LONDRA - Non é un'esagerazione dire che la grande retrospettiva che la Royal Academy dedica a Ai Weiwei era la mostra più attesa dell'anno. E' la più grande personale dedicata al dissidente cinese, la cui arte é indissolubile dalla sua decennale battaglia contro le autorità cinesi, e la prima mostra che ha potuto seguire personalmente dopo il suo arresto nel 2011. “Non separo mai la mia arte dal suo impatto politico,” ha dichiarato Ai, che è riuscito a riavere il passaporto che gli era stato confiscato quattro anni fa in tempo per presenziare all'inaugurazione della mostra.
Ogni opera d'arte rappresenta una tappa di questa battaglia: una scultura fatta di pezzi di muro e legno intagliato é quello che resta dello studio di Ai, distrutto dalle autorità cinesi. Da una pila di granchi di porcellana in un angolo emerge libero un solitario granchio: il messaggio dell'artista concettuale é chiaro, soprattutto tenendo conto che in cinese He Xie, granchio di fiume, é anche ‘armonia', parola abusata dalla propaganda di regime e che nel linguaggio di internet ora indica ‘censura'.
La sala forse più memorabile é una commemorazione dei cinquemila bambini morti nel terremoto di Sichuan nel 2008: novanta tonnellate di ferro contorto che Ai ha recuperate dai resti delle scuole distrutte e ha pazientemente raddrizzato a mano. Ai aveva avviato una campagna per denunciare le colpe delle autorità per avere fatto costruire scuole con materiali scadenti, e i nomi di tutte le vittime sono scritti sui muri della Royal Academy.
Un'intera sala é dedicata alla ricostruzione della cella in cui Ai é stato rinchiuso dopo il suo arresto nel 2011: sei stanze complete di personaggi come vignette a tre dimensioni che mostrano come ogni momento della vita dell'artista, doccia compresa, fosse osservato da due guardie. Ci sono anche le telecamere che lo inquadravano costantemente, ma scolpite in marmo, quindi al tempo stesso eterne e del tutto inutili.
Ai crea ma anche ricicla: spesso utilizza oggetti del passato inglobandoli nella sua arte. Racconta non solo la sua storia personale ma anche la storia della Cina. Prende dei vasi di terracotta della dinastia Han e li dipinge a colori vivaci, o ci dipinge sopra la scritta Coca-Cola simbolo del consumismo Usa. Degli sgabelli di legno della dinastia Qing sono affastellati per creare una scultura che sembra un diadema. Del legno recuperato da antichi templi distrutti diventa una scultura monumentale, ennesima dimostrazione del grande rispetto di Ai per la storia e le tradizioni artigianali cinesi.
C'è quasi tutta la Cina in questa mostra: il passato e il presente, le glorie delle dinastie Qing e Ming e la crudele meschinità del regime attuale. I riferimenti alla Cina di oggi sono ovunque. Un gigantesco, spettacolare candelabro creato apposta per la grande sala ottagonale della Royal Academy é fatto di biciclette, oggetto presente ovunque nelle strade della Cina. Un cubo di un un metro quadro è fatto con una tonnellata di tè compresso.
La mostra é un inno al potere dell'arte di cambiare la realtà. E non solo in Cina: il giorno dopo l'inagurazione della mostra Ai era a una marcia di solidarietà con i profughi che tentano di rifarsi una vita in Europa.
Ai Weiwei
13 settembre – 13 dicembre 2015
Royal Academy, Londra
www.royalacademy.org.uk
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