Il Sole 24 Ore
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10 gennaio 2012

«Eurobond e riforme»: Goldman Sachs detta le condizioni (anche a Berlino) per la sopravvivenza dell'euro


Dopo aver disegnato, in novembre, gli scenari per il dopo Berlusconi, (il presidente del Consiglio si dimise quattro giorni dopo lasciando semaforo verde all'avverarsi della profezia) Goldman Sachs prova a fare previsioni sull'eurozona. Tutto sommato incoraggianti: nonostante una fase di recessione generalizzata nel primo semestre del 2012, caratterizzata anche da tensioni dei mercati finanziari ancora più accentuate, «lo scenario di base per il 2013 è che l'Eurozona vi arriverà intatta e avendo adottato misure importanti per stabilizzare i mercati e l'economia». È quanto scrivono oggi gli analisti della banca d'affari nel rapporto settimanale alla clientela sulle prospettive europee.

«Perché si realizzi questo scenario relativamente benigno tuttavia - avvertono gli analisti di Goldman Sachs - occorre che vengano prese delle decisioni politiche cruciale e controverse nel corso dei prossimi mesi:
1) la Germania deve essere pronta a sottoscrivere una mutualizzazione del debito a livello di eurozona (quindi gli Eurobond);
2) la Francia deve essere disposta a cedere una maggiore parte della propria sovranità fiscale alle entità sovranazionali;
3) Italia e Spagna devono attuare in maniera credibile i loro programmi di riforma annunciati sino a ora;
4) devono essere adottate misure per evitare default unilaterali o disordinati anche da parte dei più piccoli Paesi periferici.
Se queste decisioni non verranno prese - spiega Goldman - allora il nostro scenario di base sarà a rischio».

Riguardo alle riforme, Goldman Sachs rileva come se «attuati in maniera efficace, questi programmi promettono di stabilizzare Italia e Spagna sebbene solo nel medio termine». Annunciare programmi ambiziosi di riforma, osserva tuttavia la banca americana, non è mai stato un problema e semmai in passato le mancanze sono presto emerse in fase di attuazione.

«In Italia vi è ora un Governo tecnocratico che è guidato da professionisti altamente qualificati e tenuti in massima stima e considerazione dai colleghi europei. E in Spagna è stato appena eletto un nuovo Governo sulla base di un programma elettorale che aveva abbracciato il programma di aggiustamento dei conti richiesto dalla Ue e già introdotto dall'esecutivo precedente. Questi due Governi ora devono mantenere fede alla promesse. Non possiamo attenderci nuove sorprese sotto forma di nuove sostanziali misure in aggiunta quelle già annunciate sino a ora (sebbene sarebbero benvenute). Ma è sfortunatamente alquanto plausibile che i mercati rimarranno delusi se si materializzeranno rischi di una implementazione insufficiente».

Goldman vede in particolare due rischi. Il primo è che i Governi non riescano a ottenere dai rispettivi parlamenti l'approvazione necessaria per varare parti importanti dei programmi di riforma visto che molti hanno interesse a difendere lo status quo. Il secondo è che il sostegno parlamentare venga meno al Governo qualora questo dovesse risentire sul fronte della popolarità causa le misure di austerità varate sino a ora. «La minaccia che queste dinamiche politiche portino l'Italia o la Spagna a deviare dal loro cammino annunciato di riforme - conclude Goldman - rappresenta l'elemento centrale da monitorare sotto questo aspetto».


10 gennaio 2012