Il Sole 24 Ore
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Oi-Portugal, parte l'offensiva in Brasile

A.Ol.


Il "campione nazionale" delle tlc brasiliane, Oi, e Portugal Telecom che è già il suo maggiore azionista hanno annunciato le nozze. Una fusione che creerà un nuovo gruppo dal valore di 5,6 miliardi di euro, con 12,5 miliardi di euro di ricavi combinati e 100 milioni di clienti. Il quartier generale sarà a Rio de Janeiro e il gruppo sarà guidato dall'ex ceo dell'incumbent lusitano, Zeinal Bava, già a capo di Oi da giugno.
È la storia brasiliana che si ripete in versione tlc. Invasa la patria dalle truppe di Napoleone, la Corte di Lisbona si trasferì nella ricca colonia e qualche anno dopo a siglare l'indipendenza del Brasile, proclamandosene imperatore, fu proprio il re in trasferta, Joao VI. Portugal Telecom era partner paritetico di Telefonica nel primo operatore mobile del Brasile, Vivo. Nel 2010, accettò l'offerta – finanziariamente molto allettante – degli spagnoli per la propria quota in Vivo, reinvestendo parte del ricavato per rilevare una quota del 25% di Oi nel marzo del 2011.
Notoriamente ben gestita, Portugal Telecom corona oggi con la fusione il sogno di diventare primattore nel più ricco mercato brasiliano. L'operazione prevede un aumento di capitale in contanti da parte di Oi per un minimo di 2,3 miliardi di euro, mentre dall'integrazione tra le due compagnie sono stimati risparmi di costi per circa 1,8 miliardi di euro. Con questo il nuovo gruppo supererà la condizione finanziariamente stressata di partenza e potrà candidarsi a partecipare da protagonista al consolidamento del mercato brasiliano. Già i giornali locali indicano la prossima preda: Tim Brasil, che viene ritenuta in vendita in conseguenza del prospettico passaggio di Telco agli spagnoli di Telefonica, numero uno in Brasile. A quanto risulta, Oi era già tra i candidati a partecipare alla spartizione dell'operatore mobile di Telecom Italia, ma sussistevano dubbi sulle sue effettive possibilità di sposare le ambizioni con le compatibilità finanziarie. Con l'operazione annunciata, la posizione del «campione nazionale», già ben supportata politicamente, si rafforza anche sotto il profilo finanziario.
Il nuovo gruppo sarà quotato a San Paolo e sul listino NYSE-Euronext. Oi è il primo operatore di telefonia fissa brasiliano con una quota di mercato del 41% e del 29% nella banda larga. È invece solo il quarto nella telefonia mobile con una quota del 18,7%, dietro a Vivo-Telefonica, Tim Brasil (appena sotto) e Claro-America Movil di Carlos Slim. Portugal Telecom ha sottolineato che la fusione creerà l'operatore leader nei Paesi di lingua portoghese con una popolazione complessiva di circa 260 milioni, presente oltre che in Portogallo e Brasile, anche in Angola e Mozambico. L'annuncio è stato premiato alla Borsa di Lisbona (che fa parte di Euronext) da una fiammata della compagnia lusitana, salita nell'immediato del 20%, a riflettere la prospettiva delle sinergie che, da sole, secondo gli analisti giustificano un upside del 14%. Anche Oi è schizzata sul listino di San Paolo, guadagnando l'11%.
Le due compagnie prevedono di completare la fusione nella prima metà del prossimo anno. La maggioranza del nuovo gruppo farà capo agli azionisti di Oi, mentre a quelli di Portugal Telecom farà capo il 38%.