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Dylan e Mumford & Sons: la storia del folk sui palchi d'Italia

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musica dal vivo

Dylan e Mumford & Sons: la storia del folk sui palchi d'Italia

L'estate, quando si parla di musica, è tempo di leggende. La prima che quest'anno sfilerà sui palchi italiani è una tra le più grandi di sempre, un vero e proprio pezzo di storia ambulante: la bella stagione dei concerti entra infatti nel vivo con Bob Dylan, alle prese con quattro date nello Stivale.

Si parte da Udine, il 27 giugno, con l'inaugurazione della kermesse «Aria di Friuli Venezia Giulia», si prosegue con Roma e la sempre suggestiva location delle Terme di Caracalla (29 giugno), quindi l'evento clou del Lucca Summer Festival l'1 luglio, con il dio del folk che si alternerà sulla scena con il suo epigono italiano Francesco De Gregori, e il Pala Alpitour di Torino (2 luglio). Il format del «Never Ending Tour» stavolta propone ampi estratti di «Shadows in the Night», ultima fatica discografica nella quale «Sua Bobbità» si è cimentato con dieci classici del Great American Songbook, pezzi pensati per essere eseguiti da un crooner accompagnato da big band che Mr. Zimmerman ha invece riarrangiato tra country e blues, affidandoli al gruppo che di solito lo segue dal vivo.

Non mancheranno tuttavia le escursioni nel suo immortale repertorio, con ripescaggi di peso quali «She Belogns to me» e «Tangled up in Blue» o la imprescindibile «Blowin' in the Wind». Altra leggenda vivente è Jimmy Cliff, padre del reggae ancor prima di Bob Marley, artefice – con la sua prova di attore/cantante nel memorabile film manifesto «The Harder they Come» - dell'esplosione mondiale del genere giamaicano tutto in levare. Tre anni fa, con l'album «Rebirth», è tornato a incidere e adesso toccherà l'Italia, il 28 giugno al Foro Boario di Roma per Eutropia Festival e il 2 luglio alla Rocca Malatestiana di Cesena per la rassegna «A cielo aperto».

Non di sola «storia» vive il cartellone settimanale degli eventi dal vivo, ma anche di intrigante contemporaneità. Vedi alla voce Mumford & Sons, band londinese che con il caratteristico sound indie folk di album quali «Sigh No More» e «Babel» ha conquistato il mondo, per poi rimescolare le carte nell'ultimo «Wilder Mind», non gradito a tutti causa rinuncia del banjo.

Li vedremo all'Arena di Verona il 29 giugno (evento già finito sold out), all'Ippodromo delle Capannelle per il Rock in Roma il 30 giugno e a Pistoia Blues l'1 luglio. Gli appassionati di progressive metal si distribuiranno tra Barletta («Prog in the Castle», 30 giugno) e la Cavea dell'Auditorium Parco della Musica di Roma (1 luglio) per il minitour italiano dei Dream Theater, band americana punto di riferimento per il genere che nel nostro Paese gode di un grandissimo seguito. Se invece amate il progressive classico, la data da segnare in rosso sul calendario è il 26 giugno: torna il Banco del Mutuo Soccorso con un concerto evento al Foro Boario di Roma.

La leggendaria band impostasi negli anni Novanta, dopo la dipartita dell'iconico cantante Francesco Di Giacomo, riparte dal tastierista e compositore Vittorio Nocenzi che ha riunito nel progetto una serie di ospiti di prestigio del calibro di John De Leo, Maurizio Solieri e Arnaldo Vacca. Tra gli eventi festivalieri, si segnala il Festival au Désert che il 2 e il 3 luglio, nell'ex carcere delle Murate, proporrà nomi di culto della musica africana che porteranno con la loro musica un messaggio di pace e riconciliazione tra i popoli. Tra gli altri, Samba Touré, chitarrista di Ali Farka Touré, Ousmane Goro, Arouna Moussa Coulibaly, Cheick Siriman Sissoko e Issa Samake, uniti sotto il nome Malikanw.

Poi c'è il jazz: in primo luogo l'esibizione, domenica 28 giugno al Blue Note di Milano, del grande Lee Koonitz con il suo quartetto che mette insieme Florian Weber (piano), Jeremy Stratton (basso) e George Schuller (batteria). Maestro indiscusso dell'arte dell'improvvisazione ed esponente di punta del cool jazz, questo funambolico altosassofonista ha suonato con mostri sacri del calibro di Lennie Tristano (il suo mentore), Gil Evans, Gerry Mulligan e soprattutto Miles Davis. Sabato 27 giugno alla Solfatara parte in ultimo la sesta edizione del Pozzuoli Jazz Festival, con Daniele Sepe special guest del progetto Kefaya & Slivovitz. Una caratteristica impronta etnica che si mescola a suggestioni europee, indiane, africane e caraibiche.

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