Cultura

Riccardo Romagnoli

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il diciottesimo compleanno

Riccardo Romagnoli

Riccardo Romagnoli è nato a Firenze e vive a Milano.

Ama narrare in un linguaggio ipnotico e nervoso, disincantato e perverso.

Ha esordito nel 2012 col romanzo Il diciottesimo compleanno (Transeuropa Edizioni).

Il feuilleton, dal titolo Il Noi di Me, è stato pubblicato a puntate, nel 2014, su www.flanerì.com.

Sempre nel 2014 Morellini editore ha pubblicato Milano d'autore (per il quale è stato scritto il racconto Il 39 di Via Marco Aurelio).

Nel 2015 è stato pubblicato Post Coitum – Giornate fiorentine (Morelini editore): antologia di racconti con prefazione di Vanni Santoni.

HANNO SCRITTO

Mangialibri

Mauro Maraschi

Il diciottesimo compleanno è una trappola. Perché inquieta, ma non permette di essere chiuso. Il lessico ricercato, la consona artificiosità dei dialoghi, ma soprattutto il registro ostinatamente lirico, tutto questo respinge e attrae. […]

Romagnoli esordisce con un testo snello e furente, apodittico senza essere logico, certamente coraggioso, nel quale lo stile è l'elemento più ammaliante.

Esercizi di scrittura crudele

Silvia Costantino

Parlare di scrittura “onirica”, “sperimentale”, “barocca” tradirebbe il libro (e i miei gusti personali), per quanto tratti di tutte e tre le cose siano realmente presenti. Romagnoli utilizza un lessico ruvido, ma mai avaro, ricco anzi di metafore e similitudini che, se non fossero sempre perfettamente legate all'andamento del discorso, risulterebbero stucchevoli – e così non è. Il ritmo del romanzo non perde un battito, nella sua continua alternanza tra sistole e diastole, contratture del presente e aperture nel passato[…]

In questo senso si deve parlare di linguaggio ruvido ma ricco, per la capacità di esplorare senza timore degli eccessi gli aspetti più brutali e quelli più banali della realtà.

Le scritture che traboccano

Giorgio Vasta

È un libro notevole, uno di quei libri che testimoniano la rinascita della narrativa italiana.[…]

In questo libro ogni frase è un animale famelico, pauroso e rabbioso, qualcosa che divorando (e divorandosi) trasmuta da una a un'altra possibilità di esistenza.

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