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Da Bach a Purcell, a Urbino i grandi interpreti della musica antica

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la rassegna fino al 28 luglio

Da Bach a Purcell, a Urbino i grandi interpreti della musica antica

“Ragione e stravaganza”. È il suggestivo titolo del percorso musicale proposto da due dei maggiori interpreti italiani della musica antica, il violinista barocco Enrico Gatti e il clavicembalista Rinaldo Alessandrini, ieri sera a Urbino. Un viaggio affascinante fra le musiche di Ortiz, Schmelzer, Geminiani, fino a Bach e Veracini, uno dei concerti più importanti e godibili del tradizionale festival estivo in corso fino al 28 luglio nella città di Raffaello, giunto alla 47esima edizione.

Come pure affascinante si annuncia il concerto di Sara Mingardo, che si svolgerà stasera “in trasferta” nella Chiesa della Santissima Annunziata a Pesaro. La mezzosoprano di fama internazionale, accompagnata al clavicembalo da Giorgio Dal Monte, alternerà brani solistici e brani d’insieme, spaziando da Monteverdi a Strozzi e altri artisti del 600 italiano. Protagonisti del concerto anche alcuni degli allievi impegnati nella sua masterclass. Perché anche quest’anno, oltre alla rassegna di concerti rivolti al pubblico, il Festival si giova della sinergia creativa con gli allievi musicisti de corsi di perfezionamento. E dell’impegno formativo rivolto ai giovani, con i corsi strumentali per i ragazzi dai 6 ai 16 anni.

Le giornate di Urbino hanno richiamato infatti anche stavolta centinaia di musicisti e appassionati da ogni parte del mondo per frequentare corsi di canto, musica, danza medievale, rinascimentale e barocca. Proprio la danza, con “Le Tarantelle del Rimorso” di Pino De Vittorio e Marcello Vitale, aveva aperto sabato scorso il Festival, guidando il pubblico fra tarantelle, serenate, canti d’amore e di lavoro, nenie e stornelli del Sud, in una dimensione quindi vicina alla musica popolare.

Fra i principali appuntamenti in calendario anche quello di venerdì 24 luglio con l’Ensemble Ab Chordis, un complesso italiano che si è formato in seno alle masterclass di Urbino, costituito interamente da giovani musicisti che si sta rapidamente affermando, anche all’estero. Da non perdere anche quello del 25 luglio con Odhecaton, ensemble vocale apprezzato a livello internazionale, con una selezione di autori della polifonia franco-fiamminga (Dufay, Ockeghem, Desprez , Brumel, Obrecht).

Domenica 26 luglio si torna nel meraviglioso Cortile d’Onore di Palazzo Ducale che ospiterà l’Orchestra barocca del Festival Uma, guidata da Alfredo Bernardini. Programma dedicato a Henry Purcell e alle musiche di Rebel, danzate dai docenti di danze storiche Gloria Giordano e Lieven Baert. Di Purcell verranno eseguiti alcuni estratti da The Fairy Queen, Terza delle semi-operas composte per la United Company del Theatre Royal e condannata da alcuni critici come dissacrazione del Sogno di una notte di mezza estate shakespeariano.

Il 27 luglio sarà l’occasione per ascoltare un inconsueto concerto per clarinetto classico e quartetto d’archi: “Il clarinetto d'amore e la teatralità nella musica strumentale: un viaggio nell'opera senza cantanti” con un pezzo forte della letteratura per fiati, il Quintetto in la maggiore K 581 di Mozart. Protagonisti Lorenzo Coppola, uno dei maggiori studiosi del clarinetto, e il suo ensemble spagnolo El teatre instrumental.

Ultima data il 28 luglio, quando l’Ensemble vocale e strumentale della Fima, formato in massima parte da studenti del corso e da giovani professionisti, guidati da Alessandro Quarta, eseguirà il programma Händel a Roma: salmi concertati e mottetti di Händel, Scarlatti, Bencini e altri splendidi inediti che concluderà la programmazione di luglio. Ma non il Festival, perché una novità di questa edizione sarà il concerto finale del 16 agosto, in occasione con la Festa del Duca che si tiene a Urbino proprio dal 14 al 16 agosto. Durante i tre giorni di agosto il centro storico della città torna al tempo del Rinascimento e si anima con mercati storici, danze e spettacoli. Protagonista l’Ensemble Bella Gerit con un programma di musiche ambientate alla corte di Urbino nel Rinascimento, come il fiammingo Leonard Meldert.

Il Festival, sotto la direzione artistica di Marcello Gatti, è organizzato con il sostegno del ministero dei Beni Culturali, della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e promosso dalla Città di Urbino – Assessorato Rivoluzione, Cultura e Agricoltura, Difesa del paesaggio e del Centro guidato da Vittorio Sgarbi. Consueta appendice ai concerti e ai corsi l’esposizione di strumenti antichi che si tiene il 25 e il 26 luglio presso il foyer del Teatro Sanzio.

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