Il Sole 24 Ore
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Solo lo stato parte civile al processo tlc

Monica D'Ascenzo



Telecom Italia Sparkle, Fastweb e Swisscom non saranno parte civile nel processo sul riciclaggio internazionale in cui sono imputate 27 persone, tra le altre Silvio Scaglia e Stefano Mazzitelli, oltre a ex dirigenti e funzionari d'azienda, liberi professionisti e imprenditori. L'istanza, presentata dai legali delle aziende nell'udienza del 23 novembre scorso, è stata rigettata ieri dai giudici della I sezione penale del tribunale di Roma, che al contrario ha ammesso le richieste di costituirsi parte civile della presidenza del Consiglio, dei ministeri degli Interni e dell'Economia, oltre che del comando generale della guardia di finanza e dell'agenzia delle entrate.
«Ove si riconoscesse la legitimatio ad causam in capo alle suddette società, si ammetterebbe l'azionabilità della pretesa risarcitoria nei confronti dei soggetti, in primis, abilitati ad agire in nome e per conto dell'ente, ma che in ultima analisi hanno posto la loro condotta non solo nell'interesse o a vantaggio degli enti medesimi, bensì nello specifico addirittura in concorso: risultato, quest'ultimo inaccettabile sotto ogni principio logico, giuridico e sostanziale» scrivono i giudici del tribunale di Roma nell'ordinanza di cinque pagine. «L'ordinanza, letta in aula del presidente Giuseppe Mezzofiore, ribadisce che le aziende sono potenzialmente concorrenti in alcune contestazioni per gli imputati. Ritengo questa valutazione uno sproposito, ma va incontro a la recente giurisprudenza in tal senso» ha commentato l'avvocato Gian Domenico Caiazza, legale di Fastweb. Di contro ha espresso soddisfazione la difesa di Silvio Scaglia, rappresentata da Antonio Fiorella e Pier Maria Corso, «perché il tribunale di Roma ha condiviso le richieste avanzate».
Le tre società, quindi non avranno un ruolo in questo procedimento e non saranno legittimate a chiedere i danni agli imputati. Nell'udienza di ieri, poi, altri legali della difesa hanno presentato eccezioni per la violazione del diritto di difesa dal momento che una parte consistente della documentazione oltre a supporti, anche elettronici, non sono stati messi a disposizione della difesa o non erano concretamente utilizzabili, non consentendo quindi un'organizzazione completa della difesa. «Il senso dell'eccezione presentata è soltanto quello di garantire finalmente una completa conoscenza dei fatti senza la selezione degli elementi probatori che è stata finora operata dagli organi della pubblica accusa, perché siamo certi che questo potrà far emergere l'innocenza di Roberto Contin manager di Fastweb» commenta l'avvocato Gildo Ursini. Inoltre alcuni legali della difesa hanno sollevato l'eccezione di nullità del decreto di rinvio a giudizio immediato. Il prossimo appuntamento, ora, è previsto per il 21 dicembre, quando le difese termineranno di presentare le loro eccezioni. Successivamente poi è prevista la prima udienza del 2011 l'11 gennaio e in quell'occasione probabilmente si terrà la camera di consiglio del tribunale che deciderà sulle eccezioni presentate dalle difese.
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