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Dossier Ascesa e declino del «miracolo italiano»

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Dossier | N. 19 articoliI 150 anni del Sole 24 Ore

Ascesa e declino del «miracolo italiano»

Il Sole apre gli anni 60 con in prima pagina il grafico degli indici di Borsa.Si celebra così anche il miracolo economico italiano espresso da quotazioni azionarie in crescita del 140% dal 1957 al 1962.Nel 1960 la lira ottiene l' “Oscar” della moneta più solida (certificato dal Financial Times),il cambio lira-dollaro viene stabilizzato e fissato a 625 con l'inflazione riportata sotto controllo e le finanze pubbliche risanate. Il decennio segnerà poi la transizione dal boom degli anni 50 alla crisi degli anni 70. Le principali scansioni di economia reale del decennio si possono così riassumere.

Nel 1963 arriva al culmine il forte ammodernamento dell'industria ,con grande trasferimento di popolazione da sud a nord e fuori dall'agricoltura ,con aumento di consumi ed esportazioni. L'Italia da Paese arretrato e distrutto dalla guerra è diventata un Paese industrializzato con vari record raggiunti in quell'anno, tra cui un tasso di accumulazione del 25% del Pil,una occupazione industriale al 40% del totale,un “triangolo industriale” ormai in piena occupazione,aree del centro e del nord–est dove nascono nuovi processi di industrializzazione. Il culmine ha però già varie “crepe” per fattori connessi alla tumultuosità del boom ed a fattori sociali e politici. Il processo di accumulazione industriale entra in crisi per una ondata di scioperi che iniziano già nei primi anni del decennio con rivendicazioni salariali fino ad allora impossibili per una grande offerta di forza lavoro proveniente dal sud (800mila all'anno sul 1960-63) e dall'agricoltura che aveva garantito una crescita della produttività sempre superiore a quella del salari. Nel periodo 1961-65 il costo del lavoro cresce del 13% all'anno, mentre rallenta l'aumento della produttività. Ne seguono tensioni inflazionistiche.

La Banca d'Italia (Carli governatore per tutto il decennio)e il Tesoro(Colombo Ministro dal 1963 al 1970 e oltre)attuano una politica di restrizione per bloccare l'inflazione da costo, mentre le relazioni industriali migliorano.Entro il 1966 la situazione si normalizza anche se cala l'occupazione ed incomincia a sgranarsi il divario tra le industrie competitive all'estero e quelle difensive. La crescita del Pil nel periodo 1966-1970 si mantiene tuttavia forte con un tasso medio annuo intorno al 6%, anche se un contesto finanziario internazionale e uno politico interno determinano una eccezionale fuga di capitali. Ma la transizione è iniziata da prima e la politica economica con la creazione del Comitato nazionale per la programmazione economica nel 1962 (auspice soprattutto La Malfa) ha puntato ad un intervento pubblico per correggere gli squilibri non emendati dalla crescita sostenuta. Tra le politiche spicca quella meridionalistica per ridurre il divario Nord-Sud con l'impresa pubblica(auspice principale Saraceno)e l'industrializzazione potenziata con varie leggi.

La nazionalizzazione dell'industria elettrica nel 1962 e la creazione dell'Enel sono un altro grande capitolo industriale. Si apre infatti un rimescolamento nell'industria italiana legato all'impiego degli indennizzi. Spicca come conseguenza anche la nascita di Montedison nel 1966 sotto la regia di Mediobanca(dominus Cuccia). Emblematico della transizione nel settore industriale privato è il passaggio nel 1966 delle consegne da Valletta a Agnelli e il successivo ridisegno del Gruppo Fiat.Importante nel 1967 e 1968 la ristrutturazione del gruppo Iri e quello nell'industria degli elettrodomestici. Prosegue l'investimento in autostrade e ammodernamento ferroviario. In tutto il decennio continua l'integrazione italiana nella Comunità economica europea con riferimento alla quale nel 1968 vengono eliminate le ultime protezioni doganali interne.

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