Il Sole 24 Ore
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Expo, autostrade senza fondi

Marco Morino



MILANO
È molto improbabile che le grandi opere viabilistiche del Nord, come l'autostrada Pedemontana lombarda (Bergamo-Malpensa) e la nuova tangenziale esterna di Milano (Tem), siano disponibili per il 2015, la data simbolo dell'Expo di Milano. Il problema è di natura finanziaria: per completare le due opere servono circa 5,2 miliardi. Una cifra enorme che, in assenza di risorse pubbliche, andrà reperita sul mercato dei capitali, attraverso il project financing. Tuttavia la profondità della crisi che stiamo attraversando e la complessità dell'operazione finanziaria non lasciano spazio all'ottimismo.
È un allarme forte quello che Giuliano Asperti, vicepresidente di Assolombarda con delega alle Infrastrutture, lancerà dal palco della Mobility conference, la conferenza annuale su trasporti e infrastrutture che Assolombarda e Camera di commercio di Milano ospiteranno il 6-7 febbraio 2012. Tra i relatori ci saranno anche Corrado Passera, ministro dello Sviluppo ed Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria. Asperti anticipa al Sole 24 Ore alcuni temi che svolgerà nella relazione introduttiva della Mobility conference, giunta quest'anno alla decima edizione.
La crisi finanziaria degli ultimi tre anni – riflette Asperti – e le evidenti difficoltà di oggi a reperire le risorse non bastano a spiegare i ritardi: «La crisi – afferma il vicepresidente di Assolombarda – amplifica il rammarico per non avere fatto più in fretta e prima e adesso ci pone il problema di uno scatto finale aggiuntivo, ma essa sta solamente dilatando problemi di altra provenienza. Problemi ai quali sono chiamate a rispondere le classi dirigenti del Nord». Poi l'affondo: «Molte incertezze finanziarie attuali delle opere lombarde – dice Asperti – sono figlie di sottovalutazioni di percorso e di non piena consapevolezza finanziaria».
In cerca di fondi
Vediamo alcune cifre. Se guardiamo alle tre grandi autostrade dell'area milanese, Brebemi, Pedemontana e Tangenziale est esterna, mancano all'appello circa sette miliardi, da reperire sui mercati finanziari. Brebemi (1,9 miliardi) è l'opera più vicina al closing finanziario, che tuttavia continua a slittare. Pedemontana lombarda, a fronte di un costo che con gli oneri finanziari raggiunge i cinque miliardi, ha risorse disponibili pari a 1,445 miliardi, mentre deve reperire sui mercati finanziari 3,6 miliardi di euro. Per il 2015, l'anno dell'Expo, sarà pronta solo la tratta da Cassano Magnano a Lomazzo, mentre le tratte rimanenti, le più impegnative sul piano esecutivo, si attueranno con le risorse che dovranno reperirsi sui mercati finanziari. La Tem presenta un investimento complessivo di 1,7 miliardi; le risorse attualmente disponibili sono pari a 100 milioni mentre dovranno essere reperiti sui mercati finanziari 1,6 miliardi di euro. Si tratta di cifre enormi.
«Il Governo – continua Asperti – con il decreto crescItalia ha fatto la sua parte migliorando la codificazione per il ricorso ai project bond, cioè i prestiti obbligazionari per il finanziamento dei progetti, con l'obiettivo di aiutare i promotori dei singoli progetti infrastrutturali ad attrarre fianziamenti obbligazionari privati di lunga durata. Il problema – spiega Asperti – è che i promotori potranno emettere i project bond solo se, alle loro spalle, ci saranno dei project financing, cioè l'architettura finanziaria complessiva di sostegno all'opera, molto rigorosi».
«Il project financing – nota Asperti – non è l'albero di Natale cui appendere ogni desiderio pensando possa essere esaudito. Esso è figlio di una cultura anglosassone: non permette superficialità. È come il gioco dell'oca. Se non rispetti ogni tappa con diligenza, arrivi quasi alla fine e devi ritornare al punto di partenza. Non perdona nulla. Se non è tutto perfetto non trovi il finanziamento. Progetti sani ed essenziali, una gestione trasparente, da affidarsi a mentalità manageriali e imprenditoriale, autonome rispetto alla politica. Questo è quanto si richiede. Non sempre avviene questo». A conferma delle difficoltà e dell'incertezza del momento c'è anche la lentezza con la quale stanno procedendo le operazioni di aumento di capitale, già deliberate, di Brebemi, Pedemontana e Tem.
Il caso Serravalle
Parole decise, quelle di Asperti, che non mancheranno di animare il dibattito. Asperti però è consapevole che il momento richiede coraggio e assunzione, da parte di tutti, delle proprie responsabilità. Prendiamo per esempio il caso della Serravalle, società controllata dalla Provincia di Milano che è fondamentale per Pedemontana e Tem, in quanto detiene il 68% della prima e il 37% della seconda. Nel 2012/2013 Serravalle dovrebbe probabilmente impegnarsi ad investire nelle due autostrade circa altri 500/600 milioni, una cifra insostenibile con i soli flussi finanziari caratteristici della società. «Pare inevitabile – sostiene Asperti – che Serravalle, cuore del sistema, di fronte a tale fabbisogno o rafforza i muscoli patrimoniali o deve cedere una parte del carico. Tanto il Comune di Milano, ed ancor più la Provincia sono a un bivio. La tendenza, senza ansia, dovrebbe essere di riportare gli enti locali entro i loro confini e compiti: ne guadagnerà la spesa pubblica, la trasparenza e l'efficienza». In effetti più volte negli ultimi tempi il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, ha confermato l'intenzione dell'ente di scendere sotto il 51% nella Serravalle. «Finire ora in stallo sarebbe imperdonabile», conclude Asperti.
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MCE 2012


Il programma
Giuliano Asperti (foto), vice presidente di Assolombarda con delega alle infrastrutture, svolgerà la relazione introduttiva alla Mobility Conference (Mce), il convegno su infrastrutture, mobilità e trasporti che Assolombarda e Camera di commercio ospiteranno, a Milano, il 6-7 febbraio 2012
Al convegno di apertura (lunedì 6 febbraio in Assolombarda, via Pantano 9, dalle ore 10) interverranno, tra gli altri, Corrado Passera, Emma Marcegaglia, Giuseppe Guzzetti, Franco Bassanini, Antonio Tajani
La Mce è giunta alla decima edizione. L'evento rappresenta l'occasione per fare un bilancio di quello che è stato realizzato nel decennio appena trascorso e di quello che resta
ancora da fare