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Questo articolo è stato pubblicato il 29 luglio 2013 alle ore 06:45.

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«Noi continuiamo a essere costruttivi sull'azionario, che preferiamo all'obbligazionario», dice Ilaria Fornari, responsabile ufficio studi e strategie di Euromobiliare asset management Sgr. «In linea generale – continua – siamo più favorevoli all'equity europeo, che sovrappesiamo, rispetto a quello americano sul quale abbiamo una posizione di neutralità».
Qual è la sua opinione sull'andamento dei mercati a 3-6 mesi, anche alla luce delle prospettive macro?
Non mi aspetto uno scenario inflazionistico, giusto per togliere di mezzo una delle paure che ricorrono sui mercati, piuttosto bisognerà ripensare agli utili futuri attesi per le aziende quotate. Gli States faticano a tenere una crescita dell'1,5-2% annuo, questo potrebbe avere conseguenze non da poco sui profitti. E condizionare pesantemente i listini.
Anche gli emergenti, che negli ultimi tempi hanno rappresentato una bella spinta per i mercati, non sembrano ora particolarmente brillanti...
Già. Le loro stime di crescita vengono riviste al ribasso da un anno e mezzo e questo non può non avere conseguenze. Ragionando sulle obbligazioni, oggi per noi sono più rischiose quelle emergenti di quelle americane. Mentre, per quanto riguarda l'azionario emerging, è andato generalmente male, prima di tutto per il rallentamento della crescita interna cinese e dei Bric.
E fra Stati Uniti ed Europa, cosa è meglio?
L'Europa, come dicevo prima. Anche perché noi probabilmente siamo verso la fine della fase recessiva e la Bce sembra comunque pronta a intervenire se necessario, mentre negli Usa – anche se meglio messi dal punto di vista macro – l'avvio di una riduzione del quantitative easing è oggettivamente sempre più vicina.
Se ragioniamo concretamente sulla costruzione di un portafoglio di investimento, cosa potete suggerire oggi a chi è disposto ad assumere un po' di rischio?
Direi che un investitore con questo profilo al momento può mettere il 30-40% del capitale in azioni, ma con l'accortezza di essere flessibile, cioè saper cambiare allocazione, su un orizzonte di 6-12 mesi. Per noi adesso è meglio l'azionario delle obbligazioni e sono meglio i bond a scadenza corta rispetto al credito. Infine, per quanto riguarda l'azionario giapponese, che fino a poche settimane fa ha fatto un'ottima performance, adesso abbiamo una posizione neutrale. Però, se regge il circolo virtuoso innescato dal nuovo Governo, la Borsa di Tokio può crescere ancora.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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