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Finanza e Mercati In primo piano

«Ittierre ha il potenziale per risollevarsi e crescere»

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Questo articolo è stato pubblicato il 18 settembre 2010 alle ore 08:02.


«Da più di un anno stiamo studiando il dossier di Ittierre e abbiamo deciso di presentare un'offerta per rilevare la società perché abbiamo visto un potenziale di crescita. Da parte nostra possiamo offrire alla società forza finanziaria, capacità commerciale e possibilità di intervenire nella struttura e marketing del prodotto». Paolo De Spirt, managing partner del Gruppo Borletti, illustra al Sole 24 Ore l'offerta presentata ai commissari straordinari di It Holding (Stanislao Chimenti, Roberto Spada e Andrea Ciccoli) per rilevare Ittierre. Alla scadenza di giovedì scorso il Gruppo Borletti ha presentato la propria proposta agli advisor di It Holding in cordata con i boldholder (fra gli altri Ing, Pioneer Investments e Goldman Sachs) e il fondo di private equity Antares di Stefano Romiti. «Ittierre - prosegue il managing partner del Gruppo Borletti - ha sempre dimostrato di essere molto efficace nel tradurre l'input degli stilisti nello sviluppo delle seconde linee con ottimi tempi di consegna. Questo know how di Ittierre è fondamentale nel mondo della moda». E lo sa bene De Spirt, che tra il 2003 e il 2006 è stato presidente e amministratore di Ungaro e in precedenza direttore business development del Gruppo Ferragamo e ha avuto modo di studiare Ittierre come possibile licenziatario.
Ittierre è arrivata alla cessione, per cui è in corsa anche il gruppo Albisetti, dopo un anno e mezzo di amministrazione straordinaria: «La procedura, per sua natura, ha portato un deterioramento delle attività: la società è passata da un fatturato di 500 milioni di euro agli attuali 200 milioni. I commissari e il management hanno fatto i salti mortali per ottenere i risultati e non solo hanno mantenuto le licenze ma sono riusciti ad ottenere una nuova licenza con Ermanno Scervino» spiega De Spirt, aggiungendo poi: «ora, però, è necessario riportare equilibrio nella società dando stabilità ai marchi attualmente in portafoglio e creando nuove opportunità in aree di mercato non ancora presidiate». E proprio per guardare a nuovi mercati la cordata ha in progetto, nel caso si aggiudicasse la gara, di rafforzare l'attuale management con nuove figure e con il supporto oltre che di De Spirt e di Maurizio Borletti anche di Jean Marc Loubier, una carriera nella moda con esperienza da vice presidente esecutivo in Louis Vuitton, nella controllata Celine e poi come amministratore delegato di Escada. Inoltre il Gruppo Borletti metterebbe a disposizione di Ittierre la rete di contatti con catene di grandi magazzini internazionali: De Spirt è infatti membro del cda di Printemps, mentre Maurizio Borletti è nel cda di Rinascente in virtù in entrambi i casi delle partecipazioni detenute dal Gruppo Borletti nei due gruppi. Industrialmente il piano prevede, poi, che nel settore accessori la società stringa una partnership con un operatore specializzato nella pelletteria.

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Tags Correlati: Albisetti | Andrea Ciccoli | Dati di bilancio | Ermanno Scervino | Escada | Gruppo Borletti | Highstreet | Jean Marc Loubier | Louis Vuitton | Maurizio Borletti | Paolo De Spirt | Roberto Spada | Salvatore Ferragamo | Stanislao Chimenti | Ungaro

 

Dal punto di vista finanziario, invece, l'offerta presentata per rilevare Ittierre, secondo indiscrezioni non confermate dagli interessati, metterebbe sul piatto 70 milioni di obbligazioni della società oltre a 12 milioni in contanti. Dopo l'acquisizione la società avrebbe circa 70 milioni di capacità finanziaria e altri 30 di attivo. Il managing partner del Gruppo Borletti si limita a dire: «la società ha bisogno di risorse importanti e di circolante è per questo che ci siamo associati con primarie istituzioni finanziarie che potranno supportare la crescita».
Sul fronte sindacale, invece, De Spirt ci tiene a precisare che l'offerta prevede il mantenimento degli attuali livelli occupazionali di circa 500 dipendenti (esclusi quindi quelli attualmente in cassa integrazione) più i dipendenti esteri della società: «il nostro piano industriale stima una crescita del fatturato del 10% l'anno nel prossimo triennio per arrivare fra cinque anni a 300 milioni di euro. In quest'ottica potremmo anche aumentare i livelli occupazionali nel futuro e dal momento che non abbiamo alcuna intenzione di spostarci da Isernia potremmo prendere in considerazione di riassumere persone che hanno il know how a noi necessario per lo sviluppo»
© RIPRODUZIONE RISERVATA
LA CORDATA

Il Gruppo Borletti
Negli ultimi 4 anni ha preso parte all'acquisizione di Rinascente (2005), a quella dei grandi magazzini francesi Printemps (2006) e nel 2008 era nel consorzio Highstreet che ha comprato gli immobili della tedesca Karstadt.
I bondholder
Detengono circa 70 milioni di obbligazioni Ittierre e fra gli altri comprendono Ing, Goldman Sachs e Pioneer
Antares Capital
Fondo di private equity fondato da Stefano Romiti

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