo risorgimentale, in prima linea durante la Grande Guerra e nella crisi del 1929 e protagonisti della rinascita nel secondo Dopoguerra. La ricostruzione parte dal sud, dalla Puglia, dopo lo sbarco degli alleati grazie all'ingegno di Tito Juffmann, gli stabilimenti Folonari producevano la “Lacrima d'oro” liquore preferito dagli americani. Mentre al nord tutte le cantine di Brescia, Cambiano, Pontassieve non erano che un ammasso di macerie, nel 1945 a Barletta Juffmann consegna nelle mani dell'ingegner Nino il ricavato delle vendite della “Lacrima d'oro”, 350 milioni di lire. La grande impresa del vino al nord poté così ripartire grazie al sud.

Negli anni del dopoguerra con il boom economico, con i nuovi stili di vita e di consumo alimentare i Folonari affrontano nuovi sistemi di produzione: «il vostro vino quotidiano» - lo slogan delle prime campagne pubblicitarie - segna nell'Italia del boom economico una trasformazione delle consuetudini in un mercato che era in rapida evoluzione. Perseguendo lo spirito di Italo e di Francesco, che avevano intuito quanto l'affermazione del prodotto partisse dal vigneto, la famiglia continua nello sviluppo del settore agricolo e a poco a poco le proprietà si estendono con l'acquisto di nuovi vigneti e cantine nelle zone del
Chianti. Nel 1974 il fiasco viene sostituito da un'elegante bottiglia “fiorentina”e la stampa statunitense commentò, «another tradition goes». Nel 2000 dopo più di un secolo di lavoro collettivo la famiglia prende la decisione di separarsi e seguire distinti progetti e razionalizzazione delle attività. Ma la sesta generazione, forte dell'attaccamento alla terra sembra ben determinata a riappropriarsi dell'antica tradizione di famiglia. E la saga dei Folonari continua dunque con nuovi protagonisti.

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