Cultura

Non posseggo nemmeno una Divina Commedia

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lettera inedita

Non posseggo nemmeno una Divina Commedia

3 settembre 1954
Caro Valgimigli,
ti ringrazio molto del tuo ricordo e dell'invito a tenere una lectura Dantis; ma purtroppo, a me che non provengo dall'insegnamento, queste cose riescono difficilissime. Per dirti tutto, figurati che non posseggo nemmeno una Divina Commedia, e fin qui poco male, si potrebbe rimediare; ma che non ho in testa quel tanto d'impressioni, osservazioni, opinioni personali che mi permettano – in qualche singolo canto di Dante – di far qualcosa di diverso da altri lettori e commentatori. Certo, se mi rimettessi a legger Dante, tenendo d'occhio i vari commenti e le letture da altri fatte, e stampate, a Firenze (ce ne devono esser molte) un Dante, o almeno un episodio di Dante, tagliato a modo mio verrebbe fuori, buono o cattivo non so. Ma chi me ne dà il tempo, con la vita che faccio? Tempo non ne ho, passo parte della giornata e della notte in redazione; libri non ne posseggo perché molti li ho perduti in seguito a un bombardamento e la mia casa è così piccola che non contiene che me e i pochi documenti necessari al mio mestiere (p.es. il passaporto). (Circa metà del mio stipendio se ne va per pagar l'affitto; prima ho passato tre anni all'albergo). In tali condizioni non mi è permessa che quella poca collaborazione saltuaria, improvvisata, quasi isterica che riesco a dar al Corriere per obbligo di contratto. Faccio miracoli, credilo. E dire che molti mi credono un uomo già sistemato!!!!
Scrivimi che mi comprendi e ricevi un affettuoso ab braccio dal tuo

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