Cultura

«Laudato Si’» torna in versi

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Papa Francesco e l’ambiente

«Laudato Si’» torna in versi

Giotto. «La Predica agli uccelli» ( particolare), 1295-1299, Assisi, Basilica Superiore  di S. Francesco
Giotto. «La Predica agli uccelli» ( particolare), 1295-1299, Assisi, Basilica Superiore di S. Francesco

Sono davvero molte le suggestioni che il FAI (Fondo Ambiente Italiano)- nell’espletare la sua missione - ha ritrovato nelle parole della enciclica di papa Franesco «Laudato Si’». In particolare quando il pontefice ricorda che insieme al «patrimonio naturale» c’è anche un «patrimonio storico, artistico e culturale ugualmente minacciato», e ancora di più quando non dimentica la «varietà di associazioni che intervengono a favore del bene comune per proteggere, risanare, migliorare o abbellire qualcosa che è di tutti». Papa Francesco introduce nel suo discorso ecumenico parole cruciali per il tempo che stiamo attraversando: su tutto, la salvaguardia della bellezza come simbolo di una sana relazione con il «creato».

Dunque il Fai - spinto da queste parole - ha volto verificare quali reazioni l’enciclica papale avesse suscitato non solo tra i vertici dell’associazione ma anche tra una significativa rappresentanza di intellettuali italiani e stranieri. Sono così giunti al Fai, assieme agli scritti di Andrea Carandini (presidente del Fai) e Giulia Maria Crespi (presidente onorario del Fai), i testi di Marco Vitale, Lucetta Scaraffia, Gad Lerner, Giancarlo Bosetti, Salvatore Veca, Michele Salvati, Michelangelo Pistoletto e Wim Wenders.  Dalla raccolta di questi interventi è nato un libro a cura di Pasquale Chessa dal titolo «Laudato Si’. Conversazioni sull’enciclica di Papa Francesco 2015/2016» (edizioni Fai, Fondo Ambiente italiano, Milano, pagg. 126, € 12). Tra i testi pervenuti, il più singolare è stato quello del regista Wim Wenders, che lo ha scritto in forma di poemetto. Qui lo proponiamo nella traduzione di Barbara Venturi per gentile concessione del Fai.

Mentre leggo l’enciclica Laudato Si’/ sono pienamente consapevole/ che si tratta di uno dei documenti più importanti/ di questo XXI secolo ancora giovane,/ sia a causa del suo autore, Papa Francesco,/ sia per il tema: l’insopportabile sofferenza del pianeta./ Mi coinvolge nel profondo, tanto che non riesco a interrompere la lettura./ E poi mi rendo conto che ciò che mi colpisce,/ ciò che mi tocca di più in questo testo è il tono!/ Il modo in cui penetra con dolcezza nella mia mente trascinandomi pian piano...

Non è come leggere un testo teorico o pedagogico,/ somiglia molto più a una lettera personale,/ che mi è stata indirizzata da un amico intimo (e molto competente)./

Vado avanti a leggere/ e riesco quasi a sentire la voce pacata dell’autore,/ una voce che non ha niente di pedante, lontanissima dal tono di chi tiene una conferenza,/ piuttosto la voce di qualcuno che parla come se stesse pensando a voce alta,/ la voce gentile di chi vuol condividere con me i suoi pensieri./ Continuo a dimenticare/ che è il Papa a parlare (o meglio a scrivere)...

A volte l’autore scende su un terreno familiare,/ senza mai pretendere di sapere più di quello che già sappiamo,/ ma lo fa con tale passione e convinzione/ che il semplice flusso dei pensieri,/ la complessità e la determinazione del ragionamento/ sono trascinanti e ci uniscono in un’unica convinzione:/ ora o mai più!/ Il danno arrecato alla Terra è un danno fatto a noi stessi./ È a noi stessi che stiamo facendo del male, nel lungo periodo./ (E anche nel breve).

Sì, è il tono del messaggio/ a renderlo così potente e convincente,/ ben al di là di qualsiasi saggio o tesi sull’argomento. / Non è che quando finisci di leggere l’enciclica,/ ne saprai necessariamente più di prima./ Non è un testo ricco di nuovi dati e intuizioni sorprendenti,/ eppure, da quella lettura / esci arricchito e in realtà sai di più./ Con molte cose di cui prima eri consapevole/ ora hai un rapporto diverso:/ d’ora in poi apparterranno alla tua vita/ in senso profondamente esistenziale.

Sei più convinto che mai,/ perché l’anima stessa ha inteso/ che proteggere il pianeta è una delle questioni più scottanti del nostro tempo. / Spesso le questioni ambientali/ che in certi momenti ci appaiono importantissime e urgenti,/ vengono relegate in secondo piano/ dalla routine e dalle emergenze della quotidianità./ Questa volta è diverso.

Papa Francesco ha soprattutto messo una cosa/ in chiaro

a voi, a noi, a me: /la sofferenza dei poveri non può essere disgiunta / e considerata una questione separata/ dalla sofferenza del pianeta./ Le due cose si appartengono e devono essere risolte insieme!/ Invece generalmente sono considerate questioni separate./ Le organizzazioni che le combattono sono impegnate sull’uno o sull’altro fronte./ Non così Papa Francesco e la fede che rappresenta.

Quindi non è solo il tono di questo libro/ a porlo al di sopra di qualsiasi messaggio politico./ È anche la fonte da cui proviene./ Il titolo stesso, Laudato Si’,/ ci ricorda il motivo per cui Jorge Mario Bergoglio/ ha scelto il nome di san Francesco e perché scrive tutto questo/ rivolgendosi a noi come «Francesco».

Nella lunga storia tra l’umanità e la natura/ quest’uomo, questo santo, con la sua vita e le sue convinzioni/ occupa indiscutibilmente una pagina a sé./ È stato il primo a identificare la propria vita/ con quella di ogni altro essere vivente sul pianeta,/ e la sua compassione per i poveri non conosceva limiti.

Questa enciclica è scritta nel suo spirito/ da un altro uomo di Dio pieno di amore e compassione e saggezza,/ che ha assunto il nome di Francesco come un segno,/ un’indicazione della sua missione:/ la riconciliazione della fede cristiana/ con la realtà contemporanea e le sue questioni più scottanti:/ da un lato la lotta alla povertà,/ dall’altro quella contro l’abuso dei preziosi tesori del pianeta:/ la sua acqua, la sua aria, le sue piante, i suoi animali, le sue risorse.

I nostri principi cristiani,/ (non c’è certo bisogno di insistere su questo punto,/ è talmente ovvio ed evidente)/ non sono solo compatibili, ma identici/ con la compassione per i poveri e per il pianeta! / Siamo i custodi dei nostri fratelli / e abbiamo il compito di aver cura,/ della natura, degli animali e della vita sulla Terra, non di sfruttarli.

Per una volta, in questa Enciclica,/ la fede non è qualcosa che porta i cristiani / a trascendere in qualche modo il mondo e lasciarselo alle spalle, / ma qualcosa che conduce dritto nel mondo, / spingendo ad abbracciarlo e a difenderlo. / E per una volta,/ sei impaziente di condividere un testo di chiesa con persone/ che non sono credenti/ o che pregano un altro Dio./ Dopotutto viviamo sullo stesso pianeta,/ siamo fratelli gli uni agli altri,/ e sì, anche i diversi nomi di Dio,/ nello spirito di compassione e di amore che emana da questo testo,/ non possono che essere un ulteriore motivo per rispettare l’altro/ e aver cura di ciò che è stato in dono a tutti noi:/ il pianeta Terra.

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